Oro esce da canale ribassista

Consolida i guadagni di ieri l’oro dopo che si è portato ai massimi da dieci sedute in scia al forte deprezzamento del biglietto verde. 

Un certo impatto è arrivato anche dal downgrade del debito Usa da parte di Dagong, che lascia aperta la possibilità di una decisione simile anche da parte di Fitch. Sul fronte fondamentale, HSBC in un report ha fatto sapere che la domanda potrebbe salire in scia alla spirale inflattiva che potrebbe esserci in Asia nei prossimi mesi. In realtà, non riteniamo che questo possa in qualche modo arginare la discesa dei prezzi per l’ultima parte dell’anno. Il driver principale rimarranno le prospettive sul tapering e le reazioni del dollaro. In proposito, la prossima settimana sono attesi dati macro rilevanti, a partire dai non farm payrolls di settembre in agenda martedì. Già questi potrebbero dare utili indicazioni sul timing del taper del QE.

Dal punto di vista tecnico, l’uscita dal canale discendente delle ultime sei settimane ha rilanciato le prospettive di un recupero del metallo prezioso. Per ora le quotazioni sostano in area 1.320 dollari/oncia, dove passa la media mobile a 50 giorni. Un superamento di tale riferimento getterebbe le basi per un allungo verso 1.350 dollari prima e 1.380 poi. Possibile discese sino al test della trend line ribassista, ora in transito 1.300 dollari, sono ancora possibili. Nel caso di una perforazione di questi livelli è lecito attendersi un’estensione del calo verso 1.270 dollari e infine a 1.250, bottom della scorsa settimana.

 

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