TRADING LEGENDS
Dal floor di Chicago alla formazione globale: opzioni, disciplina e psicologia operativa
Dan Gramza è considerato da molti una “leggenda” del trading moderno: uno dei nomi più riconoscibili degli ultimi decenni, soprattutto nel mondo di futures e opzioni. Grazie all’esperienza maturata sui mercati e alla capacità di insegnare in modo pratico, Dan ha formato migliaia di trader in tutto il mondo, diventando un punto di riferimento non solo per la tecnica, ma anche per la disciplina mentale.
Video
La sua storia parte dalla formazione: dopo una laurea in ingegneria all’Illinois Institute of Technology e un MBA in International Finance alla DePaul University, entra nel cuore pulsante della finanza americana, l’ambiente degli exchange di Chicago. Diverse biografie lo descrivono come ex membro della Chicago Rice and Cotton Exchange e poi attivo nell’ecosistema CBOT (Chicago Board of Trade), cioè nel mondo dove futures e derivati erano “pane quotidiano” molto prima che tutto diventasse completamente elettronico.
Nel suo percorso, un ruolo importante lo hanno avuto i primi mentori: trader di opzioni e di derivati su titoli di Stato. È un dettaglio che spiega subito il suo DNA: non nasce come “stock picker”, ma come trader abituato a ragionare in termini di rischio, volatilità e struttura di mercato. Ed è un’impronta che si ritrova ancora oggi nel modo in cui insegna: prima di tutto, capire lo strumento.
Dan ha spesso raccontato (in contesti formativi) che il suo primo trade fu l’acquisto di una call su IBM: un’operazione in perdita, ma fondamentale perché gli insegnò una cosa che torna sempre nel suo approccio—senza preparazione, il mercato ti presenta il conto subito. Non è la storia “motivazionale” del fallimento che diventa successo: è la lezione concreta che le perdite, se analizzate bene, diventano materiale didattico. Ed è anche per questo che, tra i suoi riferimenti, compaiono testi classici sulle opzioni come quelli di Larry McMillan e Sheldon Natenberg: libri che ti obbligano a ragionare seriamente su volatilità, premi, probabilità e gestione del rischio.
Con il tempo, Gramza non si è limitato a tradare. Ha dedicato una parte importante della sua vita all’insegnamento e alla consulenza: viene presentato come presidente di Gramza Capital Management e come figura attiva anche sul fronte advisory, inclusi progetti con investitori istituzionali e hedge fund. In parallelo, in varie biografie e profili compare la sua attività come instructor in contesti universitari (Northwestern e DePaul sono spesso citate) e in ambito professionale internazionale.
A livello mediatico, è un nome che torna spesso: alcune fonti lo indicano come ospite ricorrente su network come CNN (Moneyline) e Bloomberg TV, oltre ad altri canali e circuiti informativi. Questo elemento aiuta a capire il profilo: non solo “trader privato”, ma voce ascoltata e invitata in contesti pubblici.
Il vero punto, però, è cosa insegna. Dan ha sviluppato tecniche essenziali per i trader su più livelli: analisi tecnica, strategie operative su futures e opzioni, ma anche—e qui sta la differenza—finanza comportamentale e controllo emotivo. In molte descrizioni dei suoi corsi ricorrono proprio questi pilastri: tecniche mentali “essenziali” per i trader, lettura del mercato con candele giapponesi in chiave comportamentale, e strumenti come il Market Profile per interpretare struttura e “accettazione” dei prezzi.
Il concetto chiave, però, resta solidissimo: Gramza dedica grande attenzione a come superare i “demoni” del trading, soprattutto la paura che prende il sopravvento durante le perdite. La sua soluzione non è teorica: avere un piano rigoroso, distaccarsi emotivamente dalle singole operazioni e seguire in modo scrupoloso regole con stop loss e obiettivi ben definiti. In pratica, l’operazione non deve essere un “giudizio su di te”, ma solo l’esecuzione del tuo metodo. Se il mercato ti stoppa, non è un’umiliazione: è informazione. E tu devi essere pronto a incassarla senza cambiare regole a caldo.
Da qui arrivano due messaggi che riassumono benissimo lo stile di Dan. Il primo è l’importanza di osservare e analizzare le perdite, perché spesso sono proprio quelle a insegnarti come migliorare davvero l’operatività. Il secondo è la pazienza: aspettare finché il mercato non offre opportunità interessanti e, una volta entrati, saper lasciare spazio al trade perché raggiunga i target previsti dal piano. In un mondo dove tutti vogliono “fare qualcosa” ogni minuto, Gramza riporta l’attenzione su una virtù poco spettacolare ma decisiva: la disciplina di rispettare il processo.
"Trovo molto utile osservare e analizzare le mie perdite, e il motivo per cui lo faccio è che le mie perdite mi hanno insegnato a migliorare la mia operatività."
“Una delle maggiori sfide per i trader è essere abbastanza pazienti da aspettare finché il mercato non ci offrirà opportunità interessanti. Essere abbastanza paziente, una volta entrati in posizione, da lasciare che l’operazione possa raggiungere i target del nostro piano di trading. La pazienza deve essere la principale virtu’ di un trader.”