IPO Uber

Il lancio dell’offerta pubblica iniziale (IPO) di Uber è avvenuto il 10 maggio 2019. La società ha chiuso la prima giornata di trading con una valutazione finale di $69,7 miliardi. Scopri di più sulla stima del valore del titolo e come fare trading sulle azioni di Uber con i CFD di IG.

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Il lancio dell’offerta pubblica iniziale (IPO) di Uber è avvenuto il 10 maggio 2019. La società ha chiuso la prima giornata di trading con una valutazione finale di $69,7 miliardi. Scopri di più sulla stima del valore del titolo e come fare trading sulle azioni di Uber con i CFD di IG.

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Come fare trading sull'IPO di Uber

Ci sono due modi per fare trading sull'IPO di Uber:

Prima dell'IPO

Il nostro grey market chiude alle ore 14:30 (CET) di oggi.

Il prezzo del grey market di Uber verrà calcolato in base al valore totale della quotazione alla fine della prima giornata di negoziazione.

  • Se pensi che la capitalizzazione di Uber sia più alta rispetto a quella indicata, dovrai acquistare il mercato.
  • Se invece pensi che il valore sia più basso, dovrai vendere il mercato.

Dopo l'IPO

Al termine dell'IPO, Uber chiuderemo il Grey market e Uber verrà quotata come gli altri titoli azionari.

Con IG Bank, potrai:

IPO Uber: quando?

Il lancio dell'offerta pubblica di Uber nel New York Stock Exchange (NYSE) è avvenuto il 10 maggio 2019.

IPO Uber: perché?

Il consiglio di amministrazione di Uber ha deciso che è arrivato il momento di passare dal privato al pubblico. La strategia è opposta all’approccio dell’ex Ceo Travis Kalanick, che ha cercato in tutti i modi di allungare i tempi della quotazione. Secondo l’attuale Ceo, Khosrowshahi, Uber sta già subendo tutti gli svantaggi tipici di un'azienda pubblica (opinione dei media negativa, battaglie legali in corso), perdendosi invece i vantaggi di una simile scelta. Sarebbero infatti molti i benefici del passaggio, su tutti l'aumento dei capitali a disposizione per l'espansione del business tramite la vendita di azioni, senza dover prendere i fondi in prestito. Entrare nel settore pubblico sarebbe utile anche a promuovere e migliorare la reputazione dell’azienda. Khosrowshahi ha confermato che l’ex Ceo, Kalanick, è ora totalmente in linea con i piani futuri del consiglio di amministrazione della società.

Chi sono gli investitori pre-IPO di Uber?

Gli investitori attuali di Uber sono, citando solo alcuni tra i più importanti: Toyota, Jeff Bezos, fondatore e CEO di Amazon, Fidelity Investments, SoftBank e Tencent Music. Secondo i dati ad ottobre 2018, Uber è composta da 96 partner tra società e privati e ha raccolto più di 22 miliardi di dollari dai fondi d’investimento. Questo ha fatto sì che l’azienda guadagnasse il titolo di “unicorno” numero uno al mondo. (Con unicorno si intende un'azienda privata che ha raggiunto la valutazione di un miliardo di dollari).

Qual è la valutazione di Uber?

La valutazione di Uber ha raggiunto i $45 per azione, leggermente al di sotto della quota prevista di $44-50. Tuttavia, alla chiusura della prima giornata di negoziazione, il prezzo delle azioni era di $41,57: meno del 7% e con una valutazione finale del titolo che ha raggiunto ‘solo’ i $69,7 miliardi.

Uber ha iniziato il primo giorno di trading in condizioni di mercato difficili, dovute soprattutto alla reazione negativa del Dow Jones, dopo i commenti del presidente Trump sugli accordi commerciali tra USA e Cina. Il CEO di Uber non ha comunque mostrato preoccupazioni di sorta riguardo le cifre della valutazione, al di sotto delle aspettative iniziali.

Quali prospettive per Uber?

La strada percorsa da Uber per arrivare a queste cifre è stata a dir poco impervia. Nonostante abbia registrato profitti pari a 7,5 miliardi di dollari nel 2017, ha registrato una perdita pari a 4,5 miliardi. Ai dati puramente economici, bisogna aggiungere i danni d’immagine subiti, dopo l’incidente di una delle sue auto a guida autonoma e, più in generale, dalla critica costante dei media riguardo la sua cultura aziendale. Di recente Uber sta subendo anche un aumento della concorrenza, tra cui spicca Lyft, anche se il Ceo ha ribadito che c’è spazio per entrambe sul mercato.

Ci sono comunque diversi segnali che indicano il successo crescente dell’azienda. Uber ha registrato i primi profitti durante il primo trimestre del 2018 e il successo dell’app sembra essere incessante. Il nuovo Ceo sta lavorando senza sosta per rivoluzionare l’immagine dell’azienda e, se gli investitori dimostreranno di avere fiducia nel modello di business proposto e nel potenziale di crescita futura, potrebbero decidere di acquistare azioni sull’IPO che si terrà l’anno prossimo. Il futuro di Uber dipenderà molto dalla capacità di espandere l’offerta a livello internazionale, sviluppando ulteriormente la tecnologia smart sulla quale si sviluppano i servizi di trasporto e di consegna a domicilio offerti ai suoi clienti.

Qual è il modello di business di Uber?

Uber si sviluppa su un modello aggregatore, che connette autisti e utenti tramite un’app per smartphone. Il passeggero clicca sulla app, inserisce la destinazione e visualizza la tariffa della corsa richiesta. Se l’utente accetta di pagare la corsa, la vettura più vicina al punto di partenza del passeggero riceve una notifica e l’autista prende la “chiamata”. Il “taxi” è di proprietà dell’autista contattato da Uber, che riceve una percentuale sulla tariffa di ogni corsa. Il successo di Uber risiede nei suoi sistemi infrastrutturali e di trasporto innovativi, mentre la crescita costante del servizio prova che i suoi clienti hanno molta fiducia nel marchio.

