Candlestick trading: la guida completa alle candele giapponesi

Le candele giapponesi sono uno strumento utilissimo per predire movimenti di prezzo. In questa guida Bruno Moltrasio ci porta a scoprire tutti i segreti del candlestick trading, con molti esempi pratici e ‘trucchi’ operativi.

Che cosa sono le candele giapponesi?

Anche se ti sei avvicinato da poco al trading ti sarà già capitato di sentir parlare delle candele giapponesi. Il cosiddetto candlestick trading è un vero e proprio sistema di analisi dei grafici di mercato tramite una rappresentazione particolare dei prezzi detta, appunto, a candele.

Si parla comunemente di candele giapponesi perché, a quanto risulta, l’analisi candlestick è nata nel Giappone feudale tra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo. Si tratta, con ogni probabilità, della più antica metodologia di analisi grafica dei mercati finanziari.

Studiare le candele giapponesi presenta degli immediati vantaggi anche per i trader neofiti in quanto questo tipo di rappresentazione grafica dei prezzi evidenzia immediatamente a livello visivo lo sbilanciamento di forze tra i compratori e i venditori in ogni singola sessione di scambi.

Ed è probabilmente per questo motivo che moltissimi trader utilizzano il trading con le candele giapponesi.

Il grafico a candele giapponesi è di semplice costruzione e non richiede alcuna informazione aggiuntiva rispetto al classico grafico a barre, il cosiddetto bar chart.

Per costruire le candele giapponesi e identificare le principali figure di questa metodologia, sono infatti sufficienti i quattro prezzi riassuntivi delle contrattazioni (apertura, massimo, minimo e chiusura).

Ma come leggere le candele giapponesi?

Se ancora non hai mai affrontato questo argomento prenditi un po’ del tuo tempo e leggi fino in fondo questa guida dettagliata sulle candele giapponesi.

Vedremo insieme come si costruiscono le candele giapponesi e il loro significato, passeremo in rassegna quelli che comunemente chiamiamo ‘pattern candlestick’ e con il candlestick trading vedremo come essere operativi con i principali tipi di candele giapponesi.

Sarà un percorso molto pratico con esempi tratti dai mercati reali in modo che il significato delle candele giapponesi, la loro interpretazione e la comprensione di questa metodologia di trading non sia confinata all’esame di figure meramente teoriche.

Sei pronto? Bene, allora cominciamo.

La costruzione del grafico candlestick

La costruzione del grafico mediante candele giapponesi offre, rispetto a quello a barre, una informazione aggiuntiva basata sulla relazione tra il primo e l’ultimo prezzo scambiato, ovvero tra il dato di apertura e quello di chiusura.

Ogni singola candela è infatti costituita da:

  • Main o real body (‘jittay’ in giapponese): è il corpo della candela, che si ottiene unendo il prezzo di apertura con il prezzo di chiusura.
  • Shadow (‘kage’): sono le linee sottili che collegano il massimo e minimo (High e Low) di seduta al body, rispettivamente definite ‘upper shadow’ (‘uwakage’) e ‘lower shadow’ (‘shitakage’)

Ogni candela può assumere un diverso colore (generalmente quelle più utilizzate sono di colore rosso e verde, oppure bianco e nero) a seconda che la chiusura del mercato sia maggiore (‘seduta positiva’) o minore (‘seduta negativa’) della relativa apertura.

Nel software di analisi grafica di ‘default’ si usa spesso la convenzione di ‘riempire’ il body della candela ribassista (colorandola di nero) lasciando, invece, vuoto (tracciandone solo il contorno) il corpo della candela rialzista, come possiamo vedere nell'immagine di seguito.

I software attuali consentono ormai di colorare nel modo preferito i corpi delle candele per distinguere a colpo d’occhio quelle positive da quelle negative, ovvero le candele rialziste da quelle ribassiste.

Come già accennato all’interno di questa guida, ormai si è comunemente soliti usare il colore verde per le candele con andamento positivo e rosso per quelle negative, come nella immagine che segue

Grazie a colori ben definiti, leggere le candele giapponesi è molto semplice. Quando utilizziamo un grafico a candele giapponesi, infatti, possiamo chiaramente vedere all’interno di un trend rialzista una prevalenza di candele verdi positive mentre al contrario in un trend ribassista noteremo la predominanza di candele rosse ovvero negative.

Come interpretare il grafico a candele giapponesi nel trading

L’analisi candlestick consente di identificare, come base di partenza, nove diversi tipi di candele giapponesi, ognuna delle quali rappresenta un differente movimento del mercato all'interno della seduta di contrattazione.

Ognuna di esse dà luogo ad una vera e propria strategia di candele giapponesi, sfruttabile dal punto di vista operativo nel modo che vedremo.

Il significato delle candele giapponesi e la loro interpretazione riguardano in primo luogo come queste si presentano alla fine della seduta, vale a dire quale forma ha assunto la singola candela presa in considerazione rispetto alla precedente.

La forma che assume la candela alla fine della seduta ci offre infatti molte informazioni sull’andamento della seduta borsistica nel suo complesso. Tali informazioni possono essere sfruttate dal punto di vista operativo.

Nel candlestick trading rientrano diversi pattern candlestick basati su una singola candela o su più candele da valutarsi nel loro insieme.

Prima di passare in rassegna questi pattern, è dunque necessario esaminare questi nove tipi di candele che costituiscono le figure di base della analisi con le candele giapponesi.

1. Long white body

Una candela con un corpo molto ampio ha implicazioni fortemente rialziste. Il mercato si è spinto in un’unica direzione, ovvero al rialzo.

Infatti, successivamente all’apertura i prezzi si sono spinti verso l’alto andando a chiudere in prossimità dei massimi registrati nella sessione di contrattazione. Nel caso in cui l’apertura coincida con il minimo della seduta e la chiusura con il massimo, questa candela rappresenta la massima forza rialzista che un mercato possa esprimere e si presenta dunque senza ‘shadow’(o comunque con ‘shadow’ pressoché inesistenti). In questo caso si parla di ‘marubozu’.

La presenza di questo squilibrio di forze a marcato favore degli acquirenti dipinge uno scenario potenzialmente rialzista anche per la seduta immediatamente successiva.

2. Long black body

Si tratta di una figura con implicazioni fortemente ribassiste. È un pattern esattamente speculare al precedente ed evidenzia una decisa prevalenza dei venditori rispetto agli acquirenti. Si deduce un’elevata probabilità di ulteriori ribassi nella seduta immediatamente successiva.

3. e 4. Small body / spinning top

Questi pattern candlestick indicano una sostanziale stabilità del mercato. Queste candele presentano un corpo di dimensioni troppo ridotte per consentire la valutazione dello squilibrio tra acquirenti e venditori indipendentemente dal colore della singola candela (la n. 3 indica rialzo e la n. 4 ribasso). In termini previsionali, queste figure evidenziano moderate potenzialità di rialzi (la n. 3) o di ribassi (la n.4).

5. e 6. Upper shadow lines

Nella strategia con le candele giapponesi l’ombra superiore ha Implicazioni ribassiste a certe condizioni. Questi pattern, per avere implicazioni ribassiste, devono infatti trovarsi dopo un up trend piuttosto pronunciato. L’ombra superiore sta a significare che i tentativi di ulteriori rialzi effettuati dagli acquirenti, hanno ceduto il passo al ritorno dei venditori che hanno respinto le quotazioni creando una upper shadow piuttosto importante. In prossimità dei massimi di questa figura potremo pertanto identificare un'area di resistenza. Il pattern indica debolezza anche per la seduta immediatamente successiva.

7. e 8. Lower shadow lines

Implicazioni rialziste. Questo pattern candlestick è speculare al precedente e per assumere significato deve formarsi dopo un down trend piuttosto pronunciato. In questo caso, l’ulteriore tentativo di allungo ribassista ha trovato un ritorno degli acquirenti che hanno risollevato le quotazioni. In questo caso, potremo identificare una zona di supporto in prossimità dei minimi della candela. Questo pattern genera un’attesa rialzista anche per la seduta successiva. In queste configurazioni, così come in quelle della figura 4, il colore del real body riveste un'importanza secondaria essendo invece importante la formazione di una ‘shadow’(ombra) molto pronunciata.

