Oro prova il recupero dopo il tonfo di venerdì

Questa mattina il metallo prezioso prova a recuperare terreno dopo il calo registrato dopo i dati positivi sui non farm payrolls.

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Fonte: Bloomberg

Le buone figure sul mercato del lavoro statunitense di febbraio hanno riaperto la possibilità di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve già a giugno.

Queste aspettative degli investitori si sono riflesse in un forte apprezzamento del biglietto verde verso tutte le valute mondiali, mentre Wall Street ha terminato le contrattazioni in deciso calo.

Sul mercato primario le cose non sono andate meglio. L’SPDR Gold Trust, l’Etf di oro fisico più grande del mondo, ha ridotto il livello di scorte ai minimi da oltre un mese.

Insomma gli operatori, in vista di un possibile rialzo dei tassi, preferiscono spostarsi verso asset più redditizi, temendo che l