Guida completa al trading con i pattern di prezzo

Cosa sono i pattern di prezzo e come applicarli al tuo trading? Scoprilo nella guida completa che Bruno Moltrasio ha curato per conto di IG Italia.

In questo articolo ti parlerò dei pattern di prezzo, vere e proprie tecniche di trading utilizzabili da chiunque in modo semplice.

Ti dirò anche quali ritengo essere i migliori e più performanti pattern di prezzo.

Infine ti mostrerò come sfruttarli dal punto di vista operativo, per migliorare le performance del tuo trading.

Cosa sono i pattern di prezzo

I pattern di prezzo altro non sono che particolari configurazioni grafiche, identificabili indifferentemente nei grafici a candele o nei più classici grafici a barre, che si presentano ripetutamente nella storia di uno o più strumenti finanziari.

Viene allora da chiedersi cosa significhi fare trading con i pattern di prezzo e la risposta è molto semplice.

L’osservazione del comportamento del prezzo nelle barre successive al perfezionamento del pattern stesso (il c.d. “setup”), consente di misurarne in modo statistico il funzionamento e di capire se, al ricorrere di una determinata configurazione grafica, si possa mettere in atto una strategia di trading profittevole.

I più “antichi” pattern conosciuti sui mercati finanziari sono quelli che vengono identificati dalla analisi candlestick.

Se fai trading da qualche tempo, sicuramente ti sari già imbattuto in termini come “hammer”, “shooting star” o ”engulfing” (bullish o bearish), solo per citare quelli più noti.

Nell’arco degli anni poi vari autori hanno sviluppato pattern proprietari che sono poi entrati nel patrimonio comune di tutti i trader, dai meno esperti a quelli più avanzati.

Il Key Buy, il Boomer, l’IDNR4 solo per citarne alcuni tra i più efficaci, possono fare davvero la differenza per aiutarci ad identificare in anticipo possibili movimenti di prezzo a volte anche esplosivi.

I pattern di prezzo, diversi da quelli candlestick che possono configurarsi anche con una sola barra (candela), si sviluppano generalmente nell’arco di poche barre, generalmente al massimo 4 o 5, e si adattano perciò molto bene ad una operatività di breve termine.

Si tratta di pattern che vanno tenuti distinti da quelle configurazioni grafiche di analisi tecnica classica, come ad esempio il testa e spalle, il triangolo e il cuneo, solo per citarne alcuni, e normalmente non consentono, come i loro “cugini”, di formulare previsioni sugli obiettivi di prezzo ma soltanto (e non sempre) ipotesi rialziste o ribassiste.

Come fare trading con i pattern di prezzo?

I pattern di prezzo permettono di operare con diverse modalità.

Anzitutto, potendo essere testati su uno storico di dati per valutarne l’efficacia e affidabilità, i pattern possono essere poi utilizzati in modo automatico anche senza l’intervento del trader.

Sarà sufficiente avere un minimo di esperienza di programmazione, oppure farsi aiutare da un amico più esperto, e si potranno poi inserire i codici dei pattern così realizzati in un trading system (sfruttando ad esempio la piattaforma MT4 di IG).

Ma cosa succede in pratica?

Semplice, una volta programmata la piattaforma e deciso lo strumento e il time frame su cui operare, il sistema di trading immette direttamente l’ordine di acquisto o vendita sul mercato non appena il pattern è completo.

Si può poi decidere di far gestire l’operazione (target, stop loss ed eventuale trailing stop), direttamente alla piattaforma di trading o, se si preferisce, si può gestire manualmente, il che però presuppone di stare davanti al pc (c’è a chi piace).

Oppure si può operare in modo completamente discrezionale, facendosi però aiutare anche in questo caso dalla tecnologia.

Sarà poi il trader a decidere se aprire o meno la posizione in base a valutazioni personali sul contesto del mercato, difficilmente demandabili ad un software.

I migliori pattern di prezzo

Naturalmente esistono diversi modi per identificare un pattern di prezzo.

Quelli più semplici prendono in considerazione il range delle varie barre, vale a dire alla loro ampiezza mettendola in relazione con la lunghezza delle c.d. code quelle che nella analisi candlestick sono chiamate “shadows”.

Si tratta di pattern che normalmente e a certe condizioni segnalano il possibile esaurimento di un trend e una potenziale inversione di tendenza.

