Convergence spread trading

Negli scorsi appuntamenti abbiamo introdotto il concetto di spread trading e abbiamo visto come si possa operare long e short contemporaneamente su una coppia di titoli in qualche modo correlata, ad esempio per essere dello stesso settore, per evitare il rischio della direzionalità del mercato.

L’idea è quella di creare un portafoglio di pair (sinonimo di spread) che sia indifferente alla direzione del mercato e che porti un guadagno sfruttando la forza relativa dei titoli che abbiamo messo in portafoglio. In termini molto semplici e forse anche riduttivi, si tratta di agire su coppie di titoli andando long su quelli che mostrano una forza relativa maggiore del mercato e short, viceversa, su quelle azioni che si mostrano particolarmente deboli. Lo stesso vale se, al posto delle azioni, scegliamo indici, futures oppure anche solo particolari settori.

Abbiamo anche visto come si possa identificare un setup di ingresso sul grafico dello spread, utilizzando il semplice incrocio di due medie mobili.

Fin qui abbiamo parlato di quella tecnica che ho battezzato con nome di “divergence spread”, per attuare la quale utilizziamo segnali derivanti dall’analisi tecnica tradizionale.

Esiste anche un’altra tecnica, un pò più complessa ma anche in certo qual modo più affidabile, che in contrapposizione alla prima è detta “convergence trading”.

Quest’ultima tecnica sfrutta la statistica e, in particolare, la proprietà c.d. “mean reverting” di una coppia di titoli, opportunamente scelta, di tornare verso la propria media dei prezzi. In pratica quando un titolo della coppia è eccessivamente sopravvalutato rispetto all’altro, si vende (short) il primo – quello più forte – e si acquista (long) il secondo, cioé quello più debole. Esattamente il contrario di quello che si fa nella tecnica del divergence trading.

Perché un “convergence spread” abbia buone probabilità di successo dobbiamo sfruttare, come detto, le proprietà statistiche di una coppia di titoli le cui serie storiche dovranno perciò essere “cointegrate”. Per definizione, due serie storiche sono cointegrate quando è possibile trovare una loro combinazione lineare che abbia media e deviazione standard costanti nel tempo. Non spaventatevi di questi paroloni, perché al di là delle definizioni esistono poi dei programmi atti ad individuare le coppie di titoli cointegrate, senza mettersi a fare calcoli strani e, men che meno, conoscere la statistica.

Trovata la coppia di titoli le cui serie storiche sono cointegrate, possiamo sfruttare il principio anzidetto e ogni qualvolta lo spread si allontani in modo significativo dalla sua media, possiamo puntare al suo riallineamento vendendo appunto il titolo più forte e acquistando quello più debole della coppia.

Vediamo un esempio tra i due titoli Ford e General Motors nel grafico che segue:

Quello che oscilla attorno alla linea dello zero (c.d. linea di equilibrio) è lo spread normalizzato dei due titoli in considerazione. Come si può notare, ogni qualvolta le due serie storiche sono su livelli estremi di disequilibrio, tendono a invertire per tornare verso la media (linea dello zero).

La linea blu è quella della equity, cioè dei profitti al lordo di commissioni e slippage, che si sarebbero ottenuti mettendo in pratica questa strategia, cioé acquistando e vendendo lo spread ogni volta che il medesimo si trovava fuori equilibrio e chiudendo sulla media l’operazione. Risultati indiscutibilmente molto interessanti.

Nei prossimi appuntamenti vedremo degli esempi pratici e recenti di questa particolare tecnica di trading.

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