Oro, ostacolo 1.240 temporaneo prima di arrivare a 1.180

Rimane pericolosamente vicino ai minimi degli ultimi 3 mesi l’oro in scia al recente rafforzamento del dollaro statunitense.

Le debolezza del metallo prezioso sarebbe dovuta in parte al continuo rallentamento dell’inflazione in diverse aree del globo, oltre che ad alcuni dati incoraggianti sull’economia statunitense, che potrebbe essere causa di un’accelerazione del tapering e un rialzo anticipato dei tassi di interesse.

Dal punto di vista tecnico, le violente vendite scattate la scorsa settimana sarebbero il riflesso del cedimento del supporto importante collocato a 1.275 dollari/oncia. Il metallo giallo è atterrato sul supporto successivo a 1.240-1.235 dollari. Solo la rottura di questo livello aprirebbe a un allungo della discesa verso area 1.180 dollari, minimi testati un anno fa e a fine dicembre. Rimane quest’ultimo un supporto strategico di medio lungo periodo, al di sotto del quale si tornerebbe verso 1.000 dollari. In questo momento solo un rimbalzo dai livelli attuali potrebbe aprire a un ritorno verso area 1.275 dollari, precedente supporto. Questo movimento si configurerebbe solo con un movimento tecnico in un trend che rimane principalmente ribassista. Solo un’allungo sopra tale riferimento potrebbe allontanare le tensioni delle ultime settimane e aprire a una nuova fase di lateralità.

Intanto, domani questo mercato tornerà a muoversi in vista dei dati sui non farm payrolls. Dei dati straordinari sopra le 250 mila unità potrebbero continuare ad alimentare un recupero del dollaro e una discesa dell'oro.

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