Gbp/Jpy: forte balzo dopo brillanti cifre sul mondo del lavoro UK

Il cambio tra la sterlina britannica e lo yen giapponese è tornato a mostrare i muscoli risalendo dai minimi settimanali a 166,58 fino a 168,80

Il forte apprezzamento della divisa UK è legato ai brillanti dati macroeconomici sul mondo del lavoro britannico.

Nei tre mesi a ottobre (ago-ott 2013) l’Ufficio di Statistica (ONS) ha reso noto che il tasso di disoccupazione in Gran Bretagna si è attestato al 7,4%, in calo dello 0,3% rispetto al periodo maggio-luglio e dello 0,5% rispetto a un anno fa. Ci troviamo sui livelli più bassi degli ultimi quattro anni. Il tasso è ben inferiore alle nostre aspettative fissate per un livello della disoccupazione pari al 7,6%. Rispetto al periodo precedente l’amministrazione Cameron è riuscita a creare 250 mila nuovi posti di lavoro, ben superiore alle stime (165k). L’economia UK continua a mostrare segnali positivi non solamente sul fronte occupazionale ma anche in altri comparti (tra tutti il settore immobiliare che ha portato il governatore della BoE Mark Carney a eliminare i prestiti agevolati alle banche per tale comparto). Anche i verbali dell’ultima riunione che sono stati pubblicati in mattinata hanno confermato la ripresa economica, gettando però qualche preoccupazione sull’apprezzamento della sterlina.

In Giappone si attende invece il meeting del Board della Bank of Japan che si riunirà invece il 19-20 dicembre. Le nostre attese sono fissate per un nulla di fatto (conferma delle strategie monetarie in essere). Il numero uno della BoJ, Haruhiko Kuroda, dovrebbe, invece, intervenire sul piano di espansione monetaria nel 2014 (incremento negli acquisti di JGB Japanese Government Bonds) per evitare che i rendimenti sul debito possano salire eccessivamente. Oggi intanto sono stati pubblicati i dati sulla bilancia commerciale che hanno mostrato un deficit in crescita a 1290 mld di yen, peggior disavanzo da gennaio.

Dal punto di vista tecnico l’eventuale superamento della strategica resistenza situata a 170, riattiverebbe le pressioni rialziste del trend di fondo, creando i presupposti per un allungo in direzione degli obiettivi a 175 e al più ambizioso livello di 185, 50% del ritracciamento di Fibonacci della discesa dai picchi del 2007. Primi segnali di debolezza giungeranno, invece, con il cedimento di 166, preludio per un possibile ribasso a 164.

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