Rublo ai minimi da marzo sia vs euro che vs dollaro

Il crollo dei prezzi delle materie prime ha fatto finire sotto pressione tutte le commodity currency, rublo incluso.

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Fonte: Bloomberg

I timori sulla crescita in Cina, dopo i dati delundenti sui PMI di venerdì, e le turbolenze sui mercati finanziari di questa notte stanno penalizzando le quotazioni di molte commodity, di cui la Cina ne è la principale importatrice a livello globale. Il petrolio non rimane immune da questa tendenza. L'eccesso di offerta, già presente sul mercato primario, potrebbe aggravarsi in concomitanza con un rallentamento della Cina, primo importatore di petrolio al mondo. I prezzi del greggio sono pertanto destinati a scendere ancora, almeno sino ai minimi toccati a inizio anno.

 

Questa mattina il Brent è tornato ai minimi da inizio aprile, raggiungendo quota 54,40 dollari/barile, mentre il WTI rimane vicino ai minimi di venerdì a 47,80 dollari, al di sotto del quale andrebbe a rivedere i livelli di fine marzo.

Il petrolio così basso torna a penalizzare il rublo, che ha aggiornato oggi i minimi di marzo sia verso il biglietto verde che verso la moneta unica. Di conseguenza il cambio Usd/Rub si è riposizionato sopra area 59 questa mattina, mentre quello Eur/Rub è tornato a 65,50.

L'aspettativa di una prosecuzione del calo dei prezzi del petrolio non migliorano l'outlook sull'economia e sulla divisa russa. Il cambio Usd/Rub potrebbe presto raggiungere area 63, massimi di marzo e da qui allungare anche verso area 70. Scenario simile è atteso anche per il cross Eur/Rub, che vede come principale target 70 e poi 80.

 

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