Eur/Usd ai minimi da marzo 2015, carry trade in atto

La Yellen scatena gli acquisti sul biglietto verde, l'euro/dollaro scende sotto 1,05 per la prima volta da marzo 2015.

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Fonte: Bloomberg

Non si arrestano gli acquisti sul biglietto verde dopo la riunione della Federal Reserve. Nella sostanza, sia il comunicato che i dots plot hanno rispecchiato le attese. Anche la Yellen è apparsa piuttosto cauta, nonostante i tre rialzi previsti per il 2017. Non crediamo, quindi, che l'appuntamento abbia riservato sorprese al mercato tale da giustificare le vendite su Wall Street.

Come giustificare i movimenti sul mercato? L'impressione è che tutto sia partito dal dollaro, oggetto di forti acquisti sull'aspettativa che la più importante Banca centrale del mondo sembra essere avviata a un percorso di rialzo dei tassi d'interesse più continuativo, dopo i rialzi singoli del 2015 e del 2016. Da qui:

- il dollaro si è apprezzato verso le valute emergenti, sulla scia che i tassi più alti dei Treasury possano richiamare l'appeal degli operatori a scapito degli investimenti diretti proprio nei paesi Emergenti;

- il dollaro si è rafforzato anche verso le valute di area soggette a politiche monetarie fortemente accomodanti, grazie al consueto carry trade. A risentirne particolarmente sono stati euro, yen e franco svizzero;

- le aspettative sempre più restrittive della Fed ha fatto finire sotto pressione i Treasury, con i rendimenti in deciso rialzo soprattutto sul segmento a 2 anni. Lo differenziale qui tra Usa e Germania ha toccato così i nuovi massimi da 16 anni. Anche lo yield sul decennale Usa è balzato ai massimi dall'estate 2014, superando la soglia di 2,60% e avvicinandosi sempre più ai livelli che potrebbero rendere questo asset più conveniente in una logica di rischio/rendimento rispetto all'equity;

- calo delle borse riconducibile a prese di profitto e, in minimi parte, al rialzo tassi sui bond, i cui rendimenti iniziano a ingolosire qualche operatore. Non siamo ancora ai livelli da permettere una grande rotazione di portafoglio, ma non manca molto.

Tornando al cambio EUR/USD, la discesa sembra aver trovato supporto per ora in area 1,0460, minimi di marzo 2015. Se questo livello dovesse resistere anche all'apertura di Wall Street e in generale nella seduta odierna, il pericolo di una sua rottura potrebbe sfumare. Possibili area di rimbalzo vedono le prime resistenze a 1,0570 e poi a 1,07. La violazione invece di tale supporto farebbe scattare tanti ordini sell che potrebbero riportarlo rapidamente a 1,03. A quel punto la parità sarà solo questione di tempo.

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