Se ti interessa approfondire questo argomento troverai una dettagliata spiegazione dei pattern candlestick nella sezione dedicata.

Un’altra vasta categoria di pattern viene identificata mettendo generalmente in relazione gli elementi di base di una o più barre: apertura, chiusura, massimo e minimo come ad esempio l’1-2-3 High or Low di Joe Ross o il Key Buy di Oliver Velez e Greg Capra.

Sempre in questa categoria rientrano a pieno titolo pattern come il Boomer e l’IDNR4 che ho già avuto modo di presentare in precedenti incontri organizzati da IG anche dal vivo.

Si tratta di pattern che, sostanzialmente, nell’individuare una compressione di volatilità del mercato, allertano il trader sulla possibilità di un potenziale movimento esplosivo dei prezzi, successivo alla violazione dei massimi o dei minimi del pattern stesso.

Tra i pattern più celebri non si può poi non menzionare l’OOPS di Larry Williams per operare sui gap del mercato, un setup che ancora utilizzo nel mio trading di tutti i giorni, non appena capita l’occasione.

Infine arriviamo ai “Pattern Armonici” che potremmo definire una categoria a sé, perché non si basano sulla relazione esistente fra le varie barre bensì sulle estensioni dei movimenti di prezzo, misurate utilizzando i rapporti di Fibonacci.

Dunque, ricapitolando, di seguito troverai una trattazione di quelli che ritengo i migliori pattern di prezzo e come sfruttarli dal punto di vista operativo con esempi tratti dai mercati reali, cioè i seguenti:

Partiamo con il primo di questi pattern, forse uno dei più conosciuti dai trader.

1-2-3 High or Low

Una delle prime tecniche che ho appreso per fare trading sulle inversioni del trend è quella dell’1-2-3 High or Low ideata dal noto trader americano Joe Ross che, credo, non abbia necessità di presentazioni.

L’1-2-3- low si forma dopo un prolungato trend ribassista e, analogamente l’1-2-3 high si concretizza dopo un trend rialzista; si tratta in ogni caso di pattern che possono costituire importanti punti di svolta del mercato.

Vediamo subito di rappresentare graficamente questo particolare pattern di inversione nella figura che segue:

Vediamo ora di capire come nasce questa conformazione grafica prendendo in analisi l’1-2-3 Low, fermo restando che per l’1-2-3 High valgono ovviamente considerazioni analoghe.

Anzitutto ci troviamo in un trend discendente che, esauritasi momentaneamente la spinta ribassista, va a formare il minimo che in figura è contrassegnato come punto 1.

In prossimità del minimo i ribassisti, da un lato, cominciano a prendere profitto; i compratori, dall’altro lato, alimentano il rimbalzo che va a formare un massimo di periodo che in figura abbiamo contrassegnato come punto 2.

In questo momento i compratori, che hanno creduto nel rimbalzo accumulando posizioni sui minimi di mercato, cominciano a prendere profitto. A loro si uniscono i ribassisti incalliti che, essendo ancora convinti che il mercato debba ulteriormente proseguire la discesa, aprono nuove posizioni short. Questa nuova corrente di vendite arresta temporaneamente il rialzo e provoca una nuova correzione che culmina nel punto 3, dando luogo ad un minimo più alto di quello precedente visto al punto 1.

Il clima del mercato è infatti cambiato e gli operatori che non erano riusciti ad entrare in occasione del precedente rimbalzo, vedono questa correzione come una ottima occasione di acquisto e accumulano posizioni al rialzo, facendo dapprima arrestare la correzione al punto 3 e poi dando vita ad una ripresa delle quotazioni. Non appena i prezzi superano il punto 2 i ribassisti, comprendendo di essere dalla parte sbagliata del trend di mercato, sono costretti loro malgrado a chiudere le posizioni short, alimentando così il rialzo che richiama altri compratori, dando vita ad una vera e propria inversione del trend.

Il breakout del punto 2 completa dunque questo pattern di inversione.

È importante notare che le quotazioni durante la correzione dal punto 2 non devono violare il punto 1, diversamente si avrebbe la formazione di un nuovo minimo, con la probabile prosecuzione del trend ribassista, e il conteggio dovrebbe ricominciare.

Il movimento che si estende dal punto 1 al 2, così come quello dal punto 2 al 3, può essere costituito anche da più di una barra, mentre nel pattern ideale la correzione che va punto 2 al 3 non dovrebbe superare i 2/3 del movimento che va dal punto 1 al 2.

