TESLA, perdita record e Musk non rassicura il mercato

L’azienda di Palo Alto continua a bruciare cassa e il titolo precipita in borsa.

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Fonte: Bloomberg

Rimane sotto pressione Tesla, dopo i conti rilasciati ieri sera. Secondo i dati, l’azienda guidata da Elon Musk ha archiviato il primo trimestre con una perdita record di 784,6 milioni di dollari, malgrado l’aumento dei ricavi (saliti a 3,4 miliardi). Ad ogni modo, le figure sono risultate migliori della attese e questo giustificherebbe la tenuta del titolo dopo la pubblicazione. Probabilmente il mercato non è stato convinto dalla conferenza stampa successiva di Musk.

La situazione di Tesla rimane critica e crediamo che a spaventare gli operatori in questo momento sono diversi fattori, tra cui:

  1. la velocità con cui l’azienda brucia cassa rappresentare certamente il nodo centrale. Dopo i moniti arrivati a inizio anno da diverse banche d’affari e le decisioni delle agenzie di rating (a marzo Moody's ha tagliato il rating sul debito a livello "junk"), crescono i timori che l’azienda possa rimanere a secco nei prossimi mesi senza nuovi capitali. I dubbi crescenti sul business e la continua ricapitalizzazione potrebbe scoraggiare anche gli investitori più fiduciosi, viste le perdite inanellate negli ultimi anni;
  2. ritardi nella produzione del Model 3, destinata a una clientela di fascia media (il costo è di 35.000$ circa). L’azienda non riesce a raggiungere il target di 5.000 vetture prodotte a settimana fissato per fine 2017 e già slittato diverse volte. Musk ha reiterato che ci vorranno due mesi per raggiungere il target. Il punto non è trascurabile dato che questo permetterebbe a Tesla di migliorare la redditività e generare flussi di cassa positivi, attesi ora per il terzo e quarto trimestre dell'anno;
  3. le incertezze dovute all’autopilota, dopo gli incidenti degli ultimi mesi, di certo non contribuiscono a rassenerare il clima intorno all'azienda e provocano un danno reputazionale in grado di influenzare gli ordini dei nuovi modelli.

Ovviamente lo scoglio della liquidità è quello più in grado di influenzare il titolo nel breve termine. Proprio per questo il titolo è sensibilmente peggiorato ieri dopo la conferenza stampa, dove Musk ha risposto in maniera secca alle domande su questo punto. Non ha convinto gli operatori che a questo punto si aspettano un nuovo aumento di capitale.

Il titolo sta reagendo malissimo, con cali vicini al 7% oggi. Il prezzo è sceso ai minimi da una settimana, in area 280 dollari. Nonostante il recupero dell’ultima settimana, il quadro di lungo periodo rimane ribassista. Sicuramente al momento ci sono più driver ribassisti che non rialzisti. Crediamo che Tesla, impegnata da tempo nel progetto delle auto elettriche, stia sostenendo gli enormi costi di sviluppo legati al progetto e non riuscirà a tenere il passo delle grandi case automobilistiche che entreranno nel mercato nel giro dei prossimi 5 anni, quando la tecnologia si sarà già evoluta.

Graficamente, se il titolo dovesse rompere l'area di 275-280 dollari, potrebbe scivolare verso 240-245 dollari. Quest’ultimo è un supporto piuttosto importante dato che il titolo lo ha testato in diverse occasioni tra il 2017 e il 2018, l'ultima un mese fa. È importante che tale livello tenga per scongiurare un ritorno verso 180 dollari. Per allontanare questo scenario è necessario riposizionarsi sopra 310 dollari, ipotesi questa improbabile al momento.

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