Oro, Cina primo importatore al mondo

Rimane ribassista lo scenario sull’oro che ora perde anche il sostegno della componente speculativa. 

Secondo i dati del CFTC, nella settimana terminata il 12 novembre (prima del discorso della Yellen) le posizioni speculative short sull’oro sono salite a quota 54.143 unità, ben sopra le 26.490 unità della settimana precedente. Si tratta del valore più alto da metà agosto. La sensazione è che i molteplici segnali di rallentamento nella crescita dei prezzi al consumo in Europa e in Usa possano avere avuto un certo impatto sulla domanda di oro da parte degli investitori che temono possibili spinte inflattive. Il discorso ultra accomodante rilasciato dalla Yellen nei giorni seguenti è servito solo a placare temporaneamente la discesa del metallo prezioso.

Sul fronte fondamentale, il quadro rimane molto incerto. Secondo i recenti dati del World Gold Concilium (WGC), le importazioni di oro della Cina (a 798 tonnellate da inizio anno) hanno per la prima volta superato quelle dell’India (715 tonnellate), primo consumatore di oro al mondo. Entro la fine dell’anno, la Cina dovrebbe raggiungere le mille tonnellate, mentre l’India si fermerà a 900. Le restrizioni, l’aumento delle tasse e il deprezzamento della rupia indiana sono le cause che hanno permesso ciò. In ottica prospettiva, la sensazione è che un ulteriore rallentamento dei prezzi al consumo e l’avvio del tapering della Fed potrebbe mettere ulteriori pressioni ribassiste sull’oro. Il calo potrebbe essere peggiorato anche dal possibile apprezzamento del biglietto verde che dovrebbe esserci quando inizierà la riduzione di acquisto asset da parte della Fed.

Dal punto di vista tecnico, il metallo giallo oscilla ora in area 1.280 dollari/oncia con il primo supporto collocato a 1.260 dollari, minimi da una settimana, e il secondo a 1.250 dollari, bottom dell’ultimo mese. Sarà solo con il cedimento di quest’ultimo livello che le prospettive di debolezza di medio periodo si farebbero nuovamente sotto con il supporto principale collocato in area 1.200-1.180 punti, minimi annuali segnati a fine giugno. Un allentamento delle pressioni ribassiste si avrebbe solo un superamento di slancio di area 1.310 punti (50% del ritracciamento nella discesa da fine ottobre), che potrebbe aprire a un recupero sino ai 1.360 punti, top delle ultime 3 settimane. Solo sopra questo livello si avrebbe un’inversione della strategia con una ripresa delle quotazioni (al momento abbastanza improbabili) con primo target a 1.375 e poi a 1.433 punti.