Dow Jones in rialzo, Wall Street si prepara al dopo-Trump?

Gli azionari Usa ignorano i segnali negativi in arrivo dal fronte occupazionale e si concentrano sul discorso di Biden: in arrivo 2.000 miliardi di dollari per la ripresa anti-covid, dollaro in rialzo

Apertura in rialzo per gli indici di Borsa di Wall Street, nonostante i dati sulle richieste settimanali di disoccupazione negli Stati Uniti non abbiano fotografato una situazione propriamente rosea.

Lo spettro disoccupazione non allenta la morsa in Usa

Nei sette giorni che si sono conclusi sabato 9 gennaio, sono stati in 956 mila i cittadini che hanno inoltrato la richiesta per un sussidio di disoccupazione. Si tratta del dato più alto dallo scorso agosto, ben oltre il numero atteso dagli analisti del Dow Jones (che avevano previsto 800 ila unità) e di Reuters (795 mila unità) che già, comunque, superavano l’ultimo dato disponibile (la settimana precedente il Department of Labor aveva segnalato 784 mila richieste, cifra rivista al ribasso dall’originaria 787 mila unità).

In aumento anche le richieste di disoccupazione continua, che salgono da 5,07 milioni a 5,27 milioni – il primo rialzo da novembre -, mentre la media a quattro settimane resta stabile sulle 834 mila unità.

La causa ovviamente è da ritrovare nella pandemia di coronavirus e nelle misure restrittive cui ha costretto diversi stati. Gli Usa al momento sono tra i paesi che versano nelle condizioni più critiche di cui si ha nota: 23,1 milioni di casi,385 mila decessi dall’inizio della pandemia.

Nelle ultime 24 ore la John Hopkins University ha aggiornato i dati sull’andamento della pandemia: 230 mila contagi in più e 3.922 vittime – comunque in calo rispetto al record di martedì, quando il virus ha provocato oltre 4.300 decessi in un solo giorno.

Non è un caso infatti che la maggior parte delle nuove richieste di disoccupazione arrivino proprio dagli stati che più di tutti hanno dovuto implementare nuove restrizioni nel tentativo di frenare l’avanzata della seconda ondata: Illinois (+51.280 richieste), California (+20.587 richieste), New York (+15.559 richieste).

Già ieri, in occasione della presentazione del Beige Book della Federal Reserve, l’istituto centrale statunitense aveva messo in luce come la situazione occupazionale in tutti i 12 distretti (che coprono la totalità degli Usa) fosse gravemente afflitta: le aziende soffrono per diverse posizioni vacanti ma, allo stesso tempo, non riescono ad assumere.

Come si sta preparando Wall Street all’insediamento di Biden?

D’altra parte, gli indici di Wall Street non sembrano aver accusato più di tanto la notizia. Tutt’altro: a metà seduta statunitense il Dow Jones avanza dello 0,36%, il Nasdaq dello 0,38% e l’S&P 500 guadagna lo 0,25%.

Perché tanto ottimismo? L’impressione generale è che gli operatori di Borsa siano propensi a guardare piuttosto il bicchiere mezzo pieno: la campagna di vaccinazione finalmente avviata, unica via per il ritorno alla normalità, ma anche la nuova amministrazione Biden, in arrivo alla Casa Bianca il prossimo 20 gennaio.

Gli investitori ripongono molte speranze proprio nel presidente eletto. Il democratico Joe Biden ha infatti incentrato la propria agenda su un massiccio piano di aiuti fiscali (si parla di circa due mila miliardi di dollari) da erogare nel breve termine, per aiutare la ripresa economica.

Proprio oggi gli occhi sono puntati sul discorso con cui Uncle Joe dovrebbe annunciare ulteriori dettagli sul piano di stimoli fiscali (Biden parlerà in serata, orario della costa orientale).

Anche il dollaro si mantiene sopra i minimi da tre anni, mentre le aspettative di stimolo fiscale fanno salire i rendimenti dei governativi Usa – il Dollar Index aumenta dello 0,15% rispetto a un paniere di sei valute. Nel frattempo il tasso del Treasury decennale è salito proprio mentre la “Cnn” ha riportato che lo stimolo varrà intorno ai 2.000 miliardi di dollari, puntellando ulteriormente il dollaro e indebolendo l'oro (che, al momento, viaggia sui 1.848 dollari l’oncia).

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