FCA compie primo passo per quotazione Ferrari

Fiat Chrysler Automobiles ha depositato oggi presso la SEC (Securities and Exchange Commission) il filing per la quotazione di Ferrari al NYSE (New York Stock Exchange). 

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Fonte: Bloomberg

L’operazione dovrebbe avvenire nella seconda metà ottobre e i bookrunners saranno UBS (anche in veste di global coordinator), Bank of America-Merrill Lynch e Banco Santander.

L’IPO di Ferrari rappresenta il primo step di un processo più strutturato che punta ad arrivare allo scorporo definitivo del Cavallino rampante da FCA, previsto ad inizio 2016. In collocamento andrà solo il 10% di Ferrari in mano a FCA, mentre il restante 80% verrà distribuito successivamente tra gli azionisti. Il restante 10% rimarrà in mano a Piero Ferrari.

Il processo sarà molto simile a quello seguito per FCA. La nuova entità avrà sede legale in Olanda e la quotazione, prevista ora solo al NYSE, potrebbe essere replicata anche a Piazza Affari, ma solo dopo lo scorporo definitivo.

La quotazione di Ferrari permetterà a FCA di racimolare liquidità che andrà a finanziare l’ambizioso piano industriale da 48 miliardi di euro annunciato del Ceo, Sergio Marchionne, che prevede il rilancio di Alfa Romeo e Maserati. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Marchionne nel corso delle ultime sue apparizioni, Ferrari potrebbe valere circa 10 miliardi di euro e dovrebbe essere valutata alla stregua di una compagnia di lusso.

Ci aspettiamo che la quotazione di Ferrari dia lustro a uno dei marchi più riconosciuti al mondo, a cui per la prima volta il mercato cercherà di dare un valore. Crediamo che la valutazione di 10 miliardi di euro riconosciuto in questo momento da FCA costituisca solo una base d’asta che vedrà solo rilanci al rialzo. Non a caso l’azienda ha deciso di mantenere l’offerta particolarmente bassa (solo il 10%), per rendere di appeal l’operazione. Ferrari non ha bisogno di marketing per vendere le proprie auto e non avrà bisogno di roadshow per vendere i propri titoli.

La speculazione che si accenderà intorno alla quotazione di Ferrari potrebbe mettere le ali anche FCA, oggi anonima in borsa. Sul titolo dell'ex Lingotto, confermiamo come primo target di riferimento quello di 16 euro (picchi di marzo) entro ottobre, mentre a inizio 2016, potremmo essere addirittura a 18 euro.

Una simile prospettiva potrebbe essere intaccata dalla continua debolezza del mercato brasiliano, uno dei più importanti per FCA.

L’appeal sul nuovo titolo potrebbe essere forte soprattutto per gli operatori non statunitensi, che potrebbero beneficiare anche di un continuo apprezzamento del biglietto verde verso euro, in vista di un rialzo dei tassi da parte della Fed.

Su quest'ultimo punto sarà importante arrivare alla quotazione con un sentiment ancora positivo sui mercati.

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