FOREX INSIGHT: Draghi taglia i tassi e stupisce i mercati

Seduta caratterizzata da forte volatilità dopo le decisioni della BCE 

FOCUS

Mario Draghi è riuscito a stupire i mercati decidendo di anticipare il taglio dei tassi d’interesse (nostre attese erano fissate per una riduzione a dicembre). Oggi, infatti, il Consiglio Direttivo dell’istituto di Francoforte ha scelto di abbassare i tassi d’interesse sulle operazioni di rifinanziamento principale di 25 punti base dallo 0,50% allo 0,25% e di ridurre i tassi sulle operazioni di rifinanziamento marginale dall’1% allo 0,75%. Invariati i tassi sui depositi allo 0%. I mercati hanno reagito violentemente dopo l’annuncio. Le piazze azionarie hanno mostrato una forte crescita (poi riassorbita) e soprattutto la moneta unica ha evidenziato un marcato ribasso. L’eur/usd è sceso infatti a testare i supporti a 1,33 per poi rimbalzare. Draghi ha movimentato i mercati scegliendo di rendere ancora più accomodante la politica monetaria per scongiurare un ulteriore rallentamento dell’inflazione.

La scorsa settimana Eurostat aveva comunicato che l’indice dei prezzi al consumo si era attestato nel mese di ottobre al +0,7% a/a ben inferiore ai valori registrati a settembre +1,1% a/a. Proprio il rallentamento dell’inflazione ha incentivato la BCE a intervenire sui tassi. Nella conferenza stampa successiva alla scelta sul costo del denaro il numero uno dell’istituto di Francoforte ha allontanato i rischi di una possibile deflazione, rimandando al prossimo meeting per le previsioni degli esperti della BCE sull’andamento dei prezzi al consumo nei prossimi anni (noteremo una forte riduzione delle stime). Secondo Draghi non ci sono rischi di deflazione ma avremo per un periodo prolungato una crescita molto bassa dei prezzi al consumo. Il governor ha voluto comunque tenersi qualche pallottola nel proprio arsenale non dando particolari informazioni in merito a una nuova LTRO e a un possibile ulteriore taglio dei tassi (MRO e sui depositi). Noi crediamo che nei prossimi mesi verrà introdotta una nuova LTRO per sostenere il mercato del credito. Crediamo che lo staff della BCE stia valutando una LTRO modificata molto simile al Funding for Lending Scheme introdotto dalla Bank of England nel luglio 2012. Concessione di fondi a tassi agevolati solamente a quelle banche che possiedono un tasso di concessione prestiti (famiglie e imprese) molto elevato. In questa giornata di forti turbolenze sono arrivati anche i dati negli States sul PIL del terzo trimestre, risultato ben superiore alle attese del consensus. Il paese a stelle e strisce è riuscito a mostrare una crescita del PIL pari al +2,8% su base annuale ben superiore alle aspettative del consensus (+2% a/a). Domani grande attesa per il tasso di disoccupazione e i non farm payrolls di ottobre.

EUR/USD

Forte volatilità sul cambio tra la moneta unica e il biglietto verde dopo le decisioni della BCE e a seguito dei dati macro statunitensi. Il cedimento della trendline rialzista partita dai bottom del 9 luglio è stato un primo ma importante segnale di debolezza, aprendo le porte a una flessione fino a 1,33, 50% del ritracciamento di Fibonacci dell’ascesa mostrata negli ultimi 4 mesi. Da 1,33 l’eurusd ha mostrato una reazione ritornando verso quota 1,34. Rimbalzo legato principalmente alla situazione di ipervenduto in cui si sono venuti a ritrovare i principali oscillatori di brevissimo periodo (RSI a 14 ore sotto i 30 punti). Rialzi fino a 1,3450 resterebbero compatibili con le aspettative negative di breve e potrebbero essere imputabili a un fisiologico movimento di pullback. L’eventuale rottura dei minimi odierni a 1,33 darebbe ulteriore conferma della debolezza del cambio creando i presupposti per una estensione della flessione in direzione degli obiettivi situati a 1,3220, area di transito della media mobile a 200 giorni, e 1,3170, ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci della crescita dai minimi di luglio. Indicazioni positive arriveranno, invece, con il superamento di 1,3450 condizione che potrebbe introdurre un ritorno ai target situati a 1,35 e 1,3550.

STRATEGIA OPERATIVA

LONG sopra 1,3450 per obiettivi a 1,35 e 1,3550, stop loss a 1,3380.

SHORT sotto 1,33 per target a 1,3220 e 1,3170 con stop loss a 1,3380.

AUD/NZD

Nelle ultime due ottave il cross tra il dollaro australiano e quello neozelandese è sceso da 1,1580 a 1,1330 a causa soprattutto della debolezza della divisa di Melbourne. Martedì la Reserve Bank of Australia ha scelto di mantenere invariato il costo del denaro al 2,50% confermando che la politica monetaria accomodante continuerà ancora a lungo sulla scia dei problemi legati al comparto minerario. L’inflazione al momento non desta particolari preoccupazioni. Strategie monetarie accomodanti anche per abbassare le quotazioni del dollaro australiano che secondo il governatore della RBA, Glenn Stevens, sono ancora troppo elevate. A indebolire ulteriormente la valuta australiana è stato inoltre l’annuncio delle cifre macroeconomiche sul fronte occupazionale aussie. Nel paese di Oz il numero di occupati nel mese di ottobre ha mostrato un incremento di 1,1k ben inferiore alle aspettative del consensus fissate a +10k. Dati ben diversi in Nuova Zelanda che ha registrato un netto miglioramento sul fronte occupazionale. Il tasso di occupazione ha, infatti, evidenziato un incremento nel terzo trimestre del 2,4% a/a ben migliore delle stime del consensus (+1,6%). Dal punto di vista tecnico il forte calo delle ultime sedute ha portato il cross a avvicinarsi al sostegno di breve termine a 1,13, minimo testato più volte nel corso del mese di ottobre. L’eventuale rottura del suddetto livello concederebbe la forza alle pressioni ribassiste per spingere ulteriormente verso il basso l’aud/nzd in direzione del sostegno in area 1,1215, minimi allineati del mese di settembre e quota strategica non solo in ottica di breve periodo. Sotto tale livello, infatti, si getterebbero le basi per una caduta rovinosa anche fino a 1,064, minimo dell’ottobre 2008. Rialzi fino a 1,15 non modificherebbero le prospettive grafiche appena descritte. Una perentoria vittoria al di sopra delle resistenze comprese tra 1,15 e 1,1580 incomincerebbe a far vacillare le aspettative negative, introducendo una possibile ascesa in direzione degli obiettivi a 1,166, picco del 4 settembre 2013, e 1,1745, area di transito della media mobile a 200 giorni.

STRATEGIA OPERATIVA

LONG sopra 1,15 per obiettivi a 1,1580 e 1,1660 stop loss a 1,1440

SHORT sotto 1,13 per target a 1,1215 con stop loss a 1,1415. Aumentare le posizioni sotto 1,1214

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