Alla scoperta del FOMC

Previsioni sul prossimo meeting della commissione operativa della Federal Reserve

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Fonte Bloomberg

La riunione del FOMC (Federal Open Market Committee, la commissione operativa della banca centrale del paese a stelle e strisce) si terrà nei prossimi due giorni. Mercoledì sera alle 19,00 conosceremo le decisioni del braccio armato della FED e alle 19,30 avremo la conferenza stampa del governatore, Janet Yellen.  

Nel solo 2015, circa 24 banche centrali a livello globale hanno allentato la politica monetaria sulla scia del calo dell'inflazione che ha costretto una posizione più accomodante. Dall'altra parte della barricat, la Federal Reserve ha più volte ribadito, invece, la volontà di aumentare i tassi di interesse e di avviare un processo di normalizzazione. Il termine dell’era dei tassi zero. Cambio epocale per la politica monetaria globale che avrà ripercussioni molto significative sui mercati dei capitali (soprattutto nei paesi emergenti dove si assisterà un forte deflusso di capitali).

Ma l'economia statunitense è abbastanza forte da supportare strategie monetarie restrittive? Converrebbe anticipare tale manovra per poi essere meno aggressivi sui rialzi dei tassi o sarebbe meglio aspettare ancora e procedere poi con incrementi più massicci?

Questi sono i dilemmi che i membri del Board dovranno discutere nei prossimi giorni.

Cosa guardare nel comunicato, paziente o non paziente

Da tempo tutti affermano che la Yellen eliminerà la parola paziente nel comunicato, parola introdotta nel meeting dello scorso dicembre. Nel dettaglio la frase che dovrebbe essere modificata è la seguente: “in base alla valutazione corrente, la commissione giudica che può essere paziente nel cominciare a normalizzare il proprio orientamento in politica monetaria”.

La rimozione della parola paziente implicherebbe concedere maggiore flessibilità alla FED e dal meeting di giugno i membri del Board potranno scegliere se aumentare i tassi o no.

Nel nuovo comunicato la Yellen dovrebbe, inoltre, aggiungere che l’aumento dei tassi sarà dipendente dall’andamento dei dati macroeconomici e non saranno quindi incrementi automatici.

Altro elemento interessante sarà quello se il FOMC introdurrà tra le variabili macro da monitorare anche l’andamento del dollaro.

La presenza di commenti sulle conseguenze negative sulle imprese americane del feroce apprezzamento del dollaro sui mercati valutari potrebbe allentare fortemente le pressioni rialzista sul biglietto verde. Molto probabile quindi una reazione importante dell’eurodollaro che recupererebbe gran parte del terreno perso nelle ultime sessioni.

Contrariamente l’assenza di porre enfasi sul forte apprezzamento del dollaro alimenterebbe ulteriormente la spinta rialzista del biglietto verde. Luce verde per le posizioni short su eurusd.

Proiezioni economiche

Molto importanti saranno le revisioni delle stime della FED sui dati macro per capire quanto possa permettersi di essere aggressiva in politica monetaria.

Dovrebbero essere riviste al ribasso le stime sull’inflazione core (indice PCE, personal consumption expenditures) nel 2015 dal range 1,5-1,8% al range 1,3-1,6% e nel 2016 da 1,7%-2% a 1,6%-2%.

Probabile anche una revisione al ribasso del PIL soprattutto quello del 2015 dopo una partenza di anno non particolarmente forte. Crediamo che le nuove stime sul PIL possano essere abbassate di 0,1%-0,2%  (forchetta di dicembre era per un PIL 2015 compreso tra +2,6% e +3%).

Possibile anche una riduzione delle stime sul tasso di disoccupazione dopo gli ottimi report sul mondo del lavoro degli ultimi mesi.

Prospettive sui tassi

Molto interessante (e spesso sottovalutata) sarà la parte che riguarderà le previsioni dei 17 membri votanti e non) del Board sui tassi dei FED funds a fine anno.

Riteniamo, infatti, che ci possa essere una revisione al ribasso di tale stime considerando che è possibile un ritardo (rispetto alle attese di dicembre) del rialzo dei tassi.

Nello scorso dicembre la mediana nelle previsioni dei membri sul livello dei tassi a fine 2015 era pari a 1,125%. Riteniamo che tale riferimento possa essere abbassato fino allo 0,75%.

Nostre valutazioni

Manteniamo invariate le nostre attese su un incremento dei tassi d’interesse a settembre.

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