Mps, quadro grafico resta debole

Si sta dirigendo verso i minimi storici il titolo Banca Monte dei Paschi di Siena che oscilla ora a 0,1545 euro. 

Il titolo dai massimi di inizio anno ha fatto registrare una performance negativa del 50% e non escludiamo che possa tornare presto a rivedere i minimi storici intraday segnati il 23 luglio 2012 a 0,1432.

L’aumento di capitale da 3 miliardi di euro rimane una sfida importante per il gruppo senese e il timing di questo evento potrebbe risultare decisivo per il futuro, come ha fatto sapere il presidente della banca, Alessandro Profumo. L’ipotesi di nazionalizzazione infatti rimane molto concreta se nel prossimo Cda il primo azionista dell’Istituto di piazza Salimbeni dovesse votare contro l’aumento di capitale a gennaio. Siamo convinti del fatto che l’aumento di capitale a inizio anno possa agevolare la ricerca di capitali viste le condizioni favorevoli del mercato. L’appeal che si è venuto a creare intorno al nostro Paese negli ultimi mesi potrebbe richiamare capitali dall’estero.

In questo momento gli investitori sembrano prezzare la possibilità che la fondazione possa non approvare l’aumento di capitale a inizio anno come richiede la banca. Se ciò dovesse accadere è probabile che la quotazione in borsa scenda ulteriormente con il rischio che le quote detenute a garanzia di prestiti vengano riscattate dai creditori. Sarebbe quindi un arma a doppio taglio per la fondazione che rischierebbe di vedere la propria quota scendere comunque. Lo scontro ai vertici potrebbe apportare, a nostro avviso, ritardi al piano di ristrutturazione messo in campo dall’ad. Fabrizio Viola.

Lo scenario sul titolo rimane debole con il supporto principale che si colloca sui minimi storici a 0,1432. Solo un superamento di 0,17 euro potrebbe creare occasione per un allungo sino a 0,1960 euro, dove rimane un gap ribassista aperto il 26 novembre scorso. Da qui le vendite potrebbero tornare a prevalere.

Trova articoli per analista

Trova un articolo

Queste informazioni sono state preparate da IG, un nome commerciale di IG Markets Limited. Oltre alla liberatoria riportata di seguito, il materiale presente in questa pagina non contiene uno storico dei nostri prezzi di trading, né alcuna offerta o incentivo a operare nell’ambito di qualsiasi strumento finanziario. IG declina ogni responsabilità per l’uso che potrà essere fatto di tali commenti e per le conseguenze che ne potrebbero derivare. Non forniamo nessuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o la completezza delle presenti informazioni, di conseguenza, chiunque agisca in base ad esse, lo fa interamente a proprio rischio e pericolo. Eventuali ricerche fornite non intendono rispondere alle esigenze o agli obiettivi di investimento di un soggetto in particolare e non sono state condotte in base ai requisiti legali previsti per una ricerca finanziaria indipendente e, pertanto, devono essere considerate come una comunicazione di ambito marketing. Anche se non siamo sottoposti ad alcuna limitazione specifica rispetto alla negoziazione sulla base delle nostre stesse raccomandazioni, non cerchiamo di trarne vantaggio prima che queste vengano fornite ai nostri clienti.

I CFD sono strumenti complessi che comportano un rischio di perdita elevato dovuto alla leva. 79% dei trader al dettaglio incorrono in perdite quando fanno trading con IG. Vi preghiamo di verificare le vostre conoscenze in merito al funzionamento dei CFD e la vostra disponibilità ad utilizzare i CFD dato l’elevato rischio di perdita. I CFD sono strumenti complessi che comportano un rischio di perdita elevato dovuto alla leva.