Petrolio, quanta volatilità per il meeting di Doha

Forti movimenti sul greggio (WTI Light Crude e Brent) sulle attese per l’esito della riunione in Qatar

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Fonte Bloomberg

L’US Light Crude aveva toccato sulla piattaforma IG un massimo a 33,38 dollari al barile, picco delle ultime due settimane. Vi erano forti attese per il meeting di Doha dove si sono riuniti i ministri del petrolio di Qatar, Russia, Arabia Saudita e Venezuela, quattro tra i principali produttori di greggio. L’esito della riunione ha portato gli oil ministers a scegliere di freezare (bloccare) la produzione di petrolio ai livelli di gennaio.

Dopo le prime indiscrezioni sull’esito del meeting il petrolio ha evidenziato un ritracciamento significativo, mostrando un ribasso superiore ai 5 punti percentuali da 33,38 a 31,60 dollari al barile.

“Sell on news” o delusione degli investitori che si aspettavano molto di piu’ dalla riunione?

Crediamo che il meeting sia un primo passo per sensibilizzare i paesi produttori sui rischi delle pressioni ribassiste sul petrolio. Riteniamo, tuttavia, che sia ancora troppo presto per entusiasmarsi. Bloccare la produzione di 4 paesi ai livelli di gennaio non è ancora sufficiente a rilanciare le quotazioni del greggio. Le trattative dovranno continuare ancora a lungo per trovare una soluzione.

Da un punto di vista tecnico la reazione del petrolio (US Crude) non è ancora significativa. Solamente il superamento della resistenza a 35,20, picco del 28 gennaio, potrebbe allentare le pressioni ribassiste. Attenzione che il cedimento del supporto a 30 dollari creerebbe i presupposti per una discesa verso il sostegno a 28 dollari al barile.

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