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Quali sono le 5 coppie valutarie più tradate al mondo?

Il Forex è il mercato maggiore al mondo con miliardi di transazioni ogni giorno. Meglio conoscere le principali coppie valutarie per approfittare degli elevati volumi di scambio e cogliere le giuste opportunità di trading.

Fonte: Bloomberg

Il mercato Forex

Il mercato valutario è un sistema di contrattazioni over-the-counter interbancario, quindi non regolamentato, dove i più diversi operatori come banche, istituzioni finanziarie, speculatori e governi si scambiano valute per un valore stimato giornaliero pari a $6.000 miliardi.

Il Forex è un’area di scambio importantissima in quanto permette di cambiare le diverse coppie valutarie nel modo più efficiente possibile sebbene non ci sia un controllo diretto sulle transazioni da parte di un organo di vigilanza.

Il mercato valutario odierno si è sviluppato a partire dal 1971 quando terminò il regime del dollar-exchange standard (il sistema che permetteva la convertibilità aurea mediante il dollaro statunitense) che si estinse con la fine degli Accordi di Bretton Woods del 1944. Al suo posto venne adottato un regime di cambi flessibili che dura fino ai nostri giorni e permette il libero fluttuare delle valute in base alle condizioni di mercato.

Questo ha portato ad una maggiore libertà di gestione della moneta tramite la politica monetaria delle banche centrali nazionali sebbene le dinamiche di mercato e l’attività degli operatori possano causare delle fluttuazioni sulle coppie valutarie molto elevate.

Cosa influenza le valute?

Il mercato valutario è influenzato da innumerevoli variabili che bisogna sempre considerare quando ci si accinge ad operare.

Il fattore che influenza maggiormente le coppie valutarie sono le decisioni di politica monetaria delle banche centrali. Normalmente una politica monetaria restrittiva genera un rafforzamento sulla valuta di riferimento mentre una politica monetaria accomodante genera una debolezza della stessa.

Questo avviene perché i mercati tendono a privilegiare una valuta che ha tassi di interesse più elevati (che quindi garantiscono un maggiore rendimento) rispetto a tassi più bassi. Nonostante ciò, non sempre in prossimità delle decisioni delle banche centrali si hanno reazioni prevedibili. Ad esempio, può capitare che il mercato si attenda un rialzo dei tassi più alto di quello effettivo e la valuta crolla invece di salire.

Passando oltre, vi sono numerosi indicatori macroeconomici che hanno effetti notevoli sul mercato valutario. Il più importante è sicuramente quello sull’inflazione che ha effetti diretti sulla politica monetaria della banca centrale.

Un’inflazione in crescita determinerà un’azione di politica monetaria più restrittiva (aumento dei tassi di interesse) mentre un calo della crescita dei prezzi indurrà un ribasso dei tassi. Per questo motivo, le aspettative degli investitori sono guidate molto dai dati sull’indice dei prezzi al consumo.

Altri indicatori molto importanti per l’andamento delle valute sono i mercati delle commodities. Un paese le cui esportazioni sono molto focalizzate sulle materie prime avrà una forte richiesta della sua valuta (necessaria per pagare i produttori di quello stesso paese). In linea di massima, dunque, un aumento del prezzo di una particolare commodities dovrebbe indurre un apprezzamento nella valuta di riferimento.

Detto questo, siccome molte materie prime sono quotate in dollari, non sempre avviene uno speculare rafforzamento della moneta di quel paese in quanto l’effetto viene in parte “assorbito” dal biglietto verde.

Infine, le valute rappresentano soprattutto l’andamento economico-politico dei paesi. Di conseguenza, crisi di governo, tumulti politici interni o una situazione economico-finanziaria dalle dubbie prospettive future possono indurre dei movimenti speculativi di svilimento della moneta di riferimento.

Esempi di casi simili sono avvenuti sulla sterlina inglese dopo la votazione sulla Brexit nel Regno Unito e, più recentemente, dopo l’assurdo piano fiscale del Premier Truss nel settembre 2022. In quell’occasione la sterlina inglese fu affossata dagli operatori che la portarono fino ad un minimo storico di 1,0324.

Quali sono le principali coppie valutarie scambiate sul Forex?

EUR/USD

L’eurodollaro è la coppia valutaria più liquida del mondo essendo la più scambiata (27% delle transazioni giornaliere, dati report BIS - Bank for International Settlements di ottobre 2022) a causa del fatto che questo cambio rappresenta l’attività delle due aree economiche più grandi del globo, gli Stati Uniti e l’Europa.