9. Doji, situazione di assoluto equilibrio

L’assenza del real body (open = close) è espressione di massimo equilibrio tra acquirenti e venditori e quindi di incertezza del mercato. Secondo la letteratura giapponese il doji identifica che il ‘mercato è a un bivio’. Molto significativa è la formazione di una doji dopo periodi di forte direzionalità del mercato. Molto spesso la direzione del mercato per le sedute seguenti è segnalata dalla violazione del massimo (trend rialzista) o del minimo della doji (trend ribassista).

Apri un conto reale o prova la demo per iniziare a fare candlestick trading su più di 16.000 mercati.

I 13 più importanti pattern di candele giapponesi con trend rialzista e ribassista e i pattern di continuazione

Ora che abbiamo visto quali sono i principali tipi di candele giapponesi andiamo ad esaminare dal punto di vista operativo quali sono le più importanti figure che possiamo utilizzare per costruire la nostra strategia con le candele giapponesi. Ecco quali tratteremo:

  1. Shooting Star
  2. Evening Star
  3. Hammer
  4. Inverted Hammer
  5. Hanging Man
  6. Engulfing
  7. Harami
  8. Doji
  9. Piercing Line e Dark Cloud Clover
  10. Tweezers Top e Tweezer Bottom
  11. Morning Star
  12. Homing Pigeon
  13. Descending Hawk

Shooting Star: istruzioni per l’uso

Partiamo dal primo pattern, la shooting star. È un tipico pattern delle candlestick che trova la sua fisiologica collocazione in un trend rialzista.

Il pattern è composto da un piccolo real body (corpo della candela) e da una lunga shadow (ombra) nella parte superiore, mentre è privo o quasi della shadow nella parte inferiore.

Vediamo come si presenta graficamente questo pattern candlestick.

La shooting star da manuale è quella che presenta un gap rispetto alla candela che la precede ma, in tanti anni di trading, ho notato che anche in mancanza del gap, il pattern resta affidabile.

Nel trading intraday, è poi molto raro assistere alla formazione di gap tra una candela e quella successiva, pertanto occorre per così dire ‘accontentarsi’ ed accettare il pattern anche in assenza del gap.

La shooting star è un tipico pattern di inversione: l’ombra superiore sta a significare che gli acquirenti, in un trend rialzista, hanno cercato di portare ancora più in alto il mercato ma, alla fine della seduta, sono stati sopraffatti dai venditori che hanno respinto in basso le quotazioni.

La violazione del minimo della shooting star fornisce la conferma che il precedente trend rialzista ha perso forza e convinzione e ci offre un ottimo spunto per sfruttare l’imminente e probabile ribasso.

Spesso il pattern appare a cavallo di resistenze importanti e in questi casi è ancora più significativo: l’ombra superiore perfora la resistenza effettuando quello che in gergo si dice ‘breakout’, ma i ribassisti riescono poi a riportare il mercato sotto tale livello.

L’esempio che segue illustra un paio di casi in cui la candela giapponese shooting star svolge egregiamente la sua funzione di pattern di inversione.



Come si può notare, in entrambi i casi la shooting star si forma a ridosso di livelli di resistenza, effettuando dapprima il breakout rialzista dei massimi precedenti per poi andare a chiudere al di sotto del livello violato al rialzo poco prima.

L’uso che normalmente si fa di questo pattern è quindi quello di cogliere le inversioni di tendenza, posizionandosi short alla violazione del minimo del pattern candlestick.

Tecnica che, nei casi sopra esaminati, avrebbe funzionato in modo egregio.

Un utilizzo alternativo della shooting star

Ebbene sì, esiste un modo diverso di utilizzare questo pattern, che forse pochi conoscono.

Da un lato, infatti, la violazione del minimo della shooting star potrebbe dar luogo ad una inversione di tendenza, trasformando in ribassista il precedente trend rialzista, o comunque arrestandolo per un certo tempo.

Dall’altro lato, il breakout del massimo del pattern ‘shooting star’ è ancora più significativo, e segna spesso la prosecuzione del trend rialzista precedentemente in essere.

Infatti, se gli acquirenti, dopo essere stati vinti nella precedente battaglia, riescono nuovamente a riportare su il mercato fin sopra il massimo della candela, avrà luogo un nuovo flusso di acquisti.

Da un lato, abbiamo coloro che, ritrovando fiducia nel trend in essere, entrano ex-novo sul mercato; dall’altro lato ci sono anche quegli operatori che sfruttando la shooting star, avevano aperto posizioni short e devono ora chiudere in perdita la posizione, ‘ricoprendo’ cioè ricomprando la posizione venduta, per evitare danni maggiori (c.d. stop loss).

Nell’esempio che segue si assiste in un primo momento alla formazione di una shooting star, proprio a ridosso di un importante livello di resistenza che fa presagire una imminente inversione del trend.

Tuttavia la shooting star in questo caso non dà luogo alla attesa inversione del trend e, nel momento in cui il massimo del pattern viene superato, si assiste ad una forte accelerazione del trend rialzista già in essere, come possiamo osservare nella figura che segue:

Appare piuttosto evidente che la shooting star può essere utilizzata sia nel modo tradizionale come pattern di inversione, sia nel modo meno convenzionale che abbiamo appena descritto, come pattern di continuazione del trend rialzista in essere.

È questo un suggerimento operativo da poter sfruttare in tutti quei casi di forte trend rialzista dove i falsi segnali di un imminente ribasso spesso si succedono senza soluzione di continuità.

Evening Star

Questa figura nell’analisi grafica candlestick, rientra fra quelle di inversione a tre candele ed è un pattern ribassista che si sviluppa in un uptrend.

La prima giornata (la figura è valida anche per una analisi intraday) è rappresentata da una candela bianca ad ampio range seguita da una Star.

La candela centrale (la star, appunto) registra un gap up rispetto al corpo della candela precedente, che abbiamo detto deve essere ad ampio range e rialzista, quindi con la chiusura maggiore dell’apertura.


È importante sottolineare che il gap up deve verificarsi rispetto al corpo della candela precedente e non necessariamente rispetto al massimo della stessa.

La dimensione ridotta del corpo della candela centrale offre il primo segnale di indecisione degli operatori circa la prosecuzione del trend in essere.

La terza candela registra un gap down (negativo) chiudendo su un livello ancora più basso e completando così il pattern.

In pratica, la prima candela ad ampio range conferma l’uptrend evidenziando una forte pressione dei compratori. Quando la seconda candela (la star) realizza un gap up, sul mercato si evidenzia ancora una residua pressione rialzista, attenuata subito dopo con la formazione di una candela a range ridotto, che indica indecisione e possibile inversione del trend.

Il corpo di questa candela centrale può essere indifferentemente bianco (seduta positiva close > open) o nero (seduta negativa close < open).

Se la candela centrale è una doji (vale a dire una candela in cui open e close coincidono) le probabilità di inversione aumentano in modo considerevole, attesa la maggiore indecisione presente negli operatori.

La terza candela, di stampo nettamente ribassista, conferma poi l’inversione del trend.

L'evening star dovrebbe presentare due gap, uno tra il corpo della prima e quello della seconda candela e l’altro tra il corpo della seconda e quello della terza candela, ma l’esperienza personale mi porta ad affermare che possiamo fare affidamento su questo pattern anche in assenza del secondo gap.

Oltretutto, nell’intraday, è davvero difficile che si registrino gap tra una candela e quella successiva, se non in presenza dell’uscita di notizie o di dati macroeconomici di rilievo.

Oltre a considerarla ‘a sé stante’, possiamo anche verificare in quale contesto grafico la figura si collochi, in modo da aumentare le probabilità di successo di un trade che sia basato su questa particolare conformazione candlestick.

Pattern di questo tipo, che si sviluppino a ridosso di resistenze importanti, acquisiscono infatti ancora più significato.

Come vediamo nel grafico seguente, il titolo americano Edison International, già proveniente da un marcato uptrend, ha recentemente realizzato una candela rialzista ad ampio range.

Nella seduta successiva i prezzi hanno aperto in gap up ma hanno subito cominciato a correggere realizzando una candela che già di per sé denota forte negatività (close < open).

Vediamo il grafico:


Ingrandiamo la parte che ci interessa per meglio comprendere la dinamica di questo pattern candlestick.


L’apertura della terza candela, avvenuta al di sotto del minimo della star, conferma la potenziale inversione del trend in atto. Il giorno seguente, infatti, il titolo apre in forte gap down, anche se poi notiamo un tentativo di recupero delle quotazioni.

Come filtro per questa figura di inversione potremmo aggiungere un oscillatore in modo da aumentare le probabilità di successo del pattern.


