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GUERRA COMMERCIALE

Mercati in risk-off: dazi di Trump e possibile escalation

Borse europee giù di circa 1%, dollaro debole e corsa ai beni rifugio: oro, argento e franco svizzero

Fonte: Bloomberg

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Mercati in risk-off: dazi di Trump e possibile escalation

La seduta odierna si apre con un’impostazione difensiva: indici europei in calo di oltre 1 punto percentuale, rotazione verso asset rifugio e maggiore selettività settoriale. Sul mercato valutario si osserva un dollaro statunitense in arretramento e acquisti di franco svizzero, considerata ora la principale valuta rifugio, segnale di incertezza degli investitori sulle scelte dell’amministrazione Trump. Sul fronte commodity, l’oro, principale bene rifugio, aggiorna i massimi storici con nuovi record in area 4691 $/oncia. Il driver dominante resta il ritorno improvviso del tema dazi USA, con una componente addizionale: la misura viene legata a un obiettivo geopolitico (Groenlandia), aumentando il premio per il rischio e l’incertezza di regime.

I nuovi dazi USA e il legame con la conquista della Groenlandia

Donald Trump ha introdotto dazi del 10% dal 1° febbraio su Danimarca, Francia, Norvegia, Svezia, Regno Unito, Olanda, Germania e Finlandia, con incremento al 25% dal 1° giugno, collegando l’escalation commerciale all’acquisto USA della Groenlandia. Per i mercati non è solo “tariffe = minore crescita”, ma soprattutto incertezza sulla funzione di reazione: tempi, intensità e durata della misura diventano più imprevedibili rispetto a un contenzioso commerciale tradizionale.

Reazione Europa: linea rossa sulla sovranità e risposta coordinata

Lo scenario più probabile lato Europa rimane: linea rossa sulla sovranità (sostegno politico a Danimarca/Groenlandia e condanna dei dazi come leva coercitiva), coordinamento UE per una risposta comune e preparazione di strumenti di contrasto, ritorsioni calibrate con contromisure mirate per massimizzare l’impatto politico limitando i danni domestici. Il punto chiave è il trade-off: risposta troppo morbida aumenta l’azzardo morale, risposta troppo dura amplifica i costi economici.

Prime reazioni dei mercati: vendite su azionario europeo, in crescita franco svizzero e oro

Azionario Europa: pressione sui settori più ciclici e sull’export, in particolare industriali, auto e chimica, oltre alle storie “globali” con catene del valore esposte a dazi e ritorsioni. Il canale è doppio: rischio su margini (tariffe, prezzi, supply chain) e su domanda (frenata scambi, investimenti rinviati per incertezza). Forex: oggi il segnale è chiaro, con USD in calo e CHF in rafforzamento; il mercato sta coprendo soprattutto rischio geopolitico e rischio di shock politico/discontinuità. Oro: record a 4691 $/oncia, coerente con domanda di protezione in un contesto di escalation commerciale e geopolitica.

Perché la Groenlandia conta così tanto?

La Groenlandia concentra driver strutturali: posizionamento artico, rotte artiche con crescente rilevanza logistica nel medio periodo, risorse e supply chain (minerali critici e autonomia strategica), competizione tra potenze con implicazioni su spesa difesa e posture NATO.

Scenari

Scenario base (probabilità: medio-alta): Tensione controllata, dazi come leva

Cosa succede: dazi del 10% confermati da amministrazione Trump, l’UE mantiene un posizionamento fermo sulla sovranità ma risponde in modo coordinato e misurato con forti pressioni politiche; si apre una fase di negoziato ad alta volatilità comunicativa senza rottura immediata. Implicazioni: negativo per equity europeo, forte dispersione settoriale; più fragili auto/industriali/chimica, più resilienti difensivi; CHF sostenuto come copertura, EUR volatile, USD potenzialmente debole se prevale il tema “policy risk”; oro su nuovi record sopra $4700.

Scenario escalation (probabilità: media): Ritorsioni e dazi in crescita

Cosa succede: l’UE prepara contromisure più incisive e mirate (discussione su dazi per $93 mld di beni USA), gli USA irrigidiscono la propria posizione con possibilità di anticipare l’entrata in vigore dei dazi al 25%. Implicazioni: equity europeo con ribassi molto forti e volatilità in aumento; CHF (e in parte JPY) più forti, EUR più fragile; USD oscillante (risk-off classico lo sostiene, ma “rischio USA/policy” può indebolirlo); oro ulteriormente supportato e candidato a nuovi record anche sopra $4800.

Scenario de-escalation (probabilità: bassa): Accordo politico o rinvio

Cosa succede: canale negoziale, dazi rinviati/attenuati o resi solamente selettivi; il dossier Groenlandia si sposta su un tavolo più ampio senza essere legata direttamente alle tariffe. Implicazioni: rimbalzo di ciclici ed export-heavy, rally più forte dove la pressione è stata maggiore; riduzione domanda di CHF, EUR più stabile e possibile recupero; oro in raffreddamento ma su livelli ancora elevati se resta il dubbio sulla stabilità di policy.

Impatti per settori

Auto e industriali: alta sensibilità a tariffe/ritorsioni e domanda estera, rischio più elevato in escalation. Chimica e materiali: vulnerabili a compressione margini e volatilità della domanda. Consumer globali/lusso: meno “tariffa pura”, più rischio fiducia e geopolitica. Difensivi (utility/helthcare/telecomunicazioni): relativi vincitori nelle fasi risk-off, specie in scenario base/escalation. Metalli preziosi (oro e argento): copertura naturale finché la probabilità di eventi estremi resta molto elevata.

Cosa monitorare?

Comunicazioni ufficiali da parte dell’UE: unità e tono su eventuali ritorsioni. Incontri a Davos, possibile driver di escalation o de-escalation

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