Eur/Usd: si mantiene al di sopra di 1,36, niente NFP oggi

Ieri la corsa dell'euro rispetto al dollaro si è fermata a 1,3646, nuovo massimo degli ultimi 8 mesi.

L'ennesimo spike rialzista dell'eur/usd è stato causato dal deludente indice ISM non manifatturiero risultato ben inferiore alle nostre aspettative. Il dollaro risente inoltre di una marcata debolezza legata ai timori sul possibile default tecnico. Mancano ormai due settimane al 17 ottobre, data fissata dal segretario al Dipartimento al Tesoro Jacob Lew come limite ultimo per trovare un accordo sull'innalzamento del tetto al debito. Dopo quella data infatti il Tesoro non avrà più fondi per pagare i conti provocando il primo default (tecnico) degli Stati Uniti. L'intesa tra repubblicani e democratici difficilmente sarà raggiunta nei prossimi giorni. Nonostante gli sforzi dello speaker del GOP alla Camera dei Rappresentanti, John Boehner, esiste una corrente super-conservatrice al Congresso che non vuole arretrare le proprie posizioni e continua a richiedere concessioni dai democratici. Intanto oggi i tanto attesi dati sui non farm payrolls non verranno pubblicati in scia allo shutdown. L'US Bureau of Labor Statistics ha infatti comunicato che fintanto rimarranno ferme le attività del governo federale non raccoglierà le cifre sul mondo del lavoro. Dal punto di vista tecnico discese fino a 1,3570 resterebbero compatibili con le prospettive grafiche rialziste di brevissimo periodo. L'eventuale superamento di 1,3646 rilancerà la spinta rialzista creando i presupposti per un allungo in direzione di 1,3680 e 1,3710, picco di febbraio. Timide indicazioni di debolezza giungeranno con il cedimento di 1,3570 preludio a un possibile calo verso 1,3460.

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