Wall Street trema, S&P500 arriva a supporto chiave

Altra seduta di ribassi a Wall Street, con l’S&P500 che, dai massimi storici di venerdì scorso, ha messo a segno un calo di quasi 3 punti e mezzo percentuali. 

Ieri l’indice azionario più importante del mondo ha terminato le contrattazioni, registrando la peggior performance dal 3 febbraio scorso. Le vendite sulle sedute di ribassi sono state a dir poco impressionanti, mentre sul rimbalzo di mercoledì (avvenuto dopo le minute del Fomc) i volumi si sono attestati ben al di sotto della media dell’ultimo mese.

I segnali tecnici sembrano mostrarci che qualcosa sembra essersi inceppato a Wall Street. In realtà, le indicazioni più chiare di questi movimenti arrivano dai fondamentali. I P/E di molte aziende tecnologiche sono troppo elevati rispetto ai valori medi dell’indice generale e, in vista di conti deludenti che potrebbero arrivare dalle trimestrali dopo l’avvio di anno incerto negli Usa, gli operatori ne approfittano per vendere. È importante che questo sentiment non si diffonda al resto del listino per evitare cali più marcati.

La Cina e le tensioni in Ucraina fanno il resto. Riguardo al primo punto, grande attenzione sarà data al Pil della seconda economia del mondo in agenda il prossimo mercoledì. 

Dal punto di vista tecnico, l’S&P500 si è arrestato ieri sul supporto importante di 1.835 punti. Una chiusura oggi ben al di sotto di questo livello, alimenterebbe una serie di ordini short che potrebbero portare l’indice da qui a poche sedute a mettere pressione al supporto strategico di 1.740 punti, minimi annuali. Chiave in tal senso sarà il cedimento del livello psicologico di 1.800 punti.

Probabilmente oggi ci proveranno i conti di JP Morgan e Wells Fargo a tentare di risollevare il sentiment. La resistenza più importante rimane a 1.850 punti. Solo oltre questo livello le prospettive ribassiste diminuirebbero.

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