Vediamo qualche esempio sul mercato reale

Pattern 1-2-3- low da manuale su base daily.

Il pattern si forma in tre sole barre, che sono ovviamente il numero minimo di barre necessarie alla realizzazione della figura di inversione.

un altro 1-2-3- low da manuale questa volta su time frame 60 minuti.

La violazione del punto 2 da vita a una inversione di trend di notevole intensità.

Scendiamo ancora di time frame e vediamo questa volta un 1-2-3- High che inverte il trend rialzista in essere su un grafico a 5 minuti, a riprova che questo pattern può essere sfruttato indipendentemente dal time frame che siamo soliti utilizzare.

In conclusione si tratta indubbiamente di un pattern che ha mantenuto inalterata la sua validità nel corso degli anni, applicabile su qualunque time frame, dal più veloce al più lento.

Come per altri pattern anche l’1-2-3 non è infallibile e per questo è importante posizionare sempre uno stop loss a protezione del proprio capitale da collocare preferibilmente sopra o sotto il punto 1, in caso rispettivamente di operazioni short oppure long.

Al superamento del punto 1 avremo infatti la definitiva conferma che il pattern sia stato negato e quindi non avremmo più alcun valido motivo per tenere aperta la posizione.

Il Key Buy

Il key buy è uno dei miei pattern preferiti, anche se lo applico con alcune modifiche rispetto all’originale configurazione ideata da Greg Capra, che analizzeremo in questo articolo.

Cominciamo con il dire che si tratta di una delle tante strategie d’ingresso per mercati in trend consolidato; ciò equivale a dire che eviteremo di applicarla in mercati laterali o durante ampie fasi di congestione.

La tecnica è molto semplice e al tempo stesso anche molto efficace indipendentemente dal time frame utilizzato, anche se, come sempre, più abbassiamo l’orizzonte temporale del nostro trading e più facilmente andremo incontro a falsi segnali.

L’importante, comunque, è rispettare le regole di ingresso. Vediamole subito.

Il setup

Il titolo (parliamo di azioni ma la tecnica è validissima anche su indici e valute), si trova in un uptrend e registra un nuovo massimo. Per orientarci nell’individuazione del nuovo massimo, l’ideatore della strategia ci indica che dovremmo avere una serie di barre positive, ma non più di 8 consecutive. Aggiungerei che in ogni caso il nuovo massimo deve trovarsi al di fuori di una fase di congestione. Meglio, dunque, anche se non necessario, se il nuovo massimo arriva dopo la rottura di una fase laterale.

Una volta effettuato un massimo, il titolo deve realizzare almeno 3 massimi consecutivi decrescenti, vale a dire un ritracciamento di 3 o più barre, tutte con massimi decrescenti.

Entry

Una volta che il titolo ha realizzato almeno 3 massimi decrescenti, entriamo alla rottura (di 1-2 tick), del massimo dell’ultima barra di correzione.

Vediamo un esempio reale che servirà a chiarire il pattern.

Quello di seguito è il grafico orario del titolo STMicroelectronics. Vediamo come il prezzo sia saldamente in trend con un ottimo andamento positivo. Dopo aver realizzato il massimo di periodo STM mette a segno 3 candele consecutive con massimi decrescenti.

Si sono create tutte le condizioni del nostro setup per effettuare un’operazione long.

Alla prima violazione del massimo dell’ultima candela / barra di correzione (2 tick sopra) scatta l’ingresso rialzista e si acquista il titolo.

Si posiziona uno stop di protezione qualche tick sotto la candela di entry e si gestisce la posizione, tenendo presente che un primo target può individuarsi subito sotto il massimo relativo precedente alla formazione del setup.

Valido anche per lo short

Il key buy, come dice lo stesso termine, è stato ideato per mercati in trend rialzista, ma questo non toglie che possiamo sfruttarlo in modo speculare per individuare operazioni ribassiste, come vediamo nell’esempio seguente.

Sul cross EUR/CHF il prezzo, in deciso downtrend, realizza un minimo e, subito dopo, rimbalza andando a formare ben 5 candele con minimi crescenti.

Non appena la serie di minimi crescenti viene interrotta possiamo entrare in direzione del trend, alla violazione del minimo dell’ultima barra/candela di correzione, con stop subito sopra la candela di setup. Ancora una volta il primo target può essere individuato a livello del minimo precedente il rimbalzo.

