Aud/Jpy, rimbalzo su quota 90

Accelera al rialzo il dollaro australiano contro lo yen dopo la discesa accusata nell’ultima settimana.

I movimenti su questo cross sembrano essere più accentuati rispetto agli altri cambi contro l’aussie. Il recupero marcato sembra essere associato ai timidi segnali di propensione al rischio affiorati tra gli operatori che stanno penalizzando lo yen. Più limitato il contributo arrivato dal nulla di fatto della Reserve Bank of Australia (RBA), che nella notte ha lasciato i tassi di riferimento invariati al 2,5%. Il governatore dell’Istituto, Glenn Stevens, ha ribadito la necessità di avere un aussie più debole come condizione necessaria per il raggiungimento di una crescita equilibrata dell'economia.

 

Ci aspettiamo che almeno sino al secondo trimestre questo cross possa continuare a muoversi verso la parte bassa del canale laterale compreso tra area 86 e 96, con una volatilità sostenuta. Queste proiezioni si fondano sul fatto che, da un lato, il mercato potrebbe continuare a prezzare l’ipotesi di un taglio dei tassi da parte della RBA dopo le dichiarazioni della notte del governatore Stevens, dall’altro, le recenti tensioni sui mercati finanziari dovrebbero mantenere una certa avversione al rischio di fondo tra gli operatori che aiuterebbero a tenere sostenuto lo yen. Anche i timori sul ritmo di rallentamento della Cina non dovrebbero aiutare il dollaro australiano nel breve termine.

 

Dal punto di vista tecnico, il cross AUD/JPY  è tornato questa mattina a riposizionarsi sopra area 91 dopo il test ieri al supporto collocato a 0,90, ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci nell’ascesa di febbraio. La reazione di questa mattina allontanerebbe i pericoli di una discesa immediata del cross. Il principale target rialzista è quello dinamico collocato sulla trend line ribassista che congiunge i massimi del 2013 con quelli di febbraio scorso, ora in transito a 92,50. Solo il superamento di questi livelli aprirebbe lo spazio per un allungo verso area 93 (top di febbraio) e 94,60 poi. Attenzione invece al cedimento del supporto strategico di breve collocato in area 90, che potrebbe portare a un’estensione della flessione verso i minimi di febbraio a 88,25, ultimo baluardo prima che si giunga verso i minimi del 2013 a 86,50.

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