Usd/Jpy: nuovi massimi degli ultimi 6 anni dopo FOMC

L’esito del meeting della commissione operativa della FED ha portato il dollaro a rafforzarsi notevolmente sui mercati valutari

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Fonte Bloomberg

Il cambio dollaro/yen è salito fino a un massimo degli ultimi 6 anni a 108,87 per poi ritracciare.

Nel dettaglio il governatore della FED, Janet Yellen, ha annunciato di volere mantenere i tassi d’interesse su livelli vicini allo zero per un prolungato periodo di tempo anche dopo il termine del piano di quantitative easing (presumibilmente a ottobre). Due membri “hawkish” del FOMC (il governatore della FED di Philadelphia Charles Plosser e il governatore della FED di Dallas Richard Fisher) hanno votato contro le scelte del comitato. Nella conferenza stampa successiva alla decisione sui tassi, la Yellen ha sottolineato che se inflazione e disoccupazione dovessero ulteriormente migliorare e avvicinarsi velocemente ai target prefissati dalla FED, l’aumento dei tassi d’interesse potrebbe essere molto più rapido del previsto.

I toni meno accomodanti del meeting di ieri del FOMC non vanno tuttavia ricercati nelle dichiarazioni della Yellen ma soprattutto nei numeri pubblicati. Nelle stime su PIL, inflazione, disoccupazione e tassi d’interesse si può osservare come rispetto alla riunione di giugno più membri del FOMC hanno modificato le proprie attese sulle prossime strategie monetarie della FED verso una politica meno accomodante e più restrittiva. A giugno 13 membri erano convinti di un rialzo del costo del denaro entro fine 2015. A settembre, invece, i componenti del FOMC favorevoli all’aumento dei tassi entro fine 2015 sono saliti a 15. E’ ancora più evidente il cambio di prospettive dei governatori centrali se guardiamo le attese sui tassi a fine 2015. In media i banchieri centrali si aspettano i tassi sui FED funds all’1,15% (mediana all’1,25%). Questi dati sono molto interessanti perché ci fanno capire come il FOMC, se vorrà continuare il processo graduale di modifiche del costo del denaro, dovrà iniziare a aumentare i tassi almeno nelle riunioni di marzo o aprile 2015.

Il vento è cambiato all’interno della FED. I mercati hanno reagito di conseguenza soprattutto il dollaro che si è rafforzato contro tutte le principali valute internazionali.

L’USDJPY è salito fino a un massimo degli ultimi 6 anni a 108,87 per poi scendere a 108,55. Discese fino a 107,35 resterebbero compatibili con l’ipotesi di realizzazione di un ulteriore segmento rialzista in grado di portare il cambio verso i target a 110. Conferme per tali prospettive grafiche positive arriveranno con il superamento di 108,87. Sotto 107,35 primi segnali di debolezza preludio a un possibile ribasso verso 107 e 106 (38,2% del ritracciamento di Fibonacci dell’ascesa dai bottom di agosto).

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