Ftse Mib, proseguono i cali, oggi Draghi al Senato per la fiducia

Avvio in calo per l’Europa, Ftse Mib perde lo 0,46%, spread in leggero rialzo a 93 punti

  • Alle 10:16 il Ftse Mib viaggia in calo dello 0,46% a 23.332 punti, giù Nexi e Stellantis
  • In calo anche il resto degli azionari europei: Dax – 0,85%, Cac40 -0,32% e Ftse 100 -0,55%
  • EUR/USD a 1,20 con dollaro in rafforzamento, rendimenti sui Treasuries a 10 anni Usa ai massimi da febbraio 2020

Apertura in calo per il Ftse Mib di Milano, nel giorno in cui il Presidente del Consiglio Mario Draghi salirà al Senato per chiedere la fiducia per il suo nuovo governo, che ha giurato sabato scorso. Cautela anche sul resto degli azionari europei, che rallentano dopo lo sprint con cui hanno dato il via al mese di febbraio.

A mezz’ora dall’apertura il Dax perde lo 0,82%, il Cac40 francese lo 0,56%, il Ftse 100 lo 0,52% e anche l’indice paneuropeo Stoxx 600 apre al di sotto della parità dello 0,2%.

Ftse Mib in calo, male il titolo Nexi

A Milano l’indice Mib perde quasi mezzo punto percentuale (-0,47%) a venti minuti dall’apertura della sessione, mantenendosi comunque al di sopra della soglia dei 23.000 punti (23.329 punti).

Tra i ribassi più forti spicca quello delle azioni Nexi, che scivolano del 3,76% dopo aver completato il collocamento da un miliardo di euro di obbligazioni convertibili con scadenza 2028, annunciato ieri. Nexi ha fissato un prezzo di conversione iniziale di 24,5525 euro, che incorpora un premio di circa il 52% rispetto al prezzo di 16,10 euro del simultaneo collocamento di azioni, tramite proceduta accelerata.

Giù anche Stellantis dopo il dato sulle vendite nel settore auto di gennaio. All’inizio dell’anno le immatricolazioni auto in Europa hanno registrato un -25,7% su anno, a causa principalmente delle restrizioni legate al Covid. Nella sola Ue il calo è stato del 24%, segnando il peggior mese di gennaio di sempre. Per Stellantis la flessione a livello europeo è stata del 27,4%. Il titolo al momento perde l’1,08%.

Tra i rialzi invece occhi su Poste Italiane, che ieri ha pubblicato i dati relativi all’ultimo trimestre del 2020. L’utile netto di Poste è aumentato del 18,7% a 308 milioni di euro, oltre le attese degli analisti a 160 milioni. Nell'intero 2020 il gruppo ha realizzato profitti netti pari a 1,2 miliardi, in calo del 10,2 per cento. L'amministratore delegato, Matteo Del Fante, ha annunciato che il gruppo proporrà per il 2020 un dividendo pari a 0,486 euro per azione, in crescita del 5% sull'anno precedente. Nei primi minuti di contrattazione sul Ftse Mib il titolo viene scambiato per 9,68 euro per azione, in rialzo dello 0,31%.

Regge anche il settore petrolifero, con Eni a +0,29% grazie al prezzo del petrolio che riesce a mantenersi al di sopra dei 60 dollari al barile, dopo il balzo degli ultimi giorni che l’ha riportato ai massimi da oltre un anno.

Spread in aumento oggi a 93 punti, nel giorno in cui il Presidente del Consiglio Mario Draghi è atteso al Senato per il voto di fiducia.

Quali notizie dal resto dei mercati finanziari?

  • Europa – attese oggi le dichiarazioni di politica monetaria della Banca centrale europea, mentre il dato sull’inflazione di gennaio nel Regno Unito ha indicato che i prezzi al consumo sono tornati ad aumentare (l’Ipc si è assestato a 0,7%, in rialzo rispetto al precedente 0,6%).
  • Usa – nonostante i nuovi record raggiunti ieri dagli azionari di Wall Street, oggi i futures sui principali indici statunitensi stentano a recuperare la parità (Dow Jones -0,02%, Nasdaq -0,02%, S&P 500 stabile sulla parità). Attesi oggi sul fronte macro i dati sulle vendite al dettaglio di gennaio e sull’indice dei prezzi alla produzione. Sul mercato obbligazionario le aspettative di un aumento dell'inflazione hanno spinto al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato Usa che, nel caso del 10 anni, si sono spinti fino al massimo da fine febbraio 2020 a 1,329% prima di tornare in area 1,31%.
  • Forex – Il rialzo dei rendimento sui Treasuries decennali si è tradotto sul mercato valutario in un rafforzamento del dollaro. Il Dollar Index avanza in mattinata dello 0,06% a 90,74, mentre le principali valute si indeboliscono nei confronti del biglietto verde: il cambio EUR/USD scende a quota 1,2070, il GBP/USD a 1,3888, l’USD/JPY nelle ultime ore ha sforato per un momento la soglia dei 106 (al momento viaggia a 105,920).
  • Materie prime – nonostante la leggera flessione della vigilia il prezzo del petrolio è tornato a salire nelle ultime ore: al momento il Brent viaggia in rialzo a 63,81 dollari al barile mentre il Wti viene scambiato per 60,38 dollari.

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