Cos’è il Turtle Trading?

Il Turtle Trading è un esperimento costruito su una strategia di trend-following basata sui breakout al ribasso e al rialzo.

Andiamo a vedere lo storico esperimento di trading e i suoi risultati.

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Nel 1980, Richard Dennis, un trader di successo, fece una scommessa con William Eckhardt, un amico di vecchia data. Richard Dennis, avendo da poco visitato un allevamento di tartarughe in Asia, sosteneva che anche lui avrebbe potuto “allevare” dei trader di successo.

Gli apprendisti trader, chiamati di fatto “tartarughe” (turtles) hanno ricevuto da Dennis del capitale e una formazione su una serie di regole relative all’intero sistema di trading: dimensioni della posizione, regole sull’apertura e sulla chiusura di una posizione e altre tattiche. Lo scopo era quello di insegnare loro un approccio meccanico che, anche se non sempre efficace al 100%, avrebbe eliminato qualsiasi tipo di emozione e valutazione personale, lasciando agli apprendisti trader non altro che delle regole da seguire. Dennis era convinto che, anche se avesse pubblicato su un giornale nazionale la propria strategia di trading, solo in pochi l’avrebbero seguita perché la maggior parte dei trader tende a farsi prendere dalle emozioni e a improvvisare.

Cos’è il Turtle trading?

Il Turtle Trading è una nota strategia trend-following, usata dagli operatori per trarre vantaggio da un forte momentum. Applicata su una moltitudine di mercati, la strategia si basa sui breakout al ribasso e al rialzo, dove il breakout viene inteso come superamento di una resistenza o un supporto particolarmente rilevante.

L'idea di Dennis era quella di creare una strategia meccanica che permette agli operatori di Borsa di seguire delle regole e non fidarsi del proprio istinto. A ciascuno dei trader neofiti, dopo aver sostenuto la formazione con esito positivo, è stato dato 1 milione di dollari da gestire in Borsa.

Le regole del Turtle Trading

  1. Scelta dei mercati: le “tartarughe” hanno operato con i contratti future, rivolgendosi così ai mercati più liquidi, quali avrebbero permesso loro di fare trading senza spostarsi dal mercato senza un ordine ingente. Le tartarughe hanno negoziato in effetti le materie prime, il forex, i metalli, l’energia, le obbligazioni e US 500.
  2. Dimensione della posizione (il cosiddetto sizing): le tartarughe hanno operato attraverso un algoritmo sul position-sizing, che ha normalizzato la volatilità del dollaro sulle posizioni aggiustando il numero di contratti scambiati sulla base della volatilità del dollaro in Borsa. Assicurando quindi che tutte le posizioni avessero le stesse dimensioni su tutti i mercati, il sistema ottimizzava la diversificazione. I mercati con maggiore liquidità avrebbero avuto meno negoziazioni, e quelli con minore liquidità molte di più. Per misurare la volatilità di mercato il sistema si è basato sulla media mobile esponenziale a 20 giorni del True Range (sulla Piattaforma IG, un metodo simile si può ottenere grazie all’indicatore ATR che misura la volatilità di un mercato).
  3. Ingresso: le tartarughe hanno usato due sistemi d’ingresso sul mercato. Il primo: un sistema di trading a breakout a 20 giorni (massimo o minimo), il secondo un sistema di breakout a 55 giorni. Le posizioni vincenti raggiunte sarebbero state al massimo quattro. Alle tartarughe è stato detto di non farsi sfuggire nessun segnale proveniente dal mercato e, con questo, anche un’opportunità di profitto.
  4. Stop loss: gli stop loss dovevano essere utilizzati per tutto il tempo della negoziazione per evitare di incorrere in perdite troppo elevate. È da notare che gli stop loss venivano determinati prima che la posizione venisse inserita per definire il rischio prima della negoziazione. Una tattica intrapresa con l’obiettivo di evitare che le perdite finissero fuori controllo in maniera vertiginosa com’era capitato nel caso del famoso trader Nick Leeson. Più volatile era il mercato più ampi erano gli stop loss inseriti per evitare di essere tagliati fuori dal mercato
  5. Uscita dal mercato: ritirare una posizione troppo in fretta può limitare le probabilità di guadagno in modo decisivo. Si tratta di un errore comune quando si usa un sistema trend-following. Il Sistema Turtle consisteva nell’aprire diverse posizioni: poche risultavano profittevoli e molte altre comportavano delle piccole perdite. Nel sistema 1, per le posizioni long, il sistema prevedeva la chiusura dell’ordine al decimo giorno, per quelle short al ventesimo. Mentre il sistema 2 usava un minimo o massimo degli ultimi 20 giorni.
  6. Tattica: le tartarughe hanno ricevuto una formazione sull’uso degli ordini a prezzo limitato e su come gestire un mercato altamente volatile, come mantenere la calma prima di aprire di un ordine, e non essere troppo affrettati nel prendere il “prezzo migliore”, pratica molto comune. Hanno imparato, inoltre, a comprare sui mercati più forti, e a vendere su quelli più deboli per trarre profitto dal momentum.

Alcuni studenti avevano dimostrato di non essere capaci di seguire fedelmente le regole impartite, uno in particolare aveva sospettato che Dennis aveva nascosto alcune informazioni importanti. In realtà, la pessima performance di quello studente era dovuta alla sua incapacità di seguire fedelmente le regole impartite.

ll Turtle Trading sfrutta i trend di mercato, esponendo i trader a dei drawdown sostenuti nelle situazioni di mercato laterale per un periodo prolungato. Il test consisteva nell’abilità delle tartarughe di attenersi a una serie di regole nei periodi di scarso rendimento. Non avendo una sfera di cristallo, è impossibile prevedere quando un test di 20 giorni al ribasso o al rialzo si concluderà con un breakout. I trader devono essere preparati mentalmente a perdere per avere una sorpresa molto piacevole quando si vince.

Perché seguire le regole del Turtle Trading?

L’esperimento delle tartarughe ci fornisce delle informazioni preziose su come si possa diventare un trader di successo. L’insegnamento chiave è che il sistema è fondamentale; senza una serie di parametri che determinano l’apertura, la chiusura, le dimensioni delle posizioni e gli stop loss, il trader è abbandonato al proprio istinto che lo porterà prima o poi a fare troppe operazioni e a un eccessivo position sizing.

Il secondo insegnamento è di tipo psicologico. Anche se il sistema non aveva previsto nessun elemento psicologico specifico, si è rivelato poi che molti studenti non erano in grado di seguire determinate regole, a volte le modificavano a loro piacimento o semplicemente perdevano l’opportunità d’ingresso sul mercato. Tutto ciò ha rivelato che gli umani fanno fatica a seguire una serie di principi pur avendo a disposizione un sistema dimostratosi particolarmente efficace.

La psicologia del trading, pur essendo molto discussa ed essenziale per i trader, non è una cosa semplice. L’esperimento delle tartarughe è affascinante perché svela quanto sia importante seguire un sistema di regole, ma altrettanto quanto sia fondamentale seguire le regole alla lettera, passo per passo. Una serie di tante piccole perdite può essere deprimente, ma la Borsa non è lì per esaudire tutti i nostri desideri, e dobbiamo renderci conto che diverse operazioni perfette possono essere vanificate dalla semplice volatilità di Borsa. Un vero trader di successo sarà capace di superare momenti di scarsa rendita, saper gestire correttamente le perdite e il suo rapporto rischio-premio, per ottenere più guadagni rispetto alle perdite e così profitti a lungo termine.

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