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METALLI PREZIOSI

Oro in recupero dai minimi, ma metalli preziosi sotto pressione

Il metallo giallo rimbalza dopo il crollo iniziale favorito dal calo del petrolio. L’argento prova a reagire, mentre platino e palladio confermano un quadro più fragile e ancora dominato dalla volatilità

Fonte: Bloomberg

Written by

Filippo A. Diodovich

Filippo A. Diodovich

Senior Market Strategist per IG Italia

Data di pubblicazione

Il prezzo dell’oro ha mostrato un recupero nelle ultime ore dopo una seduta estremamente violenta. Nel corso della giornata il metallo giallo era sceso fino a circa $4099 l’oncia sui minimi intraday, per poi risalire grazie alle dichiarazioni di Donald Trump, che ha posticipato i raid sulle infrastrutture energetiche iraniane perchè sono in corso trattative con l'Iran per un possibile accordo di pace. Nella piattaforma IG osserviamo un recupero fino a $4375. Il messaggio di fondo è quindi chiaro: il mercato ha provato a rimbalzare, ma resta ancora in una fase di forte instabilità dopo una correzione molto aggressiva rispetto ai massimi record di gennaio.

Perché l’oro era sceso così tanto?

La discesa dell’oro delle ultime settimane è legata soprattutto a un cambio di narrativa macroeconomica. In teoria le tensioni geopolitiche dovrebbero sostenere i beni rifugio, ma questa volta il forte rialzo del petrolio ha riacceso le paure degli addetti ai lavori su una onda inflattiva che ha spinto il mercato a riconsiderare il percorso delle banche centrali (possibilità di rialzi dei tassi di interesse nel medio breve termine). Il balzo del greggio oltre $100 sul WTI e sopra $110 sul Brent ha alimentato timori di tassi elevati più a lungo, mentre il Treasury decennale USA ha toccato i massimi da nove mesi. Per l’oro, che non offre cedole, questo è un fattore negativo perché aumenta il costo opportunità di detenere il metallo.

Il recupero dell’oro non basta ancora per parlare di inversione

Il rimbalzo delle ultime ore è stato favorito, come abbiamo menzionato in precedenza, soprattutto, dal rinvio di possibili attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane, che ha innescato un calo del petrolio e un indebolimento del dollaro.  Tuttavia, la lettura più prudente resta quella di un rimbalzo tecnico dopo forti liquidazioni e prese di profitto, non ancora di una vera inversione strutturale. Finché il mercato continuerà a temere inflazione da energia e rendimenti reali alti, il metallo giallo resterà esposto a nuova volatilità.

Argento: reazione dai minimi, ma la volatilità resta elevata

Anche l’argento ha tentato un recupero dopo una fase di vendita molto pesante. Nella piattaforma IG al momento il metallo evidenzia un rialzo del 1,20% a circa $68,60 l'oncia nel rimbalzo successivo al sell-off,  in forte recupero rispetto al minimo intraday di circa $61.

L’argento continua a muoversi in modo più nervoso dell’oro perché somma una componente da bene rifugio a una componente industriale. Proprio questa doppia natura lo rende capace di recuperi rapidi, ma anche di correzioni molto più violente quando il mercato teme rallentamento economico, dollaro forte e tassi elevati.

Platino: quadro più debole e pressione ancora evidente

Il platino resta uno dei metalli più fragili del comparto. Nella piattaforma di IG lo troviamo con un ribasso del 6,60% a $1840 l'oncia dopo un minimo di seduta in area $1700.

 Questo significa che, a differenza di oro e argento, il platino non ha ancora fornito un segnale convincente di stabilizzazione. Dopo il rally molto forte del 2025, il mercato sta probabilmente scaricando parte degli eccessi, in un contesto in cui i metalli più sensibili alla crescita globale e al sentiment industriale continuano a essere penalizzati.

Palladio: rimbalzi improvvisi, ma resta un mercato molto instabile

Il palladio è forse il metallo che più di tutti mostra quanto il quadro resti disordinato. Nella piattaforma IG il metallo evidenzia un calo dell'1,50% a circa $1420 l’oncia .

Il palladio resta strutturalmente più vulnerabile perché è molto esposto al comparto auto e ai catalizzatori per motori a combustione, quindi soffre di più quando il mercato rivede al ribasso le attese su crescita industriale e domanda futura.

Metalli preziosi: il mercato premia solo in parte i beni rifugio

La seduta conferma un punto importante: in questa fase il mercato non sta comprando in modo lineare tutti i metalli preziosi. L’oro prova a rimbalzare perché beneficia del raffreddamento temporaneo del petrolio e del dollaro, l’argento segue con movimenti ancora più ampi, ma platino e palladio continuano a evidenziare una struttura più fragile. In altre parole, il fattore geopolitico da solo non basta a sostenere tutto il comparto: ciò che conta davvero è l’impatto della crisi energetica su inflazione, tassi e crescita. Finché resterà questo equilibrio instabile, è probabile che le quotazioni continuino a muoversi con forti oscillazioni intraday.

Cosa guardare nelle prossime sedute?

Nelle prossime giornate i driver principali resteranno quattro: andamento del petrolio, forza del dollaro, rendimenti obbligazionari e sviluppi geopolitici in Medio Oriente. Se il greggio dovesse continuare a raffreddarsi, l’oro potrebbe consolidare il recupero e trascinare con sé parte del comparto. Se invece dovessero riaccendersi i timori di shock energetico e inflazione, il rischio sarebbe quello di nuove vendite, soprattutto sui metalli più fragili come platino e palladio. 

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