Fiat, discesa crea opportunità per nuovi ingressi

Rimane preda della volatilità Fiat dopo i conti rilasciati ieri. I conti non sono stati brillanti e l’azienda ha rivisto al ribasso i target sul 2013. 

A deludere in maniera particolare non sono stati i ricavi, bensì l’utile, che si è fermato a 189 milioni di euro contro un consenso di circa 260 milioni.

Il lingotto ha anche abbassato le stime sull’intero anno, portando l’utile netto nel range 0,9-1,2 miliardi di euro rispetto agli 1,2-1,5 di un mese anno. Dopo i conti sono partite una serie di revisioni dei target price da parte delle principali banche d’affari che hanno di fatto aumentato i volumi in vendita sul titolo.

Qualche timore in più sta arrivando, a nostro avviso, sulle prospettive di crescita in Brasile, il principale mercato dopo l’Italia per la casa torinese. Le difficoltà economiche riscontrate negli ultimi dati arrivati dal gigante sudamericano e il deprezzamento del real stanno mettendo in discussione i target sulle vendite in quell’area geografica. In Europa le cose non vanno molto meglio. I dati delle immatricolazioni rilasciate dall’Acea negli ultimi mesi hanno mostrato segnali di ripresa, che però non hanno coinvolto il gruppo Fiat.

Il mercato da qui a fine anno potrebbe mettere da parte questi elementi negativi e continuare a sperare nell’acquisizione della quota di Chrysler, attualmente in mano a Veba. Riteniamo che questo possa essere l’unico driver per una ripresa di quota sino a fine anno.

Dal punto di vista tecnico, il titolo ha rotto ieri i minimi estivi a 5,60 euro, arrivando a testare il supporto a 5,50 euro, dove passa ora la media mobile a 200 giorni. Il principale supporto ora rimane a quota 5,11 euro, minimi testati in tre occasioni tra maggio, giugno e luglio. Siamo ancora molto lontani da quei livelli e delle conferme per una simile discesa arriverebbero solo con una perforazione dei 5,50 euro. Indicazione positive arriverebbero solo con un ritorno sopra i 6 euro, resistenza di ieri, dove sta approssimando ora la media mobile a 50 giorni. Ciò sarebbe preludio per un accelerazione verso area 6,20 euro prima e poi 6,50. La resistenza qui è molto forte dato che tale livello ha ostacolato il rialzo del titolo in tre occasioni nei mesi di giugno, agosto e ottobre. L’eventuale superamento, difatti, rilancerebbe le prospettive rialziste di medio lungo periodo che vedrebbero come primo target la soglia dei 7,50 euro.

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