Abbiamo quindi inserito nel grafico un CCI (Commodity Channel Index) a 18 periodi.

Possiamo ora notare come si sia anche formata una divergenza di momentum in corrispondenza dei massimi registrati dal titolo.

Le divergenze sono trattate più nel dettaglio in un’altra guida; se ancora non conosci il significato di questo termine riferito al trading per il momento ti basta sapere che una divergenza è un andamento difforme dell’oscillatore prescelto per l’analisi, rispetto all’andamento del titolo.

Nel caso di specie a nuovi massimi sul titolo non corrispondono nuovi massimi dell’oscillatore.

Infine, stringendo ancora il nostro grafico, possiamo verificare che il pattern si è realizzato in un contesto particolare, a ridosso di una resistenza statica:


Insomma, in un caso come questo, la evening star formatasi proprio a ridosso di una importante zona di resistenza, unita alla divergenza ribassista presente sull’oscillatore aumenta le probabilità di successo dell’operazione.

E così è stato: la evening star, opportunamente filtrata, ci ha offerto una buona opportunità di trading con un basso profilo di rischio.

Hammer

L’hammer è un pattern di inversione del trend ribassista dell’analisi candlestick, composto da una sola candela.

Rientra tra i pattern che non hanno necessità di essere confermati dalle candele successive, salvo alcune limitazioni.

Si tratta di un pattern facilmente identificabile dalla presenza di un corpo molto piccolo e da una lunga shadow che deve avere una lunghezza almeno doppia rispetto al corpo.

Questo pattern è identificabile dopo un downtrend (un trend ribassista) e spesso preannuncia una imminente inversione del mercato, ovvero identifica un’area di prezzo in cui i compratori cominciano a fronteggiare e resistere ai venditori fino a prendere poi il sopravvento.

Il colore del pattern non è molto rilevante, ma un corpo bianco (close maggiore di open) ha una rilevanza un po’ più rialzista (più ‘bullish’) rispetto al corpo di colore nero.

Si tratta di un pattern che non ha necessità di conferme derivanti da candele successive, come invece succede per altri pattern candlestick.

Una successiva seduta fortemente rialzista sancisce l’inversione del trend.

Dal pattern non è invece dato ricavare alcuna indicazione sulla durata dell’inversione, rinvenibile invece dal contesto generale.

Ecco come si presenta il pattern:


Riassumiamo le condizioni che consentono di classificare il pattern come ‘hammer’:

  • La shadow deve essere almeno doppia rispetto al corpo
  • Il corpo si deve trovare alla sommità della shadow. Il colore della candela non è rilevante ma un corpo positivo rivela una tendenza più bullish
  • Il pattern ideale è privo di shadow superiore che, se è presente, deve comunque essere di ridotte dimensioni
  • Una successiva candela molto positiva conferma in via definitiva il pattern

Rafforzamento del segnale:

  • La formazione del pattern in prossimità di zone di supporto
  • La presenza di un gap up nella candela successiva
  • Un forte incremento del volume durante la formazione dell’hammer
  • Più lunga è la shadow (inferiore) maggiore è il segnale di inversione

Contesto generale e aspetti psicologici del pattern:

Siamo in presenza di un solido downtrend e il sentiment degli operatori è molto negativo.

Il downtrend prosegue, segno che i ribassisti hanno il controllo della situazione, ma ad un certo punto, evidentemente perché i prezzi sono ritenuti eccessivamente ‘a sconto’, cominciano a verificarsi acquisti in modo massiccio che spingono il prezzo verso la parte superiore del range della candela.

Il ritorno degli acquisti contribuisce a creare un piccolo corpo e una shadow molto pronunciata.

Questa situazione indica che i ribassisti non riescono a mantenere il controllo del mercato; non appena i prezzi si portano al di sopra del massimo dell’hammer nella seduta successiva, abbiamo una forte indicazione del fatto che i rialzisti hanno preso il sopravvento.

Una seduta positiva immediatamente successiva alla formazione dell’hammer, ci dà infine la definitiva conferma dell’inversione del trend.

Vediamo un primo esempio sul grafico daily di Kraft, dove la formazione dell’hammer ha dato il via ad una brusca e prolungata inversione del trend.

Nell’esempio che segue, assistiamo alla formazione di un hammer su grafico intraday a 5 minuti su American Express che si forma proprio in chiusura di seduta.

Il giorno seguente l’apertura con un forte lap-up non dà la possibilità di entrare sul titolo che poi corregge fino a chiudere la finestra di prezzi lasciata aperta prima di riprendere la via del rialzo.

American Express – time frame 5 minuti

Molti operatori, proprio ad evitare di restare fuori dal trade, anticipano l’ingresso ed entrano in acquisto proprio mentre si sta formando la shadows inferiore (coda).

Ovviamente, il rovescio della medaglia è che il giorno seguente vi sia una apertura in gap down e che il trend ribassista prosegua spiazzando completamente gli acquirenti.

Un altro esempio sul grafico che segue, sempre su American Express su time frame 60 minuti.

American Express – time frame 60 minuti


In questo caso l’hammer segna con precisione la fine del trend ribassista e, dopo un primo tentennamento, nelle giornate successive il trend prosegue con una forte accelerazione.

In conclusione, possiamo affermare che, come anche per altri pattern, più ampio è il time frame utilizzato, maggiore è l’affidabilità dell’hammer.

Difatti, non bisogna dimenticare, che l’analisi candlestick è nata per una operatività su base daily, se non addirittura weekly.

Ciò non toglie che, come abbiamo visto nei grafici precedenti, il pattern possa essere utilizzato anche per un trading intraday, su grafici orari e anche su time frame a 5 minuti.

In questo caso, un indicatore e/o oscillatore quale, a puro titolo di esempio, lo stocastico o l’RSI, atto ad evidenziare le zone di ipervenduto del mercato, potrà essere utilizzato come ulteriore filtro della nostra operazione con l’hammer, il pattern forse più conosciuto e utilizzato nel candlestick trading.

Inverted Hammer

Continuiamo la disamina dei pattern candlestick con un’altra figura di inversione, probabilmente tra quelle meno conosciute dell’analisi candlestick: l’inverted hammer.

Trattandosi di un pattern di inversione rialzista lo troveremo dopo un trend ribassista.

È composto da un piccolo corpo situato sulla parte inferiore del range e da una lunga shadow superiore che dovrebbe avere una estensione almeno doppia del real body; il colore del corpo non è rilevante.

Nella figura classica, ideale per così dire, non dovrebbe essere in alcun modo presente l’ombra inferiore, o in ogni caso, dovrebbe essere poco significativa.

Per questo tipo di pattern è prudente attendere una conferma che potrebbe essere data da una apertura, della candela successiva, più alta rispetto al real body.

L’immagine che segue mostra il titolo Banca popolare Spa con dati settimanali. Vediamo come la lunga discesa si arresta con la formazione di un inverted hammer. I prezzi, dopo la conferma della figura, avviano un trend rialzista che porta il valore del titolo ad apprezzarsi del 40% circa.

BPM – time frame weekly

L’immagine seguente è invece relativa al titolo Luxottica su base giornaliera. Vediamo come i prezzi dopo un prolungato trend ribassista vanno a formare un minimo proprio con un pattern inverted hammer che fa partire un deciso trend rialzista.

Luxottica – time frame daily

Come per moltissimi altri pattern delle candlestick vale la regola che maggiore è il time frame utilizzato, più è alta la probabilità di successo nel pattern.

In ogni caso, dopo essere entrati al rialzo, è prudente piazzare uno stop di protezione poco sotto il minimo del pattern.

Hanging Man

L’Hanging Man è un pattern candlestick dalle implicazioni ribassiste ed è esattamente speculare all’hammer analizzato in precedenza.

Possiamo trovare questo pattern dopo un uptrend prolungato o, come vedremo, anche dopo una fase di correzione.

Contrariamente all’hammer, l’hanging man ha una probabilità di successo notevolmente più elevata, almeno stando alle statistiche riportate dai trattati candlestick.

Infatti, questo pattern risulterebbe avere il 69% di probabilità di riuscita, contro il 41% del suo opposto.

Peraltro, la sua ricorrenza, benché abbastanza frequente, è di gran lunga inferiore a quella dell’hammer.

Vediamo nella figura che segue come è formato il pattern.

