Russia, Banca centrale corre ai ripari

Precipita la situazione in Ucraina nel week end, con la Russia pronta a sferrare l’attacco dopo aver dislocato uomini e mezzi in alcune aree strategiche del paese.

I mercati finanziari non stanno a guardare e iniziano a prezzare il rischio di un conflitto armato tra i due Paesi. Tutti i principali indici azionario russi cedono in questo momento oltre il 9%, mentre il rublo ha toccato un nuovo minimo storico contro il dollaro statunitense e contro l’euro, rispettivamente a quota 36,85 e a 50,77. Male in partenza anche le borse europee, che cedono oltre 2 punti percentuali.

Pronto l’intervento della Banca centrale russa, che ha innalzato il tasso d’interesse principale (Repo 1 settimana) al 7% dal precedente 5,5%, nel tentativo di arginare la caduta della valuta nazionale che potrebbe avere ripercussioni sulla “stabilità finanziaria”.

I cali pronunciati per ora rimangono compatibili con una discesa fisiologica e temporanea visto il rally di febbraio. Non escludiamo però che l’escalation delle tensioni, anche verso i Paesi del G8, possano portare a qualcosa di più duraturo.

Intanto, gli investitori corrono ai ripari. L’oro si è portato ai nuovi massimi da fine ottobre a 1.350 dollari/oncia. La fuga verso porti più sicuri sta spingendo gli operatori a riposizionarsi anche sullo yen e sul Bund, percepiti come asset relativamente sicuri.

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