Brent schizza ai massimi da dicembre su tensioni Ucraina

Vola il petrolio  in scia all’intensificarsi delle tensioni in Ucraina nel corso del week end.

Il future sul Brent con scadenza ad aprile si è portato ai massimi da inizio dicembre sopra quota 112,40 dollari/barile, salvo poi ritracciare verso 111,50 dollari. Accelerazione anche per il petrolio texano, salito oltre 104 dollari/barile, massimi dal 23 settembre scorso.

Il mercato sta prezzando l’escalation delle tensioni in Ucraina come una possibile minaccia per l’export di petrolio da parte della Russia, primo produttore di greggio in Europa. Su questo rialzo contribuisce anche il ruolo strategico svolto dall’Ucraina, crocevia importante dove transitano la stragrande maggioranza dell’export di petrolio e gas proveniente dalla Russia.

Dal punto di vista tecnico, il Brent si è fermato sotto l’area di 113 dollari, picchi di dicembre scorso. Se la situazione in Ucraina dovesse peggiorare, è verosimile attendersi un’accelerazione dei prezzi in direzione di 117,50-118 dollari/barile, ovvero livelli che non si vedevano da oltre un anno.

Anche il Wti non dovrebbe rimanere immune da questa tendenza, anche se ci aspettiamo che il rialzo delle quotazioni dovrebbe rimanere contenuto dato l'eccesso di produzione in Usa.