MACRO
Il dato core leggermente inferiore alle aspettative, i mercati non reagiscono
Il Bureau of Labor Statistics ha pubblicato i dati sull’inflazione negli Stati Uniti relativi al mese di dicembre. L’indice dei prezzi al consumo (CPI) ha registrato, su base annua, un incremento del 2,7%, in linea con le aspettative del mercato. Su base mensile, il CPI è aumentato dello 0,3%, esattamente quanto previsto dal consensus. L’indice core (al netto di energia e alimentari) ha mostrato una crescita annua del 2,6%, leggermente inferiore alle stime (2,7%). Anche su base mensile il dato core ha evidenziato un rallentamento: +0,2% m/m contro un consensus a +0,3%.
La lieve sorpresa sul core, pur positiva, non modifica in modo significativo lo scenario di politica monetaria in vista del meeting del 28 gennaio. Le pressioni inflazionistiche restano complessivamente contenute e coerenti con un percorso di normalizzazione graduale, senza segnali di riaccelerazione. A nostro avviso, la Federal Reserve manterrà il costo del denaro invariato nell’attuale range 3,50%–3,75%, privilegiando un approccio attendista e data-dependent. Un eventuale cambiamento del posizionamento della banca centrale potrebbe emergere più avanti, verosimilmente nella riunione di giugno, anche alla luce della scadenza del mandato dell’attuale presidente Jerome Powell (scadenza 15 maggio 2026).
La reazione dei mercati alla pubblicazione è stata contenuta, con movimenti limitati su azionario e valutario. In sintesi, il report conferma un quadro di inflazione controllata: abbastanza favorevole per sostenere l’ipotesi di tassi fermi nel breve ma non tale da cambiare radicalmente le aspettative sul sentiero della Fed.