Come si vede si tratta di un pattern estremamente semplice che tutti possono implementare nel proprio trading.

Il Boomer e l'indicatore ADX

Molti di voi avranno sentito almeno una volta parlare di questo eccellente pattern: il Boomer di Jeff Cooper.

I Boomer sono particolari configurazioni grafiche formate da tre barre in sequenza, delle quali le ultime due sono "inside" rispetto alla precedente. In pratica la prima barra racchiude le due successive le quali hanno minimo e massimo rispettivamente superiore e inferiore alla precedente.

In definitiva, dopo la prima barra, si assiste a due "inside days", giornate in cui il minimo e il massimo si sviluppano senza oltrepassare i valori della seduta precedente.

Vediamo un esempio nella figura che segue:

Tale situazione grafica indica una progressiva compressione di volatilità, che normalmente da luogo ad una esplosione dei prezzi di notevole entità. Del tutto simili al Boomer, dal punto di vista grafico, sono altre due note configurazioni: il Dynamite Triangles di John R. Hill e gli Shark 32 di Thomas Bulkowski.

Tutte e tre le tecniche hanno in comune l'individuazione di un pattern di compressione dei prezzi composto da tre barre in sequenza aventi le caratteristiche sopra descritte che prelude ad una successiva esplosione di volatilità. Tuttavia i Dynamite Triangles e gli Shark 32 non consentono di prevedere in alcun modo la direzione del breakout, se non basandosi su pattern di continuazione o inversione dell'analisi tecnica, quali ad esempio i triangoli che si formano su un massimo o un minimo di periodo, piuttosto che nel bel mezzo di un trend in essere.

Il pattern, come si può vedere nella figura seguente, da luogo ad una figura triangolare che può essere di inversione o di continuazione del trend principale.

Successivamente vedremo quale sia il mio metodo di utilizzo di questo particolare pattern; al momento soffermiamoci sul sistema adottato da Cooper.

Il valore aggiunto della tecnica di Cooper consiste nell'aver filtrato i segnali qualificando il trend in atto, in modo da poter classificare il Boomer come pattern rialzista piuttosto che ribassista. Nella tecnica di Cooper, infatti, il Boomer viene filtrato con l'indicatore ADX .

Questo indicatore, che Welles Wilder ha introdotto nel libro New Concepts in Technical Trading Systems, è concepito per misurare in modo oggettivo l'intensità del trend in atto. L'ADX, tuttavia, è in grado di darci informazioni unicamente sulla forza del trend in atto ma non sulla sua direzione.

Un elevato valore dell'ADX, pertanto, mentre ci informa della esistenza di un forte trend, non ci dice se questo sia rialzista o ribassista.

Wilder introdusse perciò un altro strumento, il Directional Movement (DM) composto da altri due indicatori denominati +DI e -DI, in grado di restituire all'osservatore ulteriori informazioni riguardanti la direzione del trend.

Un ADX maggiore di 30 (per il mercato italiano ci accontentiamo di valori maggiori di 20-25) identifica un forte trend che, se accompagnato da un +DI superiore al -DI, verrà qualificato come rialzista mentre, a pari livello di ADX, un -DI superiore al +DI identifica un trend ribassista.

Cooper utilizza pertanto l'ADX per filtrare i segnali provenienti da questo particolare pattern di prezzo, denominato Boomer: in presenza di questa conformazione grafica si opera soltanto in presenza di un valore dell'ADX maggiore di 30 (per Cooper) e solo nella direzione del trend, così come qualificata dal rapporto fra +DI e -DI.

L'acquisto è pertanto confermato se il Boomer si crea in presenza di un ADX superiore a 30 (ma abbiamo detto che per il mercato italiano è sufficiente un ADX maggiore di 20-25) e il +DI risulta superiore al –DI.

Torniamo al nostro esempio di figura 1 per vedere nella pratica il pattern secondo Cooper.

Nel caso che precede abbiamo un ADX a 36.42, che indica un forte trend e il -DI maggiore del +DI, il che secondo Cooper sta a significare che il trend in essere è ribassista e il boomer, secondo la tecnica di Cooper, potrà essere utilizzato solo per un’operazione short.

Il punto d'ingresso, in questo caso, è rappresentato dal superamento del minimo della terza e ultima barra della sequenza, mentre lo stop loss si posiziona due - tre tick al di sotto del minimo della medesima barra.

