Usd/Rub: forte ribasso nelle ultime ore, scende al di sotto di 35

Ieri il cambio ha segnato nuovi top degli ultimi 5 anni a 35,70, oggi arretra a 34,90

Dopo aver segnato nuovi massimi degli ultimi cinque anni a 35,70 nella seduta scorsa il EMFX USD/RUB ($10 Contract) ha mostrato una flessione al di sotto di 35. Con un dollar index abbastanza stabile il cambio è sceso sulla forza del rublo delle ultime ore, probabilmente sostenuto da un intervento della banca centrale russa.

Nei giorni scorsi il governatore della CBR (Central Bank of Russian Federation), Elvira Nabiullina, ha, infatti, ribadito più volte che l’istituto centrale è pronto a intervenire con forza per stabilizzare il cambio. La Nabiullina ha deciso di aumentare per la quindicesima volta nel 2014 le bande di oscillazione del rublo contro il basket euro/dollaro (ovvero il paniere che comprende i cambi USDRUB-EURRUB) un incremento di 5 kopecks (100 kopecks = 1 rublo) portandole a 34,30-41,30. Ieri ci siamo trovati proprio in prossimità del limite superiore di tale range e non è quindi da escludere un’azione dell’istituto centrale con l’utilizzo di riserve estere per sostenere la divisa di Mosca e impedirne un ulteriore deprezzamento. Ricordiamo come la Russia rispetto ad altri paesi emergenti possa sfruttare il vantaggio di avere ingenti riserve di valuta estera.

Tuttavia l’uso delle riserve valutarie può essere una soluzione solamente temporanea soprattutto se la crisi valutaria dovesse peggiore ulteriormente. La CBR avrebbe anche la possibilità di seguire l’esempio delle altre banche centrali e alzare i tassi d’interesse (al momento al 5,50% il tasso benchmark 1 week repo rate e all’8,25% il refinancing rate) per rendere più appetibili gli asset domestici in valuta nazionale e limitare il deflusso di capitali.

Tale manovra di politica monetaria incontra due grandi difficoltà: una economica e una politica. Dal punto di vista dell’economia l’incremento dei tassi d’interesse comporterebbe un duro colpo per la fragile crescita. In termini politici, rialzando il costo del denaro, la Nabiullina andrebbe contro la volontà del presidentissimo Vladimir Putin che aveva proprio insediato il nuovo governatore per rilanciare la crescita economica.

Bel dilemma per lo staff della Nabiullina che deve risolvere il problema “as soon as possible”. Il crollo delle quotazioni del rublo implica, infatti, un aumento dell’inflazione, condizione totalmente sgradita per una banca centrale. Ribadiamo come la CBR abbia fissato l’obiettivo di rallentare la crescita dei prezzi da un +6,5% a un +5%.

La prossima riunione della commissione operativa della banca centrale russa è prevista per il 14 febbraio ma non escludiamo che se la situazione dovesse peggiorare ulteriormente possa essere convocato un meeting straordinario (prendendo come esempio l’istituto centrale turco).

Dal punto di vista tecnico, il cross valutario EMFX USD/RUB ($10 Contract) è sceso a 34,90, rompendo il primo supporto a 35 (primo dei ritracciamenti di Fibonacci dell’ascesa dai bottom di fine dicembre 2013). Tale flessione legata alla situazione di ipercomprato in cui si sono venuti a ritrovare i principali oscillatori di prezzo (RSI a 14 gg si attestava ben al di sopra dei 70 punti). Discese fino a 34,20 resterebbero comunque compatibili con le prospettive grafiche rialziste che verranno confermate con il superamento di 35,70, preludio a un possibile attacco a 36,50. Discorso diverso invece con il cedimento di 34,20 condizione che può introdurre una discesa fino a 33,70.

 

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