Petrolio, congelamento produzione infiamma le quotazioni

Russia e Arabia Saudita pronte a stabilizzare i prezzi del greggio.

bg_oil_pump_498353
Fonte: Bloomberg

Tornano a infiammarsi le quotazioni del greggio in questo inizio di settimana dopo l'accordo raggiunto tra i Ministri dell'Energia di Russia e Arabia Saudita, Alexander Novak e Khalid al-Falih, volto a garantirne la stabilità dei prezzi.

La notizia è arrivata direttamente dal G-20 in corso a Hangzhou, in Cina. Come si legge nel comincato, l'obiettivo è di stabilizzare il mercato dell'oro nero, assicurando gli investimenti nel medio-lungo periodo. Una delle misure principali per il raggiungimento di questo obiettivo è il congelamento della produzione di greggio sui livelli di inizio anno, anche se il ministro saudita ha subito precisato che una simile decisione non è necessaria al momento.

La questione a questo punto verrà rinviata alla prossima riunione OPEC che si terrà in Algeria il 26-28 settembre, dove parteciperà anche la Russia.

Continuiamo ad essere ancora scettici su un congelamento della produzione, dato che l'Iran non intenderà partecipare a un accordo simile. L'eventuale fallimento dei negoziati potrebbe far slittare un accordo verso solo nella riunione di novembre.

Fino ad allora il petrolio potrebbe continuare a rimanere molto volatile. Solo la scorsa settimana Brent e WTI hanno registrato cali compresi tra il 6-7%, registranto una delle peggiori performance da inizio luglio. Proprio questi violenti cali potrebbero aver dato spazio a forti ricoperture stamani da parte degli operatori man mano che arrivavano notizie dal G-20.

Probabilmente la volatiltà sarà destinata a rimanere ancora altissima nelle prossime settimane.

Intanto la graduale riapertura di molti impianti in Nigeria, la ripartenza delle trivellazioni in Nord America e la crescita delle scorte negli Usa sono tornate a intimorire il mercato su un possibile eccesso di offerta. La volatilità potrebbe essere anche accentuata dai movimenti del dollaro statunitense in vista di un possibile rialzo dei tassi della Fed verso la fine dell'anno.

Tutti questi fattori ci spingerebbero a dire che il petrolio (WTI) potrebbe mantenersi tra i 45-50 dollari sino a fine anno, con oscillazioni più ampie verso 40 dollari (minimi di agosto) e i 56 dollari.

 

Inizia a fare trading

Apri un conto e riceverai i segnali di trading dei nostri esperti.

Trova articoli per analista

Trova un articolo

Queste informazioni sono state preparate da IG, un nome commerciale di IG Markets Limited. Oltre alla liberatoria riportata di seguito, il materiale presente in questa pagina non contiene uno storico dei nostri prezzi di trading, né alcuna offerta o incentivo a operare nell’ambito di qualsiasi strumento finanziario. IG declina ogni responsabilità per l’uso che potrà essere fatto di tali commenti e per le conseguenze che ne potrebbero derivare. Non forniamo nessuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o la completezza delle presenti informazioni, di conseguenza, chiunque agisca in base ad esse, lo fa interamente a proprio rischio e pericolo. Eventuali ricerche fornite non intendono rispondere alle esigenze o agli obiettivi di investimento di un soggetto in particolare e non sono state condotte in base ai requisiti legali previsti per una ricerca finanziaria indipendente e, pertanto, devono essere considerate come una comunicazione di ambito marketing. Anche se non siamo sottoposti ad alcuna limitazione specifica rispetto alla negoziazione sulla base delle nostre stesse raccomandazioni, non cerchiamo di trarne vantaggio prima che queste vengano fornite ai nostri clienti.

I CFD sono strumenti complessi che comportano un rischio di perdita elevato dovuto alla leva. 79% dei trader al dettaglio incorrono in perdite quando fanno trading con IG. Vi preghiamo di verificare le vostre conoscenze in merito al funzionamento dei CFD e la vostra disponibilità ad utilizzare i CFD dato l’elevato rischio di perdita. I CFD sono strumenti complessi che comportano un rischio di perdita elevato dovuto alla leva.