Tutto quello che devi sapere sullo Swing trading

Vi sarà capitato di sentir parlare di swing trading. Il termine inglese potrebbe farla apparire una tecnica complessa, ma in realtà è più semplice di quanto si possa immaginare e si adatta sia a trader esperti sia ai neofiti.

strategie_di_swing_trading Fonte: Bloomberg

Che cos’è lo Swing Trading?

Lo swing trading è una tecnica operativa che si basa sull’apertura di una posizione, long o short che sia, per chiuderla dopo qualche giorno. In questo modo i trader possono “catturare” le oscillazioni dei prezzi in quell’arco temporale, definiti appunto “swing”. In sostanza si opera tra le oscillazioni dei prezzi intorno al trend in atto su un determinato mercato.

La caratteristica principale di questa operatività, che la differenzia dalle altre, è l’arco temporale in cui l’operazione rimane in essere, che varia da qualche seduta a fino a qualche settimana (generalmente non supera il mese). Si pone così come via di mezzo tra l’operatività intraday, che prevede l’apertura e chiusura dell’operazione durante la stessa seduta, e quella buy & hold, che impone di tenere la posizione aperta per un arco di tempo lunghissimo (da un mese fino a qualche anno addirittura!).

Data questa sua caratteristica principale, il tempo per l’appunto, è facile comprendere come il time frame da utilizzare sia un elemento non trascurabile della strategia. Generalmente, chi opera con una strategia di swing trading sceglie un time frame di quattro ore (generalmente indicato con H4 sulle varie piattaforme di trading). Sono meno indicati i time frame inferiori a quelli orari (H1) e superiori a quelli giornalieri, dato che è necessario avere una visione completa del movimento degli ultimi giorni.

Chi adotta un’operatività di questo tipo viene definito swing trader e si differenzia dallo scalper, che opera tipicamente intraday su time frame ridottissimi e tiene le posizioni aperte da pochissimi secondi fino a qualche ora. Infine, chi opera con strategie buy & hold può essere classificato più come investitore che non trader, vista la bassa operatività.

Come funziona lo Swing Trading?

Per rendere profittevole lo swing trading è necessario selezionare un mercato che si trova in un trend direzionale ben definito, sia esso rialzista o ribassista. Quando i prezzi si discostano temporaneamente dal trend principale è possibile operare per puntare a un ritorno dei prezzi vicino al trend stesso.

Sono da evitare le fasi di mercato laterali (definite trading range) o di consolidamento dato che possono indurre in errore e causare forti perdite. Proprio al fine di evitare di incappare in questo errore, i trader spesso utilizzano degli indicatori per vedere se il mercato è in trend o meno. Tra questi, il più noto è la media mobile semplice (o esponenziale). Più nel dettaglio, se la media mobile incrocia al ribasso (si porta sotto) la linea dei prezzi e ha un’inclinazione positiva, il mercato è in fase rialzista. Viceversa, se la media mobile incrocia al rialzo (si porta sopra) la linea dei prezzi e ha un’inclinazione negativa, allora il mercato è in un trend ribassista.

Esistono tanti altri indicatori in grado di dirci se un mercato è in trend o meno. Va rilevato, inoltre, che molti operatori preferiscono utilizzare più indicatori contemporaneamente in modo tale da aumentare l’efficacia dello swing trading, riducendo la possibilità di incorrere in falsi segnali.

I vantaggi dello swing trading

Il principale vantaggio di questa tecnica di trading è dato proprio dall’orizzonte temporale su cui “lavora”. Questo ha fatto sì che tale modus operandi si diffondesse negli anni superando i limiti legati sia all’operatività intraday che a quella buy & hold.

Limiti operatività intraday

Con l’operatività intraday, infatti, gli investitori (scalper) rischiano di limitare i profitti potenziali, chiudendo la posizione nell’arco della giornata (a volte anche solo dopo pochi minuti!) e non sfruttando il trend in atto. Inoltre, operare intraday richiede maggiore tempo e comporta spesso un alto livello di stress. In un simile contesto è facile lasciarsi sopraffare dalle emozioni, rischiando di aggravare ulteriormente le perdite.

Limiti operatività buy & hold

Se l’operatività intraday presenta dei limiti, non possiamo dire che la strategia buy & hold sia immune da criticità. In questo caso il rischio principale è dato dal fatto che le posizioni vengono lasciate aperte troppo a lungo (diversi mesi, come già detto) con i profitti che possono essere erosi rapidamente se il mercato dovesse improvvisamente cambiare rotta. Inoltre, molti trader giudicano questa tecnica operativa di scarso appeal, visto che l’operatività è ridotta a poche operazioni al mese.

Vantaggi swing trading

Lo swing trading supera tutti questi ostacoli. In primo luogo, l’operatività non è così frenetica e stressante come nel trading intraday e, allo stesso tempo, non è così blanda come nel buy & hold. In secondo luogo, con lo swing trading, gli operatori lasciano correre gli eventuali profitti, approfittando del movimento rialzista o ribassista del mercato di breve termine, senza dover chiudere l’operazione in anticipo.

In ogni caso, la disciplina deve essere sempre utilizzata quando si opera sui mercati finanziari. Per questo motivo, anche con lo swing trading è sempre consigliato utilizzare delle tecniche di gestione del rischio, come gli stop loss e i target di prezzo.

Lo swing trading si adatta a qualsiasi asset (azioni, indici, forex e commodity), anche se il suo utilizzo è diffuso nel mercato valutario. L’alta volatilità e la liquidità che circolano quotidianamente su questo mercato permettono agli operatori di realizzare buoni profitti anche in un arco temporale multi day, a differenza degli indici e delle materie prime dove la volatilità a volte può essere molto contenuta per periodi lunghi di tempo.

Quali sono le migliori strategie di Swing Trading?

“Catch the wave”

Senz’altro tra le più note strategie di trading troviamo la “catch the wave” (cavalcare l’onda). L’idea alla base di questa strategia è molto semplice. Immaginiamo che il mercato che stiamo osservando è in un trend rialzista. Nel momento in cui si realizza un pull back occorre entrare al rialzo e puntare a una ripresa del trend di fondo. Ovviamente, più è forte la correzione, maggiore sarà l’opportunità di guadagno man mano che i prezzi si avvicinano al trend.

Ovviamente per identificare il trend, ancora una volta, dobbiamo far riferimento a qualche indicatore, come la media mobile a 50 giorni. Nel nostro caso (trend rialzista) avremo la media mobile che giace sotto la linea dei prezzi. Il pull back potrebbe spingere i prezzi a ripiegare verso la media mobile. Da qui potremmo attenderci un rimbalzo delle quotazioni. La strategia swing impone quindi di entrare long e tenere la posizione almeno per qualche giorno, fintantoché i prezzi si avvicinano ai massimi precedenti.

“Fade the move”

La “fade the move” è un’altra strategia di swing trading molto nota e potrebbe essere interpretata un po’ come l’opposto della precedente. Riprendiamo l’esempio fatto sopra. Il mercato che stiamo analizzando è in un trend rialzista. Questa volta, però, i prezzi stanno testando un massimo importante. La strategia di swing trading suggerirebbe di andare short per puntare a un ritorno dei prezzi verso i minimi precedenti. Rispetto al caso precedente (Cavalcare l’onda), in questo caso non andiamo a favore del trend di mercato, ma stiamo puntando contro il trend principale. In realtà non si tratta di una scommessa sull’inversione del trend, ma semplicemente di una fase temporanea di discesa prima che il trend riparta.

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