Macd e Trading

Il Macd è uno dei più conosciuti strumenti di analisi tecnica ed è da molti considerato un vero e proprio trading system.

La costruzione di questo indicatore è invero piuttosto semplice dal momento che è basato su due medie mobili che sono certamente lo strumento grafico più utilizzato dagli analisti tecnici per la loro semplicità non solo costruttiva ma anche e soprattutto interpretativa.

In altri articoli abbiamo visto come l’incrocio di due medie mobili, siano esse semplici o esponenziali, possa essere utilizzato per generare segnali di trading ovviamente tenendo sempre in debito conto i limiti di tale sistema.

Abbiamo anche messo in evidenza come le medie mobili reagiscano in modo differente in funzione del dominio temporale al quale si riferiscono: più la media è breve più sarà reattiva, cioè si manterrà più vicino ai prezzi rispetto ad una media di maggiore dominio temporale.
Il concetto che ne deriva è piuttosto semplice: una media breve sarà utile a segnalarci la presenza di un trend di breve periodo mentre una media più lunga ci segnalerà l’esistenza o meno del trend di fondo.
Il passo successivo, ovvero l’utilizzo contemporaneo delle due medie, potrà dirci se il trend di breve (media breve) trova conferma nel trend di fondo (media lunga).

L’incrocio delle due medie mobili di differente dominio temporale ci indica il cambiamento del trend. Infatti la media breve, che è più reattiva di quella lunga, reagirà per prima al cambiamento di trend e andrà ad incrociare verso l’alto o verso il basso la media di più lungo periodo.

Un incrocio rialzista, che si ha nel momento in cui la media più breve incrocia dal basso verso l’alto la media più lunga, induce a ritenere la nascita di un trend rialzista. Avremo poi una ulteriore conferma della bontà del trend in atto nel momento in cui anche la media di più ampio dominio temporale si sarà orientata verso l’alto.

Nella scelta delle due medie occorre tenere presente che maggiore è il dominio temporale utilizzato minore sarà il numero di segnali generati, viceversa minore è il dominio e maggiore sarà la quantità di indicazioni di trading fornite dal sistema: Lo scotto sarà dato dalla maggiore presenza di falsi segnali.

La semplicità di utilizzo delle medie mobili ha facilitato la creazione e la divulgazione di tutta una serie di indicatori basati sulla loro impleentazione. Fra i più conosciuti indicatori trend–following rientra certamente il Macd, acronimo di Moving average convergence-divergence.
Questo indicatore è stato introdotto da Gerald Appel con l'obiettivo di rappresentare l'interazione di due medie mobili esponenziali di dominio temporale prestabilito: 12 e 26 periodi.
Il punto di forza di questo indicatore è senz’altro rappresentato dalla sua elevata diffusione; è intuitivo che più operatori lo utilizzano e maggiore sarà la sua attendibilità. Il lato debole è invece rappresentato dal fatto che parametri prefissati sono idonei a identificare solo quel ciclo di mercato che si fonda solo su quegli stessi parametri.

Ben inteso, i parametri possono essere modificati a piacere, ma in questo caso sacrificheremmo il primo punto di forza (quello della attendibilità dovuta al largo utilizzo tra i trader dell’indicatore con i parametri di default).
Il MACD si fonda sul principio di funzionamento che abbiamo già evidenziato: la media veloce registrerà prima di quella più lenta il cambiamento nelle direzioni del prezzo e l'incrocio su quella di più lungo periodo dovrebbe identificare la partenza di un trend.
Tale segnale sarà tanto più attendibile quanto più velocemente la media più lenta si orienterà allo stesso modo di quella più veloce.
Dal momento che il MACD si fonda sulla differenza tra una media a 12 periodi e una media a 26, avremo che l’incrocio si sarà verificato nel momento in cui il valore dell’indicatore sarà pari a zero. Sopra la linea dello zero il trend potrà essere qualificato come rialzista e viceversa.

La linea dello zero ha quindi grande rilevanza perché consente al trader di rilevare immediatamente il momento dell’incrocio delle due medie.

Nell’indicatore è pure presente un’altra linea, detta signal line, ottenuta dalla media a nove periodi del Macd che nel grafico che segue vediamo evidenziata in colore rosso.

La signal line ha una funzione anticipatrice del segnale di attraversamento della linea dello zero e in molti casi consente in modo vincente di anticipare l’entrata sul mercato rispetto all’inizio del trend. Il segnale in questo caso si ha nel momento in cui il MACD (linea blu) incrocia la signal line (linea rossa). Nello stesso istante l’istogramma presente nell’indicatore attraversa la linea dello zero facilitando l’individuazione dell’incrocio tra il MACD e la sua signal line.

Nel grafico che precede, pertanto, vediamo a confronto l’entrata classica data dall’attraversamento della linea dello zero da parte del MACD (segnalata dalle frecce di colore blu e rosso) con l’entrata basata sull’incrocio della signal line con la linea del Macd (indicata con le linee tratteggiate). Ovviamente, come spesso accade quando si cerca di “anticipare” il mercato, anche qui non mancano i falsi segnali, com’è evidenziato nella zona cerchiata in verde. Ma risulta di tutta evidenza che spesso l’entrata anticipata si rivela vincente.
Un altro utilizzo molto comune ed efficace di questo indicatore è nel rilevare le divergenze con i prezzi. Abbiamo già parlato più volte delle divergenze: si tratta di un andamento difforme dell’indicatore rispetto ai prezzi e si ha nel momento in cui il mercato fa registrare nuovi massimi mentre ciò non accade sull’indicatore e viceversa per quanto concerne i minimi.

Nel grafico che segue, sul titolo ENI, vediamo alcune divergenze che hanno anticipato l’inversione del trend.

Con la freccia blu è indicata una prima divergenza di lungo periodo che segna l’inversione del trend da ribassista a rialzista. Una successiva divergenza ribassista, indicata con la freccia rossa, ci preavvisa dell’inizio di una correzione ribassista di una certa importanza (il titolo passa da 18 a 15,60 euro nell’arco di un solo mese.

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