Ovviamente vale l'inverso in caso di pattern rialzista.

In questo caso l'ingresso avviene sopra il massimo della terza barra della sequenza e lo stop sarà posizionato sotto il minimo della medesima barra.

Va detto che prudenzialmente si può anche pensare di entrare sopra il massimo della prima barra (quella che contiene le successive due, con stop sotto il minimo della medesima barra, e viceversa per una operazione short).

I requisiti sono rispettati, l'entry è stato filtrato in direzione del trend usando l'ADX e il trade è andato a buon fine.

Ovviamente, così come qualsiasi altra tecnica, anche il filtro usato da Cooper non può funzionare sempre.

Vediamo il caso seguente:

In questo caso l'ADX è oltre i 27 (abbiamo detto che sul mercato italiano accettiamo anche valori superiori a 20, mentre per i futures nella mia esperienza occorre avere almeno un ADX a 25.

In questo caso dunque le condizioni sull’ADX sono rispettate. Il +DI è maggiore del -Di, perciò dovremmo operare soltanto al rialzo.

Vediamo che succede successivamente:

Come vediamo in questo caso il filtro non avrebbe funzionato, anche se va detto che nel caso - come quello illustrato - in cui i prezzi fuoriescono dalla parte opposta rispetto a quella attesa, ci limitiamo semplicemente a non eseguire l'operazione. Quindi non abbiamo alcun danno, semmai un mancato guadagno per non essere entrati in posizione in direzione della fuoriuscita dei prezzi.

Ebbene, personalmente è proprio questo il metodo che utilizzo. Il sistema di Cooper è sicuramente ottimale per un trading system meccanico, in cui la macchina (il pc), deve sapere cosa fare in modo oggettivo, ma a mio avviso nulla può sostituire l'occhio umano e l'esperienza sul campo.

Personalmente, quindi, prediligo utilizzare il pattern nel modo illustrato in figura, vale a dire usando gli elementi dell'analisi tecnica in mio possesso, per decidere se e in quale direzione entrare. Ho comunque verificato che entrando sopra il massimo (long), o sotto il minimo (short), della prima barra della sequenza, raramente si sbaglia il trade.

Vediamo un altro esempio:

In questo caso abbiamo un ADX maggiore di 26 e un -DI che è maggiore del +DI, il che qualifica il trend come negativo. Quindi dovremmo operare soltanto short.

Tuttavia, anche in questo caso come nel precedente, entrano in gioco nozioni di analisi tecnica e di esperienza e possiamo osservare: il future in precedenza ha messo a segno tre minimi allineati in rapida successione.

Di qui è partito un tentativo di inversione del trend precedente, che potrebbe essere esaurito, e il boomer si colloca sulla correzione.

Inoltre uno short in queste condizioni mi porterebbe immediatamente ad avere come resistenza i minimi precedenti, il che mi sconsiglia di aprire un’operazione ribassista.

Invece, se i prezzi fuoriuscissero dalla parte superiore, avrei una conferma che il trend può essere invertito e ampio spazio per gestire poi la mia operazione in trailing stop.

Torniamo ora al caso iniziale di figura 1 e vediamo come anche questo trade sarebbe andato a segno, semplicemente seguendo la direzione dell’uscita dei prezzi.

Rivediamo il grafico:

E vediamo ora che succede alla perforazione del livello minimo del pattern:

Ancora una volta, quindi, seguire il trend segnalato dalla fuoriuscita dei prezzi avrebbe portato a un trade vincente. Da osservare anche la divergenza sui volumi che appaiono in diminuzione, fattispecie tipica delle fasi correttive.

Un'ultima annotazione: il pattern che Cooper descrive è utilizzato su base daily, mentre gli esempi che vi ho riportato sono tutte analisi su time frame intraday a 5 minuti.

Questo significa che si tratta di un pattern mediamente stabile indipendentemente dal dominio temporale prescelto.

Il pattern 80-20

Si tratta di un pattern di prezzo proposto da Linda Raschke e Laurence Connors, nel libro “Street Smarts”.

La strategia viene utilizzata soprattutto per il day trading, facendo riferimento al manuale di George Douglass Taylor “The Taylor Trading Technics”. Nel suo manuale Taylor mette in evidenza come esista un ritmo naturale del mercato fatto di giornate rialziste, giornate ribassiste e giornate “da shortare”.