Quali sono le performance di Uber?

Uber è considerata come una società che ha avuto risultati anomali, per via della crescita velocissima e le enormi perdite di denaro ottenute in un periodo di tempo molto breve. Dal 2009, anno di lancio della piattaforma tecnologica, i suoi capitali e la grandezza del business sono cresciuti in maniera esponenziale. Nonostante sia ancora un’azienda privata, di recente ha reso pubblica la sua trimestrale.

Nel 2017, Uber ha registrato perdite in tutti e quattro i trimestri: 0,8 miliardi di dollari nel primo trimestre, 1,1 miliardi nel secondo, 1,5 miliardi nel terzo e infine 1,1 miliardi nel quarto. Nel primo trimestre del 2018, per la prima volta ha realizzato profitti pari a 2,5 miliardi di dollari, grazie agli accordi stipulati nel Sud-est asiatico e in Russia. Tuttavia, nel secondo trimestre è tornata in perdita (0,9 miliardi di dollari). Il Ceo ha affermato che Uber è in grado di sostenere le perdite, grazie al potenziale di crescita a lungo termine.

Uber versus Lyft

Uber e Lyft sono pronte a sbarcare nel mercato azionario nel 2019, con quest’ultima che potrebbe battere Uber sui tempi. Ci sono voci di corridoio che affermano che l’IPO di Lyft ci sarà entro e non oltre marzo. Dara Khosrowshahi non sembra essere preoccupato dall’entrata in borsa di Lyft, perché pensa che ci sarà abbastanza richiesta per entrambe le aziende.

Nonostante le tante similitudini tra le due aziende, Uber resta leader sul mercato, con una presenza internazionale distribuita in più di 70 paesi. Le due società di ride-sharing competono molto sui prezzi offerti agli utenti. Hanno una tariffa per corsa simile, utilizzano spesso le stesse promozioni e aumentano le tariffe quando la domanda per le corse aumenta. Il funzionamento della app è speculare e agli utenti basta prendere la corsa offerta dal servizio più vicino. Uber, oltre a contare su una presenza territoriale maggiore, ha anche a disposizione una gamma di veicoli più ampia, dalle vetture di lusso ai van. Le valutazioni delle società sono differenti: quella di Lyft va dai 18 ai 30 miliardi di dollari, mentre Uber può contare su una capitalizzazione di mercato di ben 69,7 miliardi di dollari.

When is Trainline’s IPO?

Trainline’s IPO is expected in June 2019, but chief financial officer Shaun McCabe confirmed that the exact date is still under discussion. Trainline is seeking a premium listing on the London Stock Exchange (LSE) and plans to raise £75 million through the IPO. The company wants to use these funds to expand the business.

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IPO: come funziona?

Un IPO si ha quando una società privata decide di entrare nel mercato azionario e vendere le proprie azioni al pubblico. Il primo passo per la società è quello di presentare il suo business plan ad una banca d’investimento, che in seguito calcola l’interesse del pubblico per l’offerta pubblica. La società che lancia l’IPO decide la quantità di azioni da offrire al pubblico e la banca fissa il prezzo iniziale delle azioni, basandosi su domanda e offerta potenziale. Nel momento in cui le azioni sono messe in vendita, l’attività iniziale degli investitori sul mercato è frenetica perché molti di loro comprano e vendono azioni, aprendo posizioni al rialzo o al ribasso in base alle loro previsioni. Le operazioni possono causare un’elevata volatilità dei prezzi, che a sua volta può generare molte opportunità di trading.

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FAQ

Che cos'è il grey market?

Il grey market è un mercato non regolamentato dove è possibile aprire posizioni sul valore atteso della capitalizzazione di un’azienda, ancora prima della quotazione in borsa. Nel caso specifico di Uber, il grey market si chiuderà dopo il primo giorno di contrattazione.

Aprire una posizione sul grey market significa fare una previsione sulla capitalizzazione di borsa di un’azienda (pari al numero delle azioni x il prezzo), prima che l’IPO avvenga. Se pensi che l’azienda sia sopravvalutata o sottovalutata, oppure se le notizie fornite dai principali organi di stampa incrementano la volatilità dei prezzi, investire sul “mercato grigio” offre la possibilità di realizzare profitti prima della quotazione di mercato delle azioni.

Chi sono i proprietari di Uber?

Uber non ha un singolo proprietario o una società madre di riferimento, ma è gestita e finanziata dai suoi investitori. Uber è una start-up americana fondata nel 2009 da Garrett Camp e Travis Kalanick a San Francisco. Il pacchetto di maggioranza delle azioni prima era detenuto da Kalanick e dall’azienda di investimenti venture capital americana Benchmark, ma la situazione è cambiata a gennaio 2018, quando Uber ha deciso di vendere il 15% del pacchetto a Softbank, holding finanziaria giapponese con sede a Tokyo.

Quali sono le fonti di guadagno di Uber?

Uber guadagna principalmente con l’addebito delle corse ai passeggeri sull’app. La tariffa della corsa è calcolata da un algoritmo che include la distanza, il tempo impiegato e la quantità di carburante utilizzato. Uber detiene il 25% della tariffa, mentre agli autisti spetta una quota del 75%. Uber realizza profitti anche grazie ad altri servizi offerti dalla piattaforma, come Uber Eats, Uber Freight e altro ancora. Anche la pubblicità sul sito, in via minore, è fonte di introiti per la piattaforma.

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