Aspetti psicologici:

Dopo un trend al rialzo ben definito il prezzo apre ancora in alto, ma comincia poi a correggere. I ribassisti prendono il controllo spingendo i prezzi verso il basso, ma prima della chiusura della candela i rialzisti riescono nuovamente a riportare il prezzo verso l’alto, quasi al livello di apertura.

Ad un osservatore poco attento, potrebbe sembrare che i rialzisti abbiano ancora il controllo della situazione, ma la lunga shadow inferiore mostra che i ribassisti hanno cominciato a posizionarsi su questi livelli, facendo suonare un primo campanello di allarme sulla solidità del trend rialzista in atto.

Un forte movimento verso il basso nella seduta successiva sarebbe conferma del fatto che i ribassisti hanno ripreso il sopravvento, decretando un’inversione di tendenza.

È questo il motivo per cui, prima di entrare in posizione, preferisco attendere la conferma del pattern nella candela immediatamente successiva con la violazione del minimo dell’hanging man.

Ritengo invece indifferente il colore del corpo e così pure il rispetto delle proporzioni (1:3) tra corpo e shadow.

Anche la presenza di una piccola shadow superiore non inficia la bontà del pattern; anzi, è piuttosto frequente.

Vediamo ora qualche esempio tratto dai mercati reali.

Nel grafico seguente vediamo i prezzi muoversi in un uptrend realizzando un top con una forte candela di espansione (1), alla quale poi segue una pausa (2) per poi successivamente mettere a segno un’apertura in gap up (indicato dalla freccia blu).

Il prezzo comincia a scendere, segno evidente che i ribassisti hanno preso il sopravvento.

Ad un certo punto però, tornano i rialzisti che riportano i prezzi verso l’alto creando così il pattern hanging man (3).

Nella seduta successiva però il prezzo apre più in basso rispetto alla chiusura della candela precedente e non è più in grado di tornare sui massimi.

La violazione del minimo dell’hanging man conferma il pattern e dà il via ad una versa e propria inversione di trend.

Vediamo altri esempi per i quali valgono le medesime considerazioni.

Boeing – grafico orario

Disney – grafico 5 minuti

Spesso possiamo trovare il pattern anche dopo una correzione di un trend ribassista e, in questo caso, l’hanging man segna la ripresa del trend originario.

Vediamo un esempio che si commenta da solo su un cross valutario con grafico a 15 minuti.

In conclusione, è bene ribadire che dal punto di vista operativo è preferibile aprire una posizione short solo alla violazione del minimo dell’hanging man, posizionando uno stop di protezione sopra il massimo del pattern come mostrato nella immagine qui di sopra.

In tali condizioni, infatti, il pattern ha mostrato di avere maggiori probabilità di successo, indipendentemente dal time frame di riferimento.

Engulfing

Il pattern Engulfing è costituito da due candele consecutive con un real body di colore opposto.

Il corpo della seconda candela racchiude completamente il corpo della candela precedente.

Chiariamo subito un dubbio di questa particolare strategia con le candele giapponesi: nell'analisi candlestick classica quando parliamo di Engulfing dobbiamo considerare solo i corpi e non anche le shadow.

Altra annotazione: per il nostro trading prenderemo in considerazione solo quei pattern che si verificheranno dopo lo sviluppo un trend ben definito, scartando quelli che si concretizzino nelle fasi laterali e perciò prive di direzionalità.

La prima candela del pattern Engulfing ha un corpo a range ridotto, mentre la successiva ha un corpo ad ampio range, questo perché il movimento della seconda candela è molto più ampio rispetto a quella precedente, in quanto potrebbe riflettere il possibile esaurimento del trend in essere.

L’ampiezza delle due candele che compongono il pattern può avere una certa valenza, tanto più è ristretto il range della prima candela e più è ampio il range della seconda, quanto più il pattern è attendibile.

La formazione di questo pattern è abbastanza frequente ed ha una percentuale di successo che si aggira intorno al 45%.

Vediamo prima la versione ribassista della Engulfing che è forse fra i più importanti di tutta l’analisi con le candele giapponesi per quanto riguarda i pattern di inversione del trend

Bearish Engulfing

I prezzi si trovano in trend rialzista. Ad un certo punto si crea una candela positiva a range ridotto e con pochi volumi, indice di contrazione di range e quindi di indecisione del mercato.

Ecco come si presenta il pattern Bearish Engulfing che prelude alla inversione di un trend rialzista:

Il giorno successivo il mercato apre al di sopra del massimo precedente e crolla in modo deciso con la chiusura che si attesta al di sotto del minimo della candela precedente.

Volumi in aumento su questa seconda candela accrescono l’affidabilità del pattern.

Questo movimento ci può indurre a pensare che il trend rialzista cominci a vacillare; se il giorno successivo al completamento del pattern i prezzi si attestano su livelli più bassi del minimo della seconda candela ad ampio range, abbiamo una conferma che il trend in atto non è più integro.

Parliamo di giorni solo perché, come ho già accennato, l’analisi candlestick e il trading con le candele giapponesi nascono come tecnica daily; ciò non toglie che possiamo utilizzare tutti i pattern di questa analisi anche per l’intraday.

Ovviamente, più abbassiamo il time frame della nostra analisi, maggiori saranno i falsi segnali.

Bullish Engulfing

L’identificazione del pattern Engulfing rialzista è esattamente speculare a quello ribassista.

Vediamo subito come si presenta il pattern Bullish Engulfng.

Siamo in presenza di trend ribassista, con la formazione di una candela a range ridotto che va nella stessa direzione del trend in essere.

Il giorno successivo i prezzi aprono al di sotto del minimo del giorno precedente e cominciano a salire in modo vigoroso andando a chiudere al di sopra dell’apertura del giorno precedente.

Se dopo il completamento del pattern i prezzi si attestano al di sopra del massimo del pattern abbiamo conferma della possibile inversione del trend.

Vediamo ora alcuni esempi tratti dal mercato reale.

Nel grafico che segue abbiamo il titolo Eni con time frame daily.

Eni – time frame Daily

I prezzi si stanno muovendo in trend ribassista. Ad un certo punto si forma una candela con corpo negativo, in sintonia con il trend in atto e il giorno successivo i prezzi aprono lievemente al di sotto del minimo del giorno precedente, scendono ancora un po’ e poi invertono la tendenza.

I prezzi quindi vanno a chiudere sui massimi di giornata al di sopra del massimo del giorno precedente, formando il pattern candlestick Bullish Engulfing, ovvero una candela positiva ad ampio range che ingloba completamente quella che la precede.

Nei giorni successivi, i prezzi quotano al di sopra del massimo del pattern per poi dare luogo ad un trend rialzista che riporta il titolo saldamente al rialzo.

Vediamo un altro esempio sul titolo Enel su base daily, con la formazione di ben due Bearish Engulfing a distanza di pochi giorni, segno che l’uptrend non è più sostenibile.

Infatti dopo qualche seduta i prezzi precipitano, addirittura formando un gap down che fa precipitare le quotazioni del titolo.

Enel – time frame daily

Per avere una ulteriore conferma nel candlestick trading con le Engulfing, da utilizzare come filtro delle nostre operazioni, possiamo anche farci aiutare dall’analisi algoritmica (oscillatore) andando ad individuare le classiche divergenze durante la formazione del pattern.

Il miglior filtro si ha quando la divergenza viene individuata in una zona di ipercomprato (in caso di Bearish Engulfing) o di ipervenduto (nel caso di Bullish Engulfing.

Il titolo qui di seguito è Stmicroelectronics sempre su base daily.

Stmicroelectronics – time frame daily

I prezzi sono impostati al rialzo. Ad un certo punto si forma una candela positiva con un range abbastanza ridotto.

Il giorno successivo i prezzi aprono al di sopra della chiusura del giorno precedente e realizzano un nuovo massimo per poi invertire la tendenza e chiudere al di sotto del minimo della seduta precedente, formando una candela ad ampio range negativa.

La Bearish Engulfing che ha così preso forma ed inverte la tendenza delle quotazioni.

Anche un comunissimo CCI a 14 periodi ci indica un indebolimento del trend in atto con una serie di divergenze.

Anche in questo caso, abbiamo una ulteriore Bearish Engulfing successivamente alla quale i prezzi scendono in modo significativo

Nell’analisi candlestick, questo pattern viene classificato come figura di inversione, ma la sua formazione all’interno di una correzione ci può portare ad utilizzarlo anche come ulteriore segnale di fine correzione (quindi di continuazione del trend principale) come possiamo vedere dall’immagine seguente.

