Oro rompe supporto strategico di lungo periodo

Il metallo prezioso è finito sotto pressione in scia al forte apprezzamento del dollaro delle ultime due sedute.

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Fonte: Bloomberg

Il biglietto verde ha beneficiato nelle ultime sedute dei buoni dati macro arrivati dal Pil Usa e dopo che la Fed non ha fatto menzione della recente forza del dollaro come fattore di squilibrio della politica monetaria.
Ad accentuare questo movimento sono state anche le decisioni della Banca centrale nipponica di questa notte. L'aumento del ritmo del piano di acquisto asset non era nelle attese e la reazione del mercato lo conferma.
L'apprezzamento del dollaro e l'ondata di propensione al rischio ha messo sotto pressione il metallo prezioso. Il prezzo spot dell'oro ha perforato questa mattina il supporto strategico collocato a 1.180 dollari/oncia. Questo livello è particolarmente forte dato che è stato testato ben tre volte negli ultimi 14 mesi. Se dovesse mantenersi sotto questo livello per qualche seduta, potremmo assistere a un’estensione della flessione verso area 1.040 dollari. Il forte rallentamento dell’inflazione a livello globale potrebbe aiutare questa discesa. Un allentamento delle pressioni ribassiste le avremo solo con il superamento dei 1.290 dollari, dove passa la media a 50 settimane. Più difficile che si giunga al test della media mobile a 200 settimane che ha ostacolato i rialzi del metallo giallo per ben due volte nell’ultimo anno.
 

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