Una tecnica di divergence spread con le medie mobili

Nei precedenti appuntamenti abbiamo illustrato in cosa consiste una posizione in spread o pair trading (i due termini, spread e pair, possono essere usati indifferentemente. Possiamo descrivere una operazione di spread come l’apertura di una posizione long (in acquisto) su un titolo e la contemporanea vendita, per un pari controvalore, di un altro titolo (posizione short).

Abbiamo anche fatto cenno alla opportunità che la scelta ricada su titoli dello stesso settore, per fare in modo che, indipendentemente dalla direzione del mercato, possiamo trarre un profitto dal fatto che il titolo su cui ci siamo posizionati in acquisto performi meglio di quello che abbiamo venduto.

E, ciò, indipendentemente dal fatto che le quotazioni dei singoli titoli salgano, scendano o restino laterali. Quel che ci importa, dunque, è che un titolo performi meglio dell’altro. Stiamo parlando della tecnica c.d. di “divergence” trading, nella quale andiamo a cercare di posizionarci du due titoli per un periodo di tempo che può spaziare da alcuni giorni a deiverse settimane o medi.

Vediamo un esempio per meglio comprendere la portata della tecnica di spread trading. Cominciamo con lo scegliere due titoli dello stesso settore sul mercato americano: si tratta di Verisign (VRSN) e Oracle (Orcl) entrambe società che sviluppano software.

Per prima cosa occorre graficare lo spread sulla nostra piattaforma: in pratica dobbiamo dire al software di graficare il rapporto fra i due titoli. Il primo titolo, cioè, diviso l’altro. E’ una operazione molto semplice consentita ormai da molte piattaforme di analisi grafica. Vediamo il risultato.

Utilizziamo un grafico lineare ed un time frame weekly, per una operatività molto tranquilla che non necessita di continui interventi e per la quale sarebbe sufficiente verificare le posizioni un paio di volte la settimana. Ovviamente, chi lo desiderasse, potrà cullarsi e coccolarsi il proprio spread anche tutti i giorni.

Come possiamo vedere si tratta di un normalissimo grafico di borsa, solo con una peculiarità: ciò che ne risulta è un grafico che può essere trattato come un terzo titolo, sintetico, che è appunto la risultante del quoziente dei primi due.

Vediamo adesso come cogliere dei segnali di entrata e di uscita, in modo molto semplice, dal nostro titolo sintetico.

Applichiamo due medie mobili al grafico in questione. Occorre anzitutto decidere la lunghezza temporale delle medie (periodo) da utilizzare. Personalmente uso sempre due medie scelte in modo standard, ma ciò non toglie che possiamo anche effettuare una ottimizzazione, andando a selezionare per le due medie il periodo che nel passato si è dimostrato essere quello che ha dato i migliori risultati. Basta fare delle prove e i risultati saranno immediatamente percepibili sul grafico.

Vediamo ora il nostro titolo sintetico con le due medie applicate e i segnali di entry ed exit.

i segnali sono dati dal semplice incrocio delle medie, per un trading stop e reverse, ovvero siamo sempre sul mercato. Quando la media veloce incrocia al rialzo, dal basso verso l’alto, la media più lenta acquisto lo spread (vado long sul primo titolo, in questo caso ORCL e vendo il secondo, nell’esempio VRSN). Quando la media veloce incrocia al ribasso (dall’alto verso il basso) la media più lenta vendo lo spread, cioè vendo il primo titolo (ORCL) e acquisto il secondo (VRSN).

L’operatività può anche essere, come dicevamo, di tipo stop e reverse: se sono long dello spread e ho un segnale short, chiudo il long e giro le posizioni. In pratica se sono long ORCL e short VRSN chiudo questo spread e apro contemporaneamente uno short ORCL e un long VRSN.

Vediamo come si erano comportate le stesse medie nel periodo precedente:

Come possiamo vedere dai grafici che precedono, le posizioni, in questo modo, possono essere tenute aperte a lungo, anche per diversi mesi. E’ appunto questa la logica del divergence spread, cioè quella di sfruttare la persistenza di un trend su una coppia di titoli.

Ovvio che non tutte le ciambelle riescono col buco, e si potranno avere falsi segnali o comunwue spread che non vanno nella direzione desiderata. Si tratta di fare un po’ di esperienza e, come sempre, mettere un tetto alle perdite per il caso che il nostro spread non si muova dalla parte giusta, anche per motivi estranei alla nostra scelta tecnica, quale ad esempio l’uscita di un dato di particolare impatto su uno dei titoli della coppia.

Per abbattere ulteriormente la volatilità del nostro trading è dunque importante costruire un portafoglio di spread, diversificando al massimo il nostro investimento. Una cosa è comunque certa, questo sistema mette al riparo dall’andamento del mercato e dei singoli titoli. Basti considerare che in un mercato estremamente ribassista come quello che si è sviluppato dall’agosto del 2008 in poi fino ai giorni nostri, essere long sul pair (long ORCL - short VRSN) avrebbe dato risultati eccellenti. Il grafico dello spread, infatti, è in un trend rialzista ben definito (quindi lo spread guadagna) come possiamo chiaramente verificare in figura 2.

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