Petrolio tocca nuovi massimi degli ultimi 2 anni e poi arretra

Il greggio statunitense ha segnato nuovi massimi da giugno 2015 a 60 dollari al barile per poi scendere a 59,80 dollari al barile

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L’attenzione degli operatori internazionali è ritornata sulle quotazioni del petrolio dopo l’infiammata evidenziata nella seduta di ieri. Nel Boxing Day con volumi abbastanza ridotti per la chiusura di alcune piazze finanziarie UK i prezzi del petrolio hanno evidenziato una forte crescita. Il WTI Light Crude ha toccato i 60 dollari al barile, picchi da giugno 2015, il Brent a 66,60 dollari al barile.

La principale causa dell’impennata dei corsi dell’oro nero è legata all’attacco di un oleodotto in Libia. L’esplosione della pipeline nel paese nordafricano causerebbe una diminuzione di 100 mila barili al giorno, circa il 10% della produzione totale libica. Ancora non chiaro il mandante di tale attacco. Le autorità libiche ritengono che l’operazione possa essere stata eseguita da truppe militari islamiche jihadiste legate all’ISIS al momento rintanate nella loro base di Sirte.

Difficile capire la situazione reale in uno dei paesi meno controllati dal governo centrale. Il 17 dicembre sono terminati di validità gli accordi presi due anni fa a Skhirat in Marocco per dare il potere a Fayez Al Serraj e instaurare il GNA (governo ad interim) a Tripoli. Le Nazioni Unite hanno deciso di mantenere il governo di Al Serraj in carica fino a che non ci sarà una alternativa che dovrà uscire da regolari elezioni. Tuttavia il paese è talmente frammentato e controllato da diverse fazioni che difficilmente si riuscirà a trovare una soluzione nel breve. Anche le recenti dichiarazioni del generale Haftar, che controlla tutto il nordest libico da Benghazi e Marj fino a Tobruk, hanno tolto ulteriore legittimazione al governo di Al Serraj sostenuto dalle nazioni unite.

Ci aspettiamo ulteriori tensioni in Libia e possibili nuovi attacchi alle infrastrutture petrolifere per controllare la principale ricchezza del paese.

Sul fronte dei dati macro attenzione al dato sulle scorte USA che verranno pubblicate nella giornata di domani che potrebbero portare ulteriore volatilità sulle quotazioni del greggio.

Da un punto di vista tecnico osservando il grafico del WTI light Crude possiamo dedurre che l’eventuale superamento della resistenza a 60 dollari al barile possa creare i presupposti per una estensione dell’ascesa in direzione degli obiettivi situati a 62,80 dollari al barile, picco di maggio 2015.

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