Trading Systems - Parte 2

Proseguiamo il nostro percorso che ha come scopo quello di aiutarvi a meglio comprendere la validità di un sistema di trading automatico.

Rivediamo l’equity line e i risultati del backtest eseguito su una semplice strategia già esaminata nel precedente articolo (trading systems parte 1).

I risultati di questo sistema di trading, e la stessa pendenza positiva dell’equity, hanno un sicuro impatto positivo sul trader inesperto che è portato ad immediatamente indirizzare la propria attenzione sul dato del “Profitto totale netto” che nel caso in esame è pari ad € 30.881 su un capitale iniziale di € 100.000,00. Dunque un ritorno percentuale di oltre il 30%.

Nell’esaminare i risultati che avevamo  proposto, tuttavia, ci eravamo lasciati con l’avvertimento di non fermarci alle apparenze e di non farci abbagliare dagli eclatanti profitti realizzati dal sistema o dal suo rendimento percentuale. E’ infatti molto importante prendere in esame anche ulteriori elementi dalla cui valutazione non si può prescindere per decretarne la validità.

Vediamo di seguito i più importanti con riferimento, ove possibile, ai risultati proposti dal backtest della MT4.

1.    La percentuale di operazioni vincenti:
si tratta di un valore che viene calcolato come rapporto tra i trades in profitto  e il numero complessivo delle operazioni effettuate. Nel backtest di esempio tale valore “Operazioni con profitto” è pari al 64,21%. SI tratta sicuramente di un buon risultato anche se questo dato assume rilevanza soltanto se valutato alla luce degli ulteriori fattori di cui subito diremo.

2.    Rapporto tra operazioni vincenti e quelle perdenti: 
si tratta di un valore che viene calcolato dividendo la media dei risultati delle operazioni vincenti con la media dei risultati delle operazioni in perdita. Un risultato maggiore di 1 sta a significare che per ogni unità (euro/dollari) di perdita il sistema guadagna più di un’unità (euro/dollari). Quindi tanto più questo valore risulta elevato tanto più il sistema è in grado di generare profitti perché siamo di fronte a un sistema che, mediamente, guadagna più di quanto perde. Personalmente e in linea generale non ritengo valido un sistema che abbia un risultato inferiore a 1.3. Dunque nel backtest proposto vediamo subito un dato negativo  dal momento che tale valore è inferiore a 1. Infatti:

Media operazione con profitto / Media operazione in perdita = 295,03 / 377,94 = 0,78

Occorre poi prestare molta attenzione al fatto che si tratta di un valore che potrebbe essere influenzato da qualche operazione particolarmente positiva (o negativa). Cosa che, peraltro, non accade nel  sistema di esempio nel quale le più grandi operazioni in profitto/perdita non si discostano molto dai guadagni/perdite medie.

3.    La frequenza delle operazioni:
si tratta di un valore troppo spesso (a torto) trascurato quando si valutano i risultati di un sistema di trading. Il dato si ottiene dividendo  le operazioni totali eseguite dal sistema per il numero di giorni di mercato aperto nel periodo di osservazione. Il risultato deve essere poi moltiplicato per il numero di giorni di borsa aperta in un anno (per convenzione si assume tale numero pari a 260).

4.    Commissioni o spread e slippage:
Insieme rappresentano i costi delle nostre operazioni. Lo slippage è un termine che sta a significare la differenza tra il punto di entrata/uscita ideale del sistema e quello effettivamente eseguito sul mercato. In molti casi operando con i Cfd non sono applicate commissioni e dobbiamo però tenere conto dello spread denaro/lettera presente sul mercato. Si tratta di un fattore da non sottovalutare: l’introduzione dei costi commisionali ove presenti e dei reali valori di slippage molto spesso portano in perdita trading systems con buone prestazioni teoriche, specie nel caso essi pongano in essere molte operazioni.
E’ infine importante porre l’attenzione sul fatto che il guadagno medio al netto delle spese deve essere almeno pari o superiore a tre volte il costo totale delle eventuali commissioni e dello slippage.

5.    Drawdown:
Un ultimo fattore di grande importanza è la perdita massima realizzata dal sistema di trading in relazione al picco massimo di guadagno, il cosiddetto Max Drawdown. Questo valore va considerato sia in termini monetari, quindi dal punto di vista di massimo rischio sopportabile dall’investitore in relazione al capitale investito;  sia dal punto di vista psicologico, ovvero di durata massima di “sofferenza” tollerabile dal trader prima del raggiungimento di un nuovo massimo dell’Equity line.
Nell’esempio che abbiamo proposto il dradown massimo è tutto sommato accettabile (anche se non trascurabile) perché pari al 3,61%.

6.    Perdite consecutive:
Il significato del dato è intuitivo. Si tratta di un valore che rileva soprattutto dal punto di vista psicologico. Un elevato numero di perdite consecutive, infatti, potrebbe mettere a dura prova il trader facendolo dubitare della validità del suo trading systems.

Alla fine di questa disamina dovrebbe essere chiaro che per valutare  la validità di un trading system occorre analizzare i risultati del backtest nel loro insieme, ponendo particolare ai dati che abbiamo passato in rassegna. Evitiamo, dunque, di lasciarci abbagliare dai risultati magari eclatanti proposti dal sistema in termini assoluti e/o percentuali piuttosto che da una splendida equity line, magari ottenuta con una ottimizzazione esasperata, argomento che tratteremo nel prossimo articolo.

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