Un anno d'oro. Le prospettive per il 2015 del metallo prezioso

Si appresta a chiudere l’anno così come lo aveva iniziato l’oro, sulla soglia dei 1.200 dollari/oncia. 

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Fonte: Bloomberg

Nel mezzo, però, ci sono state variazioni importanti. Prima la corsa fino quasi a lambire la soglia dei 1.400 dollari (1.388) a metà marzo in scia alle tensioni geopolitiche che hanno interessato l’Ucraina. Da giugno poi la discesa è stata inesorabile. Da un lato, il costante calo dei prezzi del greggio, che ha portato a un sensibilmente rallentamento dell’inflazione in molte aree del globo, dall’altro, il forte apprezzamento del biglietto verde, hanno penalizzato le quotazioni del metallo prezioso. Il tonfo è stato toccato a inizio novembre, a quota 1.131 dollari/oncia (minimi da aprile 2010), da cui poi il metallo giallo ha tentato un timido recupero, riposizionandosi verso quota 1.200.

Cosa aspettarsi per il 2015?

L’impressione che abbiamo è che il metallo prezioso possa riprendere la discesa avviata nel corso dal 2011. Le prospettive di un ulteriore calo delle quotazioni del greggio e il tasso d’inflazione su livelli bassi potrebbero continuare a deprezzare l’oro. Senza considerare poi che il rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed, previsto per metà anno, dovrebbe alimentare un recupero del dollaro statunitense, a scapito dell’oro. Il primo target rimane a 1.040 - 1.000 dollari. Non ci sentiamo di escludere un tentativo di discesa sotto questo target psicologico.

Cosa potrebbe arrestare discesa delle quotazioni?

Nel corso dell’anno si potrebbero verificare in grado di arginare temporaneamente la discesa dell’oro. Un riaccendersi dei timori in Grecia, piuttosto che un ritorno delle tensioni geopolitiche nell’Est Europa e in Medio Oriente possano rallentarne la discesa. Ogni tentativo di risalita potrebbe trovare un ostacolo prima a 1.260 dollari e poi a 1.350. E’ difficile che si vada oltre. 

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