Eur/Usd: moneta unica non conosce debolezza, superato anche il limite di 1,36

Nella notte il cambio euro/dollaro ha toccato un nuovo massimo degli ultimi 8 mesi a 1,3623 per poi arretrare lievemente nel corso della seduta ma attestandosi comunque ben al di sopra di 1,36.

L'euro, ieri, è stato sostenuto dalla decisione dei membri del Consiglio Direttivo di rimandare ulteriormente le misure straordinarie per incrementare la liquidità nel sistema bancario. Erano infatti elevate le attese su un annuncio di una prossima LTRO (Long Term Refinincing Operation). Crediamo che il governatore della BCE, Mario Draghi, e le altre autorità monetarie stiano studiando una soluzione efficiente (probabile una versione modificata della LTRO) per aumentare la liquidità nel sistema e destinarla soprattutto all'aumento dei prestiti a famiglie e imprese. In passato la liquidità in eccesso è stata utilizzata dalle banche soprattutto per acquistare titoli di stato. Intanto il dollaro continua a essere debole sulla scia dei problemi legati allo shutdown del governo federale statunitense. Ieri notte il meeting fra il presidente Barack Obama e il portavoce dei repubblicani alla Camera dei Rappresentanti, John Boehner, non è andato a buon fine. L'accordo tra GOP e democratici su budget federale e innalzamento del tetto al debito è ancora lontano. Tali tensioni aumentano le possibilità che la FED decida di prolungare la propria politica monetaria ultra-espansiva (piano di quantitative easing da 85 mld di dollari). Dal punto di vista tecnico la vittoria di ieri sulla resistenza in area 1,3570, limite superiore della fascia orizzontale che ha contenuto l'andamento del cross nelle ultime sessioni, ha riattivato le pressioni rialziste del trend di fondo, proiettando l'eurusd verso gli obiettivi situati a 1,3680 (proiezione dell’ampiezza del canale laterale partito dal 19 settembre) e 1,3710, picco di febbraio. Timide indicazioni di debolezza giungeranno con il cedimento di 1,3670 preludio per un possibile calo verso 1,3460.

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