Questo pattern viene poi ripreso, analizzato e testato dal centro di ricerca Moore, precisamente da Steve Moore.

Steve Moore prende in considerazione quelle giornate in cui il titolo chiude nella parte superiore del range ed esattamente l’area che rappresenta il 10% superiore della seduta. Poi comincia a testare la percentuale di volte in cui il mercato, nella seduta successiva, supera il massimo preso in considerazione e quante volte dopo averlo superato vi chiude sopra. Viceversa per il minimo.

Questa ricerca mette in evidenza che quando un titolo chiude in prossimità del suo minimo o massimo, ed esattamente nel 10% superiore o inferiore del range ha l’80-90% di probabilità di continuare nella stessa direzione nella seduta successiva, ma solo nel 50% dei casi chiude al di sopra del massimo o al di sotto del minimo violato.

Tutto questo implica che ci possa essere una inversione nella seduta successiva a quella presa in considerazione.

Dere Gipson, nota successivamente che il mercato ha più probabilità di invertire la sua tendenza se nella seduta successiva a quella presa in considerazione, il prezzo apre al di sopra/sotto della seduta considerata, aggiungendo così un elemento in più rispetto alla tecnica originale di Taylor.

Affinchè si possano creare più opportunità di trading i due autori, spostano il range da prendere in considerazione dal 10% al 20% in quanto questa variazione non incide sulle probabilità di successo della strategia.

Gli autori sottolineano inoltre che non bisogna prendere in considerazione le sessioni notturne (after hours) del titolo in questione, ma solo i dati della giornata.

Ora vediamo nello specifico qual è il setup.

Setup long

  1. Nella seduta di ieri il prezzo apre nel 20% superiore del range di giornata e chiude nel 20% inferiore.
  2. Nella seduta odierna il prezzo apre 5-15 ticks più in basso rispetto al minimo di ieri. Il valore in tick è dato come linea guida e viene lasciato a nostra discrezione. In pratica andremo ad osservare lo strumento preso in considerazione e sulla base della osservazione empirica andremo a determinare quale sia il valore migliore in ticks.
  3. Si immette un ordine buy stop al livello del minimo di ieri e contestualmente un ordine di stop loss sotto il minimo realizzato prima di aprire la posizione.

Setup short

  1. Ieri il prezzo apre nel 20% inferiore del range giornaliero e chiude nel 20% superiore.
  2. Oggi il prezzo apre 5-15 tick al di sopra del massimo di ieri.
  3. Si immette un ordine sell stop al livello del massimo di ieri e uno stop sopra il massimo realizzato prima di aprire la posizione.

Vediamo graficamente come è composto il pattern.

Quello che precede è un grafico daily del titolo Eni. Come vediamo nella giornata del 20 settembre si forma una candela di espansione che ha i requisiti richiesti per il nostro pattern: il prezzo apre nel 20% inferiore al range giornaliero e chiude nel 20% superiore al range di giornata.

Il giorno successivo abbiamo un’apertura in gap up di circa 15 tick che coincide quasi con il massimo di giornata.

I prezzi cominciano subito a scendere dopo l’apertura, andando a colpire il nostro ordine sell posizionato sul massimo della candela precedente

Il titolo successivamente scende e dopo un primo rimbalzo arriva a perdere oltre il 5%.

Di seguito invece mostriamo un setup long sempre sul titolo Eni.

Vediamo prima il particolare del pattern che ha tutti i requisiti previsti per l’80-20.

In questo caso possiamo notare a colpo d’occhio che la barra di espansione negativa che si realizza sui minimi rispetta tutte le condizioni del pattern per un setup long.

La candela rossa, negativa, apre sui massimi e chiude sui minimi di giornata. Possiamo anche evitare di fare calcoli essendo evidente che la candela apre e chiude nel 20% superiore e inferiore del range di giornata.

Il giorno successivo il prezzo apre in gap down, scende ancora, realizza un minimo e poi comincia a risalire andando a colpire il nostro ordine buy posizionato sul minimo della candela precedente.

Vediamo poi che è successo.

In questo caso la performance è davvero considerevole perché il titolo mette a segno un rally di oltre il 10%.

L’80-20 è un pattern davvero molto interessante che ha peraltro punti in comune con quello che vedremo tra poco, ovvero uno dei pattern più conosciuti del leggendario trader americano Larry Williams, l’OOPS.

