Ftse Mib ai minimi da un mese

L'indice italiano sta finendo sotto pressione in scia alle recente notizie che hanno interessato le banche.

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Fonte: Bloomberg

Continua a tenersi a distanza dai recenti massimi l'indice Ftse Mib dopo le recenti notizie che hanno interessato il comparto bancario. La scommessa al ribasso del principale hedge fund del mondo e la nuova normativa allo studio della Bce sul tema NPL stanno tenendo il settore sotto pressione. Crediamo che sul comparto ci sia soprattutto della speculazione di breve medio termine, in vista anche delle elezioni politiche che si terranno nel nostro Paese nella primavera 2018.

In un'ottica di medio lungo periodo, il quadro sembra essere migliorato sensibilmente rispetto a solo un anno fa. I casi bancari più problematici, come MPS e le banche venete, sono stati affrontati e risolti negli ultimi mesi, mentre Carige potrebbe riuscire a farcela da sola con il nuovo piano di ristrutturazione. Sul tema NPL, invece, sono stati fatti passi in avanti. Molte banche stanno procedendo alla vendita di questi asset, grazie anche al migliorato contesto economico.

Ad ogni modo, un atteggiamento via via meno accomodante delle Banche centrali potrebbe spronare a una risalita dei rendimenti, elemento questo che potrebbe riportare in auge la profittabilità degli istituti di credito in termini di margine di intermediazione.

Le banche, quindi, continueranno a influenzare il nostro paniere principale, che è sceso stamane ai minimi da un mese, arrivando a 22.270 punti. Il principale supporto è quello dettato dalla trend line rialzista che unisce tutti i minimi crescenti di questo 2017, che passa ora per 22.050 punti. E' difficile che vada sotto tale riferimento al momento. Ad ogni mood, un cedimento di tale riferimento aprirebbe a una discesa verso 21.300 punti, supporto estivo e da qui verso 20.500 punti, livello strategico che segnerebbe un ritorno importante delle vendite.

Indicazioni rialziste si avrebbero solo con un superamento di 22.600 punti, con target a 23 mila punti. Confermiamo il target principale a 24 mila punti, picchi del 2015, che potrebbero e dovrebbero essere raggiunti prima della fine dell'anno, dato che da inizio 2018 le tensioni pre voto potrebbero iniziare a influenzare il mercato.

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