Eur/Gbp: prova una reazione dopo il crollo di ieri

La sessione scorsa è stata decisiva per confermare il momento delicato del cambio euro/sterlina

Le recenti tensioni sono aumentate notevolmente dopo la scelta a sorpresa della BCE sui tassi e il nulla di fatto della riunione della Bank of England.

Ieri il governatore dell’istituto di Francoforte, Mario Draghi, è riuscito nell’impresa di stupire la comunità finanziaria, decidendo di anticipare il taglio del costo del denaro. Il Governing Council della BCE ha deciso di ridurre i tassi d’interesse sulle operazioni di rifinanziamento principale di 25 basis points dallo 0,50% allo 0,25% e quelli sulle operazioni di rifinanziamento marginale dall’1% allo 0,75%. Invariati i tassi sui depositi allo 0%.

Le autorità monetarie della BCE hanno scelto di rendere ancora più accomodante la politica monetaria per evitare un ulteriore rallentamento dell’inflazione. Nella scorsa ottava l’ufficio di statistica europeo, Eurostat, aveva reso noto che l’indice dei prezzi al consumo si era attestato nel mese di ottobre al +0,7% a/a (a settembre +1,1% a/a). Proprio la frenata dell’inflazione ha convinto la banca centrale a intervenire sui tassi, riuscendo anche a superare gli ostacoli posti dalla Bundesbank che avrebbe preferito attendere ulteriormente prima di agire.

Secondo Draghi non esistono rischi di deflazione ma avremo per un periodo prolungato una crescita molto bassa dell’indice dei prezzi al consumo. Il governatore ha deciso, comunque, di tenersi qualche bullet nel proprio fucile, non concedendo particolari informazioni in merito a una nuova LTRO e a un possibile ulteriore taglio dei tassi. La nostra view è che nei prossimi mesi verrà effettuata una nuova LTRO per sostenere il mercato del credito. Riteniamo che lo staff della BCE stia esaminando ormai da parecchi mesi una LTRO modificata molto simile al Funding for Lending Scheme (FLS) lanciato dalla Bank of England nel luglio 2012. Concessione di fondi a tassi agevolati solamente a quegli istituto di credito che possiedono un tasso di concessione prestiti (famiglie e aziende) molto alto.

Per quanto concerne la Bank of England il meeting ha confermato le nostre attese con un nulla di fatto. Il MPC (Monetary Policy Committee) guidato dal governatore Mark Carney ha scelto di mantenere il costo del denaro allo 0,50% e il piano di quantitative easing invariato a 375 mld di sterline.

Dal punto di vista tecnico lo scivolone di ieri dell’eurgbp l’ha portato a segnare un minimo a 0,83, bottom degli ultimi nove mesi. La situazione di ipervenduto in cui si sono venuti a ritrovare i principali oscillatori di breve (RSI a 8 gg ben inferiore ai 30 punti) ha permesso al cross di evidenziare un rimbalzo fino a 0,8350. Tale reazione potrebbe essere significativa solamente con il superamento delle resistenze in area 0,8410 e 0,8445. L’eventuale cedimento del supporto a 0,83 getterebbe le basi per una estensione della discesa verso gli obiettivi situati a 0,8225, top di fine dicembre 2012.

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