Stmicroelectronics – time frame daily

Abbiamo ancora il titolo Stmicroelectronics in trend ribassista. I prezzi effettuano una correzione che termina proprio con la formazione di una Bearish Engulfing che ci preavverte l’arresto del rimbalzo e la ripresa del trend ribassista.

Infatti dopo la rottura della trend line dinamica che sorregge la correzione, i prezzi precipitano in un significativo movimento al ribasso.

Si tratta indubbiamente di uno dei più importanti pattern candlestick, forse quello che, nella mia esperienza, ha le maggiori probabilità di successo.

Harami

Si tratta di un pattern la cui formazione è molto frequente.

Nella mia personale esperienza posso dire che, contrariamente a quanto si legge nei vari scritti, si tratta di un pattern con una rilevanza e affidabilità molto simile a quella degli Engulfing, se non addirittura superiore.

Vediamo subito come si costruisce e come fare trading con le candele giapponesi con questo pattern.

Harami ribassista

Le candele che costituiscono il pattern Harami sono le stesse che formano anche il pattern Engulfing, ma disposte inversamente. Nella pratica abbiamo una formazione a due candele, di cui la seconda è ‘inside’ cioè interamente contenuta in quella che la precede, nei limiti di cui subito discuteremo.

Ritroviamo l’Harami ribassista al termine di un trend al rialzo o dopo una correzione rialzista in un trend al ribasso.

È formato da una candela ad ampio range che racchiude totalmente la candela che la segue, la quale ultima deve essere a range ristretto.

È una sorta di inside day, come detto, con la differenza che negli Harami si fa riferimento solo al corpo della candela a range ristretto e non ai minimi e ai massimi.

In altre parole, è solo il corpo a dover essere racchiuso nella candela precedente, mentre le ombre non hanno alcuna valenza.

Dai più autorevoli manuali sulle candele giapponesi sappiamo che questo pattern ha una percentuale di successo del 50%. Tuttavia, anche qui le probabilità di riuscita dell’operazione aumentano se attendiamo una conferma che si ha nel momento in cui i prezzi violano il minimo del pattern.

Vediamo degli esempi sul mercato reale.

Qui di seguito un grafico giornaliero del titolo ENI. Come possiamo osservare, i prezzi provengono da una tendenza rialzista.

Eni – time frame daily

Proprio sul top si forma una candela positiva a forte espansione e nella seduta successiva, una candela inside negativa a range ristretto. Nelle sedute successive il prezzo rompe il minimo del pattern (candela verde) e comincia una discesa che porta il titolo a perdere più del 10% in poche sedute.

Nel grafico precedente abbiamo visto la formazione del pattern su un top assoluto, mentre nel grafico che segue vediamo come il pattern possa essere un ottimo strumento di timing che ci indica la fine di una correzione all’interno di un trend ribassista.

Autogrill – time frame Daily

Vediamo come la tendenza di fondo sia già impostata al ribasso. Ad un certo punto i prezzi consolidano in una correzione (rialzo) alla fine della quale si genera la formazione del pattern candlestick in esame, vale a dire un Harami ribassista.

Questa situazione ci può far aprire una posizione short sulla rottura del minimo del pattern, con stop subito sopra il massimo, per farci andare in direzione del trend ribassista di fondo.

Come si può ben vedere dal grafico, è solo il corpo della seconda candela che forma il pattern ad essere contenuto in quella che la precede, non anche le shadow. Tuttavia ciò è sufficiente, come dicevo all’inizio, perché si parli di Harami.

Harami rialzista

Come si può intuire, la posizione delle candele è invertita rispetto a quella dell’Harami ribassista.

Abbiamo una candela ad ampio range che ingloba totalmente il corpo della candela che la segue che è una candela positiva a range ristretto.

Possiamo ritrovare questa formazione alla fine di un trend discendente o dopo una correzione ribassista in un trend ascendente.

La percentuale di successo di questo pattern è sempre del 50% (si tratta di valori medi tratti dai vari manuali specialistici) e come già detto, è consigliabile attendere una conferma nei giorni successivi alla sua formazione.

Nel seguente grafico abbiamo un esempio eccezionale di come questi pattern possano essere usati come strumento di timing sia per cogliere un’inversione di tendenza, sia per individuare la continuazione del trend in atto.

Come vediamo, nel grafico di seguito, il titolo si trova in un forte downtrend.

I prezzi, dopo aver formato un primo minimo, si correggono e tornano a scendere. Apparentemente, il prezzo ha iniziato a scendere drasticamente formando candele ad ampio range e con l’ultima candela negativa (primo riquadro blu) tocca quasi il minimo precedente (possibile doppio minimo).

Il giorno successivo, abbiamo la formazione di una candela inside con corpo notevolmente ristretto (Harami).

Nella seduta successiva, i prezzi confermano il pattern, rompendo il massimo e dando vita a un considerevole uptrend.

Verso la metà del movimento i prezzi effettuano una correzione di appena due candele (secondo riquadro blu).

Dopo la seconda candela ribassista ad ampio range abbiamo nuovamente la formazione di una giornata inside, una candela con corpo notevolmente ridotto interamente contenuto in quella che la precede.

A partire dalla seduta successiva a quella inside, i prezzi esplodono nuovamente al rialzo con una candela di espansione.

Come vediamo in questa particolare situazione, questo pattern ci ha restituito un’ottima indicazione di timing, individuando con precisione l’inversione del trend e segnalandone poi la continuazione dopo la breve correzione.

Doji

Vi sono alcuni tipi di candele giapponesi che spesso sono in grado di identificare importanti punti di svolta del mercato.

Uno di questi pattern è senza dubbio la Doji line.

Su grafici daily, le Doji spesso indicano l’inizio di un trend minore o intermedio, per cui riconoscere questo tipo di pattern può evitarci errori comuni quale quello di entrare al rialzo sui massimi di mercato o al ribasso sui minimi, oppure al contrario può fornirci valide indicazioni per prendere posizione proprio alla vigilia di un’importante inversione del trend.

Vi sono ben 4 tipi di candele Doji: la classica figura Doji che ha chiusura e apertura coincidenti e range abbastanza ristretto ed indica notevole indecisione.

La seconda versione e la figura long-legged Doji, caratterizzata sempre da apertura e chiusura coincidenti ma da un range notevolmente più ampio della Doji classica.

Questo pattern indica una marcata corsa al rialzo dei prezzi, respinti poi verso il basso, fino al livello di apertura da forti prese di profitto. Comportamento degli operatori, che, restituito graficamente dal nostro pattern candlestick, indica estrema indecisione.

Il terzo tipo di Doji è la Gravestone Doji, una candela con apertura e chiusura coincidenti e una lunga coda superiore. Letteralmente ‘pietra tombale’ dal nome possiamo dedurre quali sono le sue implicazioni.

Anche in questo caso abbiamo un notevole rialzo delle quotazioni poi respinte fortemente verso il basso, fino al prezzo di apertura da prese di profitto.

L’ultima versione di questo tipo di pattern è la Drangonfly Doji che è la versione opposta della Gravestone Doji.

In questo caso abbiamo un forte ribasso dei prezzi, subito dopo l’apertura, e poi notevoli prese di profitto che respingono il prezzo sul livello di apertura.

Operativamente questi due ultimi pattern sono poco sfruttabili, almeno secondo la mia esperienza, perché essendo la shadow molto pronunciata, risulta molto ‘costoso’ posizionare lo stop al di sotto del pattern (nel caso di operazione rialzista) o al di sopra (nel caso di operazione ribassista).

Tutto quello che c’è da sapere sulla Doji

Quando si verifica un pattern Doji dobbiamo porre molta attenzione alla sua posizione. Se, ad esempio, la Doji line si verifica all’inizio di un trend sono basse le probabilità che possa invertire la tendenza in atto.

Naturalmente, non dobbiamo basare il nostro processo decisionale solamente su una singola Doji, ma osservare il grafico nel suo complesso per ricavarne maggiori indicazioni operative e ulteriori conferme.

Quindi il verificarsi di una Doji in prossimità di supporti o resistenze, oppure al test di trendline oppure ancora in appoggio a canali di prezzo, può essere una ulteriore conferma della significatività del pattern.

È poi importante attendere la barra (candela) successiva alla Doji per avere una conferma della validità del pattern.

Di seguito un grafico con alcuni esempi reali.

Qui troviamo una figura Doji nel mezzo di una breve fase di congestione, per cui poco significativa.