L'OOPS di Larry Williams

L’OOPS è uno dei pattern più efficaci che io abbia mai utilizzato nel mio trading.

Questo pattern è basato su una risposta eccessivamente emotiva degli operatori ad una news e/o ad un dato macroeconomico, cui fa seguito una reazione altrettanto forte, ma di segno opposto, che si traduce in un gap rispetto alla seduta precedente e l’apertura della barra attuale.

Si tratta di un pattern su time frame daily, vale a dire da applicarsi a barre giornaliere.

Il pattern in questione è, appunto, l’OOPS di Larry Williams, uno dei più grandi trader che io abbia mai conosciuto, e che ho avuto la fortuna di vedere all’opera sui mercati reali.

Ma andiamo a vedere nel dettaglio in cosa consiste il setup di questo pattern.

Entry long:

  • Abbiamo un’apertura inferiore al minimo del giorno precedente (gap down), condizione abbastanza insolita in quanto, generalmente, il prezzo apre all’interno di tale range. Questa condizione è tanto più incisiva, quanto più il prezzo apre in basso rispetto al minimo del giorno precedente.
  • Il prezzo inverte poi la direzione, recuperando il minimo del giorno precedente e comincia a salire in direzione opposta rispetto all’apertura.
  • Si entra al rialzo (long) non appena il prezzo recupera il minimo del giorno precedente.

Entry short:

  • L’entrata short è esattamente speculare. Il prezzo apre in gap up rispetto al massimo del giorno precedente.
  • Il mercato inverte la tendenza e vìola al ribasso il massimo del giorno precedente.
  • Si entra short non appena il prezzo scende sotto il massimo della giornata precedente.

Il termine attribuito a questo pattern deriva dal movimento del prezzo che si verifica quando il trader entra in apertura di mercato in direzione del gap, basandosi su aspetti decisionali più che altro derivanti dall’emotività (il mercato sta scendendo parecchio, mi metto short e viceversa).

All’inizio il trade sembra funzionare ma l’improvvisa inversione del trend, con i prezzi che vanno nella direzione opposta all’operazione in essere, strappa al trader la classica esclamazione: oops… ho sbagliato tutto.

Quando i trader si accorgono che il mercato si sta muovendo in maniera decisamente contraria alla loro operazione, chiudono le posizioni, dando così ancora più spinta al movimento in atto.

Vediamo degli esempi pratici che chiariranno meglio questo semplice pattern. Qui di seguito abbiamo un grafico sul future Eurostoxx50 su base giornaliera.

Troviamo in questo grafico ben due pattern OOPS, uno all’inizio di un movimento rialzista e l’altro alla fine dello stesso movimento; in entrambi i casi l’Oops decreta una inversione di trend piuttosto duratura.

Partendo dalla sinistra del grafico troviamo il primo pattern dopo una giornata fortemente ribassista, con chiusura vicina ai minimi della seduta. Il giorno successivo come conseguenza delle forti vendite della giornata precedente, i prezzi aprono decisamente al di sotto del minimo della seduta appena conclusa.

I prezzi, dopo l’apertura, continuano a scendere, ma ad un certo punto invertono la tendenza, salgono con vigore recuperando il minimo del giorno precedente e addirittura spingendosi oltre la metà della candela precedente.

I prezzi aprono al di sopra del massimo del giorno precedente, salgono per un po’ e poi cominciano a scendere riportandosi al di sotto del massimo della giornata precedente.

Anche in questo caso il trend che ne deriva è piuttosto importante.

Infine un setup short sul titolo Enel, segno evidente che questo pattern è adatto sia ad un trading sui futures che sulle singole azioni.

Lo schema è identico: dopo una apertura in gap-up, l’OOPS ci indica di posizionarci short una volta che il prezzo è sceso sotto il massimo del giorno precedente.

Come puoi vedere, dopo il setup identificato dall’OOPS, i prezzi invertono la tendenza mettendo a segno un trend ribassista consistente.

Pur trattandosi di un pattern molto valido non bisogna mai dimenticare di posizionare lo stop loss a protezione del proprio capitale o sopra il massimo – in caso di operazione short - o sotto il minimo di giornata per l’operazione rialzista.

Non tutte le ciambelle riescono col buco e anche per l’OOPS, così come per tutti gli altri pattern, è sempre possibile che l’operazione non vada per il verso giusto.

