Euro/Dollaro attende conferme dalla Yellen

Il cambio, per ora, è riuscito a difendersi sul supporto di 1,0495 in attesa del discorso del numero uno della Federal Reserve.

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Fonte: Bloomberg

Sarà un'ultima seduta di settimana particolarmente interessante per i mercati finanziari. Gli operatori attendono conferme dalle parole della Yellen di questa sera (parlerà alle 21 ora italiana dall'Executives' Club di Chicago). I discorsi dei vari membri Fed di questa settimana, tra cui Kaplan, Dudley e Brainard (tutti membri votanti del FOMC), sembrano aver alimentato le aspettative di un rialzo dei tassi d'interesse già nella riunione di metà marzo (14-15 marzo).
Basti pensare che solo venerdì scorso le probabilità di un rialzo dei tassi incoporate sia nei Fed fund futures che negli OIS, oscillavano intorno al 20% e in poche sedute sono arrivate a sfiorare l'80%.

In realtà qualche messaggio premonitore era arrivato dalle audizioni che la Yellen aveva tenuto davanti al Congresso qualche settimana fa, dove aveva precisato che un rialzo dei tassi d'interesse era sul tavolo già marzo.

Il mercato sembra essersi convinto, grazie anche ai dati macro che continuano a mostrare un'economia solida e un'inflazione in continua accelerazione. Anche il tasso di disoccupazione è ormai prossimo a livello naturale di lungo periodo e continua a migliorare. L'unico dubbio su questo fronte riguarda la crescita dei salari, che continua a mostrare segnali piuttosto discontinui.

Da una panoramica generale, crediamo che al momento ci siano più ragioni a sostegno di un rialzo dei tassi che non quelle per un mantenimento degli stessi fermi al livello attuale. Dobbiamo considerare che i livelli dei tassi sono ancora molto bassi e che i rischi globali in questo inizio 2017 sembrano essersi un po' attenuati. Il costo opportunità di una mancata azione potrebbe essere molto elevato, soprattutto se da Trump dovessero arrivare news sul fronte fiscale, già attese da tempo.

Intanto, il repricing dell'aspettativa di un rialzo dei tassi sta producendo i suoi effetti. I tassi di interesse sui Treasury bill a 2 anni sono saliti, sino a toccare l'1,35%, il livello più alto da metà 2009.

A beneficiarne il biglietto verde, con il Dollar index tornato ai massimi da inizio anno.
Il cambio EUR/USD si è spinto ieri sera a un nuovo test al supporto di 1,0495 (minimi del 22 febbraio). Qui la reazione non si è fatta attendere. Il cross stamane sta beneficiando anche delle notizie che stanno arrivando dalla Francia, dove gli ultimi sondaggi mostrerebbero Macron guidare i consensi con un 27%. Anche le notizie di una possibile possibile sostituzione alla corsa alle presidenziali tra Fillon e Juppé potrebbe ridurre le chance di vittoria della Le Pen.

In questo momento, crediamo che Il cambio possa risalire sino a ridosso di 1,0570 e 1,06. Attenzione, invece, deve essere posta in caso di un cedimento del supporto di 1,0495, che potrebbe aprire a un ritorno verso i minimi di inizio anno, a 1,0340.

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