In questo caso la Doji si verifica dopo una notevole discesa del prezzo e questo potrebbe portarci a pensare ad un potenziale inizio di correzione rialzista. Tuttavia la candela successiva smentisce questa ipotesi e il trend ribassista riprende. Di qui, ancora una volta, l’importanza di attendere una conferma dalla candela successiva alla Doji.

La Doji si verifica dopo un movimento di correzione di un primo movimento al rialzo e in questo caso il giorno successivo, con un apertura addirittura in gap, abbiamo la conferma che i prezzi sono pronti per invertire la tendenza ribassista in atto.

Una long Doji che si verifica dopo un breve trend rialzista. Ancora una volta la candela successiva, con la rottura del massimo della long Doji, ci convince che la Doji ha costituito solo una piccola pausa del trend rialzista in atto.

Nel grafico che segue abbiamo alcuni esempi della validità di questa figura, in quanto in molti punti i prezzi invertono la tendenza dopo il verificarsi del pattern.

Vediamo come nel primo caso la Doji segna perfettamente l’esaurimento della correzione e la ripresa della tendenza ribassista in atto.

Nel secondo caso abbiamo la stessa condizione, anche se lo sviluppo dei prezzi è stato un po’ più travagliato, la Doji ha anticipato l’indecisione del mercato e la ripartenza del trend primario.

Nel terzo caso una long Doji ci indica l’esaurimento del movimento in atto anticipandoci la possibile inversione del trend.

L’operatività da adottare con questa figura è estremamente semplice. Si può entrare qualche tick al di sopra del massimo della figura in caso di operazioni rialziste, con stop sotto il minimo del pattern.

Oppure si posiziona l’ordine short al di sotto del minimo della Doji nel caso il pattern ci indichi l’imminente avvio di un trend ribassista, con stop sopra il massimo della figura.

Piercing Line e Dark Cloud Clover

Piercing Line

Il pattern Piercing Line è un pattern di inversione a due candele che si forma dopo un trend al ribasso o alla fine di una correzione in un trend al rialzo. La prima candela è nera (cioè negativa) a conferma del trend negativo, mentre la seconda, che apre su un nuovo minimo (gap), è di colore bianco e chiude al di sopra della metà della candela precedente.

La probabilità di successo di questo pattern è del 47%, di conseguenza è consigliabile attendere una conferma, che può essere data come sempre dalla rottura del massimo della candela reversal (quella positiva, nell’esempio di colore verde).

Vediamo qualche esempio sul mercato reale.

Quello di seguito è il grafico giornaliero di Banca Monte dei Paschi. Come possiamo ben vedere, nella prima parte il prezzo proviene da un trend nettamente negativo.

BMPS – grafico daily

Sui minimi di periodo, al culmine della discesa, dopo l’ennesima giornata fortemente negativa, i prezzi aprono in gap down, proseguono momentaneamente la discesa per poi cominciare a salire.

Chi si era messo short in mattinata, o il giorno prima sulla scia della forte ondata di vendite, quando il prezzo ricomincia a salire, si vede costretto a chiudere le posizioni ribassiste ricomprando il titolo sul mercato e questa azione spinge il prezzo ancora più in alto, oltre la metà della seduta precedente.

Il segnale che ricaviamo da questa configurazione è di potenziale inversione.

Altro esempio, questa volta su Eni SpA, dove è inizialmente in atto un trend ribassista molto forte finché, in corrispondenza dei minimi, abbiamo una candela ribassista a forte espansione.

Vediamo il grafico qui di seguito.

Eni – grafico Daily

Il giorno successivo i prezzi aprono in gap down, proseguono ancora per poco la discesa per poi cominciare a risalire e chiudere lievemente al di sopra del 50% della candela precedente.

Come vediamo questo fa sì che i prezzi invertano la forte tendenza in atto.

Dark Cloud cover

Il pattern Dark Cloud cover rappresenta la versione ribassista e speculare del Piercing Line.

È una classica figura di inversione delle candele giapponesi.

Possiamo riscontrare la formazione di questo pattern dopo un prolungato trend rialzista o alla fine di una correzione in un trend ribassista.

La sua formazione è costituita da una prima candela ad ampio range di colore bianco (cioè positiva) e da una seconda candela, di colore opposto che apre al di sopra del massimo della candela precedente e chiude al di sotto della sua metà.

Le probabilità di successo di questo pattern sono del 47%, esattamente come il suo opposto.

So bene che può sembrare strano parlare di percentuali di successo di un pattern perché sono molte, forse troppe le variabili legate all’utilizzo di un determinato pattern. Ma diversi manuali autorevoli ci offrono queste statistiche, quindi mi sembra opportuno riportarle, lasciando poi all’utente finale le considerazioni del caso.

Anche con questo pattern è consigliabile attendere una conferma per entrare in posizione.

Di seguito, abbiamo nuovamente il titolo Eni su grafico giornaliero.

Eni – grafico Daily

Come vediamo il prezzo è in fase rialzista nella prima parte del grafico. Alla fine del rialzo troviamo una seduta con una notevole espansione rialzista.

Il giorno successivo i prezzi aprono in gap up per effetto dei forti acquisti, ma subito dopo cominciano a riscendere e chiudono ben al di sotto della metà della seduta precedente.

L’analisi delle candele giapponesi ci dice che questo è il nostro pattern Dark Cloud Cover.

Alla violazione del minimo, avvenuta in gap down nella sessione successiva, il prezzo inverte la sua tendenza e il titolo perde oltre il 10% del proprio valore.

Vediamo infine il grafico giornaliero di Banca Monte dei Paschi.

In questo grafico mostreremo come questo tipo di pattern può decretare anche la chiusura di una correzione all’interno di un trend ben definito.

Questo ci fa comprendere che anche con questo pattern, così come con altri già passati in rassegna possiamo effettuare trading con le candele giapponesi non solo per cogliere le inversioni di lungo termine, ma altresì per operare sulle inversioni di breve termine.

Osserviamo il grafico:

Come si può notare, il trend di lungo termine è ribassista.

Ad un certo punto i prezzi attuano una correzione del trend in atto e proprio alla fine della correzione abbiamo la formazione del nostro pattern Dark Cloud Cover che inverte la tendenza di breve e fa sì che i prezzi tornino a muoversi al ribasso, ovvero nella direzione del trend principale.

Anche in questo caso, come in molte altre strategie con le candele giapponesi, l’affidabilità dei pattern aumenta se viene associato al pattern candlestick un indicatore o oscillatore che segnali possibili divergenze dei prezzi (Momentum, RSI, Stocastico etc) in corrispondenza del verificarsi della figura.

Tweezer Top e Tweezer Bottom

Questo pattern del candlestick trading è formato da due candele con massimi o minimi coincidenti.

Tweezer letteralmente significa ‘pinzette’ proprio perché questo pattern viene assimilato alle due estremità di una pinzetta.

In un uptrend si forma un pattern Tweezer quando due massimi coincidono, viceversa, in un downtrend si forma quando coincidono due minimi.

Le candele che formano questo pattern possono assumere varie forme, possono avere un corpo più o meno lungo, le shadow di varia misura e addirittura anche la presenza di una candela Doji potrebbe contribuire alla creazione di un pattern Tweezer.

Questa formazione acquisisce più valore quando si realizza alla fine di un forte movimento rialzista o ribassista e anche quando nella sua formazione è presente una candela reversal che può dare luogo a un altro pattern a due candele.

Vediamo come è formato il pattern:

Anzitutto la versione ribassista ovvero il Tweezer Top.

Quindi la versione rialzista, ovvero il Tweezer Bottom.

Quelli che vediamo raffigurati sono soltanto alcuni possibili esempi di Tweezer; l’importante è che il pattern rispetti le condizioni descritte sopra. In sostanza, si tratta di individuare doppi massimi o doppi minimi molto ravvicinati.

In assenza di una candela reversal come seconda candela la figura risulta molto debole, soprattutto se la riscontriamo su grafici giornalieri.

Su grafici settimanali o mensili invece, ha una valenza superiore in quanto si tratta di doppi massimi o minimi abbastanza distanti nel tempo (avendo come riferimento un time frame intraday).

Dunque, mentre a livello daily preferiamo la formazione di una seconda candela avente le caratteristiche di una reversal in modo da rafforzare la figura, a livello settimanale o mensile possiamo anche farne a meno.

Analizziamo alcuni esempi su grafici tratti dal mercato reale.

Quello che segue è il grafico giornaliero del titolo Mondadori.