Pattern armonici

Come dicevo sopra, i “Pattern Armonici” si possono definire una categoria di pattern di prezzo separata dalle altre, in quanto non si basano sulla relazione fra le varie barre, bensì sulle estensioni dei movimenti di prezzo.

Per questo motivo ho scelto di trattare l’argomento in una guida a parte: scopri tutto quello che c'è da sapere sui pattern armonici.

Conclusioni

I pattern di prezzo rappresentano un ottimo strumento di trading, soprattutto per chi utilizza strategie di trading oggettive, replicabili e con risultati misurabili nel passato e stabili nel tempo.

L’individuazione dei pattern che ti ho presentato è di una semplicità disarmante anche per chi è alle prime armi con il trading. A facilitare il compito, poi, su richiesta di IG ho anche realizzato degli indicatori che identificano nei grafici i vari setup di ingresso.

In questo modo il trader deve solo decidere se entrare in posizione, valutando – se lo ritiene – il contesto in cui il pattern si sviluppa. Questa, se vogliamo, è l’unica (ed eventuale) componente discrezionale di questo vero e proprio strumento di trading.

Utilizzando diversi pattern contemporaneamente, inoltre, si crea una giusta cassetta degli attrezzi, atta a diversificare al massimo i propri setup di ingresso sul mercato sui vari strumenti disponibili.

Spero con questa mia guida di averti messo in condizione di conoscere più da vicino il mondo dei pattern di prezzo, attraverso la rivisitazione oggettiva di quelli che, a mio avviso - e secondo la mia ormai ventennale esperienza di trading sui mercati - sono i migliori tra quelli mai realizzati fino ad oggi.

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L'autore della guida: Bruno Moltrasio

Avvocato, opera in Borsa dal 1998 come trader privato. Nel 1999 ha frequentato un Master di Analisi Tecnica dei Mercati Finanziari. È stato redattore e coautore di testi tra i quali 'Dal Trading Direzionale allo Spread Trading', nonché il fondatore dell'omonimo sito BrunoMoltrasio.eu, Culturafinanziaria.com, Universitrading.com e, non ultimo, Solospread.com. che tratta in modo specifico lo spread trading. Grazie ai suoi siti Bruno diffonde da anni l’analisi tecnica, quelle che considera le migliori strategie di trading e, soprattutto, quello che ritiene essere il corretto approccio psicologico e comportamentale ai mercati, per essere vincenti nel trading. È relatore in numerosi corsi, rivolti a privati e istituzionali, sull’analisi tecnica e sulle sue strategie di trading.

Data di pubblicazione : 2020-03-05T11:20:39+0000


Queste informazioni sono state preparate da IG Markets Limited e IG Europe GmbH (di seguito "IG"). Oltre alla liberatoria riportata di seguito, il materiale presente in questa pagina non contiene uno storico dei nostri prezzi di trading, né alcuna offerta o incentivo a operare nell’ambito di qualsiasi strumento finanziario. IG declina ogni responsabilità per l’uso che potrà essere fatto di tali commenti e per le conseguenze che ne potrebbero derivare. Non forniamo nessuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o la completezza delle presenti informazioni, di conseguenza, chiunque agisca in base ad esse, lo fa interamente a proprio rischio e pericolo. Eventuali ricerche fornite non intendono rispondere alle esigenze o agli obiettivi di investimento di un soggetto in particolare e non sono state condotte in base ai requisiti legali previsti per una ricerca finanziaria indipendente e, pertanto, devono essere considerate come una comunicazione di ambito marketing. Anche se non siamo sottoposti ad alcuna limitazione specifica rispetto alla negoziazione sulla base delle nostre stesse raccomandazioni, non cerchiamo di trarne vantaggio prima che queste vengano fornite ai nostri clienti. Vi invitiamo a prendere visione della liberatoria completa sulle nostre ricerche non indipendenti e del riassunto trimestrale.

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I CFD sono strumenti complessi che comportano un rischio di perdita elevato dovuto alla leva. 76% di conti al dettaglio perdono denaro nelle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Vi preghiamo di verificare le vostre conoscenze in merito al funzionamento dei CFD e la vostra disponibilità ad utilizzare i CFD dato l’elevato rischio di perdita. Le opzioni e i certificati turbo sono strumenti complessi che potrebbero generare rapidamente delle perdite. Il vostro capitale è a rischio. I CFD sono strumenti complessi che comportano un rischio di perdita elevato dovuto alla leva.