S&P500, l'orso sferra un altro attacco

Il principale indice azionario del mondo ha chiuso con la peggior performance dal 28 settembre.

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Fonte: Bloomberg

Non accennano ad arrestarsi le vendite sui mercati finanziari globali. Questa mattina le borse europee tornano a perdere terreno dopo due giorni di rialzi. Complice di questo calo sono i nuovi minimi dei prezzi del greggio, scivolato ieri sera ai nuovi minimi da oltre 12 anni.

Proprio i prezzi del petrolio sembrano incorporare aspettative di un forte rallentamento globale, guidato dalla Cina. Le vendite erano affiorate già nel pomeriggio di ieri. Wall Street, dopo una partenza positiva, ha virato in negativo a metà seduta e ha accelerato sul finale di seduta. L'S&P500 ha, così, terminato con un calo del 2,5%, la peggior performance dal 28 settembre scorso. L'indice ha aggiornato i minimi da oltre 3 mesi e mezzo, scendendo sotto i 1.900 punti.


E lo scenario rimane ancora molto incerto. I timori che stanno guidando i mercati verso il basso non passano via in poche sedute. Occorrono una serie di dati incoraggianti, soprattutto in arrivo dalla Cina, o dei toni più accomodanti delle Banche centrali per stabilizzare i mercati in questo momento.


Alla luce di ciò non crediamo che i mercati abbiano raggiunto dei bottom interessanti e dei rimbalzi possono essere interpretati come movimenti tecnici e temporanei.

L'S&P500 ieri ha arrestato la sua discesa sulla trend line che congiunge i minimi di ottobre 2014 con quelli di agosto e settembre scorsi, a 1.886 punti. I minimi del 2015 sono a 1.867 punti, non lontano dai livelli attuali. Se l'indice dovesse rompere la trend line suddetta potrebbe scivolare sino a 1.830-1.800 punti, minimi di aprile e ottobre 2014. E' questa l'area strategica al di sotto della quale i mercati potrebbero prendere una brutta piega e riportare in auge i timori della crisi del 2008-2009.


Tentativi di recupero potrebbero essere considerati solo temporanei, almeno sino a 1.950 punti. Solo un superamento dei 2.000 punti potrebbe allontanare il pericolo di nuove vendite, al momento.

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