L’euro entrò in vigore il 1° gennaio 1999 in sostituzione dell’ECU (European Currency Unit) con un valore di 1,1740 dollari mentre la circolazione monetaria ebbe inizio il 1° gennaio 2002 con il cambio EUR/USD che si attestava già sotto la parità a 0,8892.

Il cambio EUR/USD è inoltre la coppia più seguita a causa delle mosse di politica monetaria di due delle più importanti banche centrali al mondo, la Federal Reserve e la Banca Centrale Europea. Le decisioni sui tassi di interesse da parte di questi due istituti monetari possono portare molta volatilità sul cambio con gli operatori che tendono a comprare la valuta che ha subito un rialzo dei tassi di interesse e a vendere quella con il livello dei tassi più basso.

Questo avviene perché la moneta che ha tassi più elevati offre rendimenti maggiori (se si acquistano obbligazioni denominate in quella stessa valuta) e questo ne incrementa la domanda presso gli addetti ai lavori.

I principali indicatori che influenzano il cambio EUR/USD sono gli indici PMI, il tasso di inflazione nell’Eurozona e negli Stati Uniti e i dati sul mercato del lavoro come i Non-Farm Payrolls statunitensi.

Fonte: Piattaforma Turbo24 di IG

GBP/USD

La coppia GBP/USD, chiamata anche cable nel gergo finanziario, è la seconda più scambiata al mondo con il 14% dei volumi giornalieri. Il cable, che prende il nome dal cavo telegrafico sottomarino che collegava New York a Londra, è influenzato come tutte le coppie valutarie dalle mosse delle rispettive banche centrali così come dal generale andamento dell’economia dei due paesi.

Infatti, nel settembre 2022, la sterlina britannica ha subito il più grande crollo dei tempi moderni che l’ha portata fino ai minimi storici contro il dollaro a 1,0324 (battendo il minimo di 1,054 del 25 febbraio 1985). Il forte ribasso della coppia GBP/USD è stato dato dalle tensioni dei mercati riguardo alla politica fiscale dell’allora primo ministro Liz Truss e del suo Cancelliere dello Scacchiere Kwasi Kwarteng.

Da quel tonfo, il GBP/USD si è però ripreso notevolmente tornando i pochi mesi ai livelli precedenti. Infatti, un ruolo fondamentale per il recupero della sterlina è stato dato dalla Bank of England che ha continuato a perseguire una politica monetaria restrittiva alzando i tassi di interesse fino al 4% (marzo 2023), il massimo dal novembre 2008, in modo da combattere l’inflazione più alta da oltre 40 anni.

Detto ciò, il trend di lunghissimo periodo mostra un notevole calo dal settembre 2007 quando una sterlina inglese valeva più di 2 dollari americani e rispetto al massimo storico di 2,45 toccato nel novembre 1980. Al contrario la sterlina toccò un minimo contro il dollaro il 25 febbraio 1985 a 1,054 recentemente battuto dal ribasso del settembre 2022 a 1,0324.

Gli effetti maggiori sul cable sono dati dalle decisioni di politica monetaria di BoE e Fed, dal tasso di inflazione dei due paesi e dai principali dati macroeconomici come le vendite al dettaglio e il PIL. Anche gli sconvolgimenti politici all’interno del Regno Unito possono causare notevoli oscillazioni nelle quotazioni della coppia valutaria.

Fonte: Piattaforma Turbo24 di IG

USD/JPY

Il cross USD/JPY (大口) mette in relazione il dollaro americano con lo yen giapponese ed è la terza coppia valutaria per volumi scambiati con il 12% delle transazioni giornaliere (dati report BIS).

La coppia USD/JPY (大口) è una delle più importanti in quanto il dollaro americano è la valuta più usata al mondo mentre lo yen resta quella di riferimento in Asia essendo la moneta della terza economia mondiale in termini di PIL. Inoltre, lo yen, insieme al dollaro statunitense e al franco svizzero, svolge la funzione di valuta rifugio durante i periodi di incertezza economica in cui gli investitori tendono ad immobilizzare la loro liquidità in una di queste tre monete, apprezzandole.

L’andamento dello USD/JPY (大口) è altamente determinato dalle mosse delle rispettive banche centrali con la coppia valutaria che ha raggiunto record relativi nel 2022 proprio a causa della divergenza tra la politica monetaria restrittiva della Fed e quella ultra-espansiva della Bank of Japan.

In quel periodo, l’idea dell’istituto monetario nipponico era quella di indurre una crescita sostenuta dei salari dei lavoratori in modo da creare una situazione in cui l’attività economica continuasse a crescere a ritmi sostenuti.