Mondadori – time frame Daily

Il prezzo proviene da una lunga discesa che realizza un’accelerazione proprio nella parte finale. Il movimento discendente viene arrestato da una formazione Tweezer.

Ingrandiamo il grafico per comprendere meglio le dinamiche di questa strategia con le candele giapponesi denominata ‘Tweezer bottom’.

Notiamo che la seconda candela della formazione è una Doji che, insieme alla candela precedente, forma un Harami Cross, il pattern di inversione rialzista che abbiamo già trattato in precedenza.

I prezzi risalgono, tentano di nuovo la discesa ma si arrestano nuovamente sullo stesso minimo con una ulteriore formazione Tweezers, addirittura con tre candele, segno che siamo di fronte ad un supporto molto forte.

La formazione Tweezer bottom, rafforzata dal precedente pattern Harami, dà origine a una vera e propria inversione di tendenza.

Di seguito invece il titolo Assicurazioni Generali con una formazione Tweezer top rafforzata dalla formazione di una figura Bearish Engulfing.

Generali – time frame Daily

Nel grafico vediamo i prezzi che provengono da un sostenuto movimento rialzista che viene arrestato dal nostro pattern.

Nel grafico che segue infine vediamo il titolo Enel a livello settimanale.

Qui abbiamo una figura Tweezer top e dark cloud cover che insieme generano una significativa inversione del movimento rialzista.

Enel – time frame Daily

Non è raro incontrare questa figura su minimi o sui massimi di mercato e, come vediamo, se rafforzato nella sua formazione da una candela reversal, il pattern può essere sfruttato con profitto.

Si entra come sempre sopra il massimo del pattern con stop sotto il minimo per le operazioni rialziste. Vale ovviamente l’inverso per le operazioni ribassiste (short).

Morning Star: istruzioni avanzate per l’uso

La configurazione Morning Star è un pattern candlestick di inversione rialzista.

Vediamo come si presenta questo pattern:

Il pattern è costituito da una candela ribassista ad ampio range, seguita da una candela a range ridotto che registra un gap di apertura negativo.

La terza candela è rappresentata da una candela rialzista che, ancora una volta, presenta un gap di apertura, questa volta positivo, rispetto alla candela a range ridotto.

Contrariamente a quanto si possa pensare, le probabilità di successo di questo pattern non superano il 50% (percentuale rilevata dalle statistiche di Gregory Morris), di conseguenza nella mia esperienza pluriennale di trading ho escogitato alcuni accorgimenti mirati ad evitare alcuni dei più frequenti falsi segnali generati da questa pur interessante configurazione grafica.

Prima di passare a qualche esempio tratto sul mercato reale, vorrei chiarire quel che potrebbe sembrare fin troppo ovvio: quando si passa dalla teoria alla pratica, ovvero dai manuali candlestick al mercato reale, trovare il pattern perfetto non è cosa così frequente.

È questo, ovviamente, un discorso generale che vale a proposito di qualsiasi conformazione grafica, anche per quelle dell’analisi tecnica classica.

Si pensi ad esempio a testa e spalle che, sui mercati reali, ben raramente si forma come da manuale.

Nel caso della Morning Star il pattern perfetto prevederebbe un gap sia fa la prima e la seconda candela, che fra la seconda e la terza.

In un’altra guida ho parlato della differenza tra gap e lap, quindi ora voglio far notare come la figura sia sfruttabile indifferentemente dalla presenza di un gap (come richiesto dalla figura ‘classica’ piuttosto che di un lap, adottando i semplici accorgimenti indicati di seguito che fanno di questo pattern una vera e propria strategia con le candele giapponesi che nulla ha da invidiare alle più avanzate tecniche di trading.

Analizziamo il grafico giornaliero del titolo A2A.

A2A – time frame Daily

Nel grafico vediamo un netto ribasso che porta i prezzi ad una discesa di circa il 30%

Sul minimo della discesa si forma prima una candela ad ampio range che denota una accelerazione del ribasso.

Nella seduta successiva il prezzo apre in lap e la giornata poi registra una candela a range ridotto. Il giorno successivo abbiamo nuovamente un’apertura in lap.

Il consiglio operativo è quello di attendere la chiusura del lap ed entrare long al recupero del prezzo di apertura, posizionando uno stop di protezione al di sotto della star.

Gestiamo poi la posizione secondo la nostra metodologia di money management.

Infine vediamo un altro esempio del pattern ‘modificato’ sul titolo BPM.

BPM – time frame Daily

Anche in questo caso ci ritroviamo in un trend ribassista che culmina in una candela negativa proprio sul minimo assoluto.

Il giorno successivo si forma una candela a range ristretto, anche se con lunghe shadow, che evidenzia la massima indecisione degli operatori del mercato.

Nella terza candela che perfeziona il pattern Morning Star i prezzi, dopo avere aperto in lap up, vanno a chiudere la finestra di prezzi lasciata aperta per poi ripartire al rialzo.

Anche in questo caso l’occasione di entrata ci è data dal recupero del prezzo di apertura dopo la chiusura del lap.

Ancora una volta il pattern modificato genera una vera e propria inversione di tendenza.

Homing Pigeon

Vediamo ora la prima di due figure delle candele giapponesi che dovrebbero essere già familiari non solo perché si riscontrano spesso nei grafici candlestick ma anche perché hanno molto in comune con l’Harami, uno dei pattern che abbiamo già trattato in questa guida.

I pattern in questione sono l’Homing Pigeon e il Discending Hawk.

Questi due pattern, sono l’uno l’opposto dell’altro quanto alle implicazioni, rialzista il primo e ribassista il secondo.

Si tratta di due figure candlestick che assomigliano molto al pattern Harami, con la differenza che mentre nell’Harami abbiamo necessariamente colori opposti per le due candele che compongono il pattern, questi due pattern invece hanno le due candele dello stesso colore.

I trader meno esperti che si trovano di fronte a queste due particolari conformazioni grafiche non le prendono in considerazione perché non ne conoscono le implicazioni, ma hanno la stessa validità ed efficacia dell’Harami.

Vediamo subito la versione rialzista: l’Homing Pigeon.

Ritroviamo questa figura in un mercato discendente ed è un pattern che, come il suo corrispondente ribassista Discending Hawk, questa strategia delle candele giapponesi mette in evidenza un indebolimento del trend in atto fino a configurarsi spesso come vera e propria figura di inversione.

L’Homing Pigeon è formato da una prima candela ribassista ad ampio range (close < open), cui segue una candela, sempre ribassista, compresa all’interno della candela ad ampio range che la precede, come mostrato nell’immagine.

Nella figura il pattern è rappresentato nella sua configurazione ottimale, quella che nell’analisi tecnica tradizionale corrisponde alla cosiddetta ‘inside’.

Peraltro la Homing Pigeon si distingue dalla inside tradizionale in quanto in questo pattern candlestick solo il corpo della seconda candela deve essere ricompreso nella prima candela, mentre non è necessario che le shadow restino all’interno del range della candela precedente.

Quello che segue è il grafico giornaliero del titolo del titolo Enel SpA dove ritroviamo il nostro pattern.

Enel – time frame daily

La posizione di questo pattern nel grafico è interessante perché si trova dopo una correzione del trend rialzista dominante, di conseguenza fornisce l’input per aprire una posizione consona al trend di fondo.

Come vediamo i prezzi provengono da una prima fase di rialzo; ad un certo punto il rialzo si prende una pausa e i prezzi correggono al ribasso.

Proprio alla fine di questa correzione ritroviamo il nostro pattern Homing Pigeon.

Abbiamo una prima candela negativa ad ampio range che lascerebbe pensare alla continuazione della fase discendente.

Il giorno successivo il prezzo apre all’interno della candela ad ampio range, viola il minimo del giorno precedente per poi recuperarlo e chiudere all’interno della candela precedente.

Ribadiamo, come già evidenziato in precedenza, che nelle candele giapponesi le shadow ricoprono una minore importanza rispetto al corpo.

Bene, questo pattern è proprio espressione di questo principio dal momento che per identificare l’Homing Pigeon andremo a considerare solamente il corpo.

Pertanto il pattern è verificato anche nel caso messo in evidenza nel grafico dove la shadow del nostro Homing Pigeon fuoriesce dal range della candela che lo precede.

Questa figura si verifica con una frequenza inferiore al suo simile Harami rialzista, ma ha una probabilità di successo di poco superiore (statistiche G. Morris).

