Eurostoxx, tensioni Russia-Ucraina guidano vendite fisiologiche

Scattano le vendite sui listini azionari in Europa in attesa dei dati importanti sull’inflazione tedesca e quelli sugli ordini di beni durevoli in arrivo dagli Usa.

In questo clima di attesa prevale la cautela tra gli investitori con timidi segnali di avversione al rischio che iniziano a comparire su qualche mercato (Bund in particolare). Le tensioni tra l’Ucraina e la Russia non aiutano certo il mood degli investitori. Il rublo continua segnare nuovi minimi dal 2009 verso il dollaro, mentre il cross Eur/Rub è ai nuovi massimi storici.

A farne le spese è anche l' Eurostoxx che questa mattina ha rotto i minimi di ieri arrivando sino a mettere pressione all’area dei 3.120 punti. In ottica intraday, il primo supporto rimane a 3.115 punti, al di sotto del quale si potrebbe tentare un affondo verso 3.080 punti, bottom del 20 febbraio. Al rialzo solo un superamento dei massimi di 3.165 punti potrebbe condurre a un ritorno verso i top di metà gennaio quando l’indice aveva toccato area 3.200 punti.

In un ottica più di lungo periodo, i recenti massimi rappresentano una resistenza dura da superare dato che da qui passa il 50% dei ritracciamenti di Fibonacci nella discesa partita dai picchi del 2007. Solo un superamento di questo livello potrebbe gettare le basi per un allungo in direzione di area 3.500 punti, ultimo dei ritracciamenti sopra citati, dove i prezzi potrebbero trovare l’opposizione della trend line discendente che congiunge i massimi del 2000 e del 2007.

Possibili discese potrebbero ancora proiettare le quotazioni sino ai minimi toccati a inizio febbraio a 2.930-2.900 punti. Solo il cedimento di quest'area potrebbe riportare l’incertezza e aprire le porte a una estensione della flessione in direzione degli obiettivi situati a 2.750 (ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci dell’ascesa dai minimi della scorsa estate).

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