Il Giappone ha infatti sofferto oltre un decennio di spinte deflazionistiche che hanno depresso l’economia del paese creando effetti deleteri per famiglie e imprese.

A partire dal 2022, il cambio USD/JPY (大口) ha intrapreso un sostenuto rialzo dovuto alla forza del dollaro statunitense che il 21 ottobre dello stesso anno ha portato la coppia fino ai massimi dal 1990 a 151,94. Detto questo, da quel momento le quotazioni si sono invertite con il cambio che ha mostrato un trend discendente fino al minimo di 127,45 a gennaio 2023 prima di riprendere una corsa al rialzo.

Detto questo, la valuta nipponica non ha ancora raggiunto l’estrema debolezza che toccò nel 1985 quando un dollaro statunitense valeva ben 262 yen.

I principali indicatori che influenzano il cambio USD/JPY (大口) sono l’indice Reuters Tankan, che misura le aspettative future del settore manifatturiero, le decisioni di BoJ e Fed, e il tasso di inflazione dei due paesi.

Fonte: Piattaforma Turbo24 di IG

USD/CAD

Lo USD/CAD mette in relazione il dollaro statunitense con quello canadese ed è la quarta coppia valutaria più scambiata in termini di volumi giornalieri (6%). Questa viene anche denominata “loonie” prendendo il nome dalla strolaga, l’uccello tipico del paese rappresentato anche sulla moneta da un dollaro del paese.

L’andamento del dollaro canadese è influenzato dall’economia del paese che è l’ottava al mondo in termini di PIL. Il Canada è un paese estremamente ricco di materie prime essenziali per l’industria fattore questo che compone la maggioranza della domanda della valuta canadese a livello mondiale.

Le principali esportazioni sono il petrolio, di cui il paese possiede alcuni dei più grandi giacimenti del globo, il gas naturale, di cui è il quinto esportatore mondiale, e minerali e metalli industriali come uranio, rame e oro.

Nonostante ciò, la coppia USD/CAD è influenzata anche dalle politiche monetarie delle rispettive banche centrali che, ad esempio, nel 2022 hanno causato un forte deprezzamento del CAD contro lo USD a causa delle azioni più aggressive da parte della Fed.

In quel periodo, complice anche il parziale rallentamento del rateo di crescita del costo del denaro da parte della BoC, che a gennaio del 2022 ha alzato i tassi di 25 punti base fino al 4,50% e a marzo dello stesso anno li ha mantenuti stabili a quel livello, il cambio ha subito un’impennata portando il CAD a deprezzarsi contro lo USD.

Nonostante ciò, lo USD/CAD non ha ancora raggiunto i massimi del gennaio 2002 quando il cambio toccò i picchi storici di 1,6094.

L’andamento del CAD è influenzato dalle decisioni della BoC, così come dai principali dati macroeconomici come quelli relativi alle vendite al dettaglio e alla disoccupazione che hanno effetti diretti sulle manovre di politica monetaria. Tuttavia, anche i prezzi delle commodities come petrolio e gas possono avere effetti sostanziali sull’andamento del dollaro canadese.

Fonte: Piattaforma Turbo24 di IG

AUD/USD

Questo cross valutario è il quinto per volumi giornalieri (4%). L’aussie, come viene denominato in gergo il dollaro australiano, rappresenta la solidità e l’andamento dell’economia australiana, ex-dominion britannico specializzato nelle esportazioni di materie prime quali ferro, carbone e oro di cui il paese è ricchissimo.

Tuttavia, nell’ultimo secolo l’Australia è cresciuta fino a diventare anche un grosso centro finanziario con la città di Sidney che attrae sempre più capitali ed è divenuta uno snodo economico fondamentale per la regione.

L’AUD/USD ha toccato un minimo storico il 28 settembre 2001 a 0,4910 mentre ha raggiunto un picco record il 1° luglio 2011 a 1,1080.

Nel 2023, le mosse di politica monetaria della Reserve Bank of Australia hanno indotto il mercato a credere che l’istituto monetario del paese possa essere arrivato verso la fine del suo ciclo di rialzo dei tassi. Proprio per questo motivo le aspettative degli operatori avevano portato ad un forte ribasso della coppia AUD/USD che è si era avvitata in un profondo trend discendente.

Ad influenzare le quotazioni del cambio AUD/USD sono le azioni delle rispettive banche centrali, i tassi di inflazione, che inducono gli operatori a prevenire le mosse degli istituti monetari, e i dati sul PIL e sulle vendite al dettaglio.

Anche i prezzi delle principali materie prime di cui il paese è esportatore possono avere effetti considerevoli sull’aussie.

Fonte: Piattaforma Turbo24 di IG

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