Si consiglia come sempre di attendere la conferma del pattern che si verifica con la rottura rialzista della candela ad ampio range che completa il setup del pattern.

Descending Hawk

Qui sopra abbiamo appena trattato la versione rialzista di questo pattern: l’Homing Pigeon.

Ora invece illustreremo la versione ribassista che ha una struttura simile ma colorazioni opposte.

Il pattern in questione è il Descending Hawk.

Questo pattern, dalla denominazione singolare (falco discendente) come tante altre figure del candlestick, è formato da una candela positiva (close>open) ad ampio range seguita da una candela, sempre positiva, a range più ridotto della prima.

Abbiamo di conseguenza una giornata in cui l’andamento è stato ampiamente positivo seguito da una giornata in cui i prezzi, pur avendo avuto sempre una escursione positiva sono rimasti all’interno della candela precedente.

Possiamo vedere la struttura del pattern nella figura che segue.

Vediamo ora un esempio tratto dai mercati reali.

Quello che segue è il grafico giornaliero del titolo Campari SpA con una figura di inversione Discending Hawk.

Campari – time frame Daily

Come vediamo i prezzi provengono da una fase rialzista piuttosto sostenuta.

Ad un certo punto accelerano al rialzo dando luogo ad una seduta fortemente positiva.

Il giorno successivo i prezzi accusano improvvisamente una forte battuta di arresto, aprono all’interno della candela precedente e non hanno la forza di continuare nella corsa andando così a concludere con una giornata inside.

Il giorno seguente il titolo comincia ad invertire la tendenza in atto.

Valgono per questo pattern tutte le considerazioni già fatte per il suo analogo, ma di implicazioni rialziste, Homing Pigeon.

Anche questo pattern si verifica con una frequenza inferiore al suo simile Harami ribassista, ma abbiamo anche qui, come già per l’Homing Pigeon, una percentuale di successo superiore sempre stando alle statistiche di Greg Morris).

Anche in questo caso il consiglio è di attendere la conferma della figura per aprire posizioni ribassiste, vale a dire un segnale di ulteriore debolezza dei prezzi che potrebbe derivare, ad esempio, dalla rottura dei minimi del pattern.

Conclusioni: come studiare le candele giapponesi ed applicarle al tuo trading

La strategia di trading con le candele giapponesi è sicuramente uno dei più efficaci approcci per chi inizia ad avvicinarsi ai mercati finanziari.

Studiare le candele giapponesi, i meccanismi sottesi alla loro formazione, i singoli pattern candlestick, è il modo migliore per comprendere a fondo i meccanismi che stanno dietro la formazione dei prezzi e i movimenti dei mercati finanziari.

Il consiglio che posso dare, infatti, al di là di imparare ‘a memoria’ i singoli pattern, è di imparare a comprendere con un solo colpo d’occhio cosa sta succedendo sul mercato semplicemente osservando la forma delle candlestick, singolarmente e nel loro contesto grafico.

Una lunga coda (shadow) inferiore, formatasi a ridosso di un supporto dopo una discesa prolungata dei prezzi, deve subito farmi capire che i compratori sono tornati in forze recuperando il terreno perduto in precedenza perché, con ogni probabilità, hanno ritenuto i prezzi ormai vantaggiosi per un acquisto.

Dunque, al di là di ricordarsi che questa figura porta il nome di ‘Hammer’ è importante capire i meccanismi sottesi alla formazione dei pattern candlestick per essere immediatamente reattivi e operativi.

I termini di qualsiasi strategia di trading con le candele giapponesi e i singoli pattern, perlomeno quelli più ricorrenti, si imparano poi piuttosto in fretta.

Dal punto di vista operativo, per applicare al tuo trading i pattern candlestick, è importante seguire i consigli di questa guida che, sostanzialmente, possono riassumersi come segue:

  • Attendi sempre una conferma prima di entrare in posizione. La conferma può essere data dalla rottura del minimo del pattern se si tratta di un pattern candlestick ribassista o, viceversa, la rottura del massimo se hai a che fare con un pattern rialzista.
  • Filtra preferibilmente i segnali che derivano dalla analisi con le candele giapponesi tramite un oscillatore o indicatore cercando di operare solo quando, in corrispondenza del formarsi del pattern candlestick, ti trovi in zone di ipercomprato o ipervenduto, rispettivamente per una operazione ribassista e rialzista oppure o in aggiunta allorché vedi la contemporanea presenza di divergenze cioè un andamento difforme sull’oscillatore/indicatore rispetto ai prezzi.
  • Ricorda sempre di posizionare uno stop loss, vale a dire un ordine a protezione del tuo capitale se l’operazione non dovesse andare nel verso sperato. Lo stop loss deve essere posizionato, di norma, sopra al massimo del pattern in caso di operazioni ribassiste oppure sotto il minimo del pattern qualora l’operazione fosse rialzista.
  • Infine un consiglio che vale per ogni tipologia di trading, utilizza una leva adeguata al tuo profilo di rischio e se lo stop loss durante l’apertura della posizione si rivela troppo ampio, passa oltre. Ci saranno sicuramente molte altre occasioni.

Metti in pratica la tua strategia di trading

Apri un conto reale o prova la demo per iniziare a fare candlestick trading su più di 17.000 mercati.

L'autore della guida: Bruno Moltrasio

Avvocato, opera in Borsa dal 1998 come trader privato. Nel 1999 ha frequentato un Master di Analisi Tecnica dei Mercati Finanziari. È stato redattore e coautore di testi tra i quali 'Dal Trading Direzionale allo Spread Trading', nonché il fondatore dell'omonimo sito BrunoMoltrasio.eu, Culturafinanziaria.com, Universitrading.com e, non ultimo, Solospread.com. che tratta in modo specifico lo spread trading. Grazie ai suoi siti Bruno diffonde da anni l’analisi tecnica, quelle che considera le migliori strategie di trading e, soprattutto, quello che ritiene essere il corretto approccio psicologico e comportamentale ai mercati, per essere vincenti nel trading. È relatore in numerosi corsi, rivolti a privati e istituzionali, sull’analisi tecnica e sulle sue strategie di trading.

Data di pubblicazione : 2020-04-30T15:58:11+0100


Queste informazioni sono state preparate da IG Markets Limited e IG Europe GmbH (di seguito "IG"). Oltre alla liberatoria riportata di seguito, il materiale presente in questa pagina non contiene uno storico dei nostri prezzi di trading, né alcuna offerta o incentivo a operare nell’ambito di qualsiasi strumento finanziario. IG declina ogni responsabilità per l’uso che potrà essere fatto di tali commenti e per le conseguenze che ne potrebbero derivare. Non forniamo nessuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o la completezza delle presenti informazioni, di conseguenza, chiunque agisca in base ad esse, lo fa interamente a proprio rischio e pericolo. Eventuali ricerche fornite non intendono rispondere alle esigenze o agli obiettivi di investimento di un soggetto in particolare e non sono state condotte in base ai requisiti legali previsti per una ricerca finanziaria indipendente e, pertanto, devono essere considerate come una comunicazione di ambito marketing. Anche se non siamo sottoposti ad alcuna limitazione specifica rispetto alla negoziazione sulla base delle nostre stesse raccomandazioni, non cerchiamo di trarne vantaggio prima che queste vengano fornite ai nostri clienti. Vi invitiamo a prendere visione della liberatoria completa sulle nostre ricerche non indipendenti e del riassunto trimestrale.

Scopri nuove opportunità di trading

Con IG vai long o short su oltre 17.000 mercati. Scegli la nostra piattaforma pluripremiata per fare trading con spread ridotti su indici, azioni, materie prime e molto altro.

Potrebbero interessarti anche…

La trasparenza è un nostro impegno: saprai sempre costi e commissioni applicati

Scopri perché siamo un broker leader nel trading online

I CFD sono una modalità operativa, più flessibile e vantaggiosa per fare trading

I CFD sono strumenti complessi che comportano un rischio di perdita elevato dovuto alla leva. 76% di conti al dettaglio perdono denaro nelle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Vi preghiamo di verificare le vostre conoscenze in merito al funzionamento dei CFD e la vostra disponibilità ad utilizzare i CFD dato l’elevato rischio di perdita. Le opzioni e i certificati turbo sono strumenti complessi che potrebbero generare rapidamente delle perdite. Il vostro capitale è a rischio. I CFD sono strumenti complessi che comportano un rischio di perdita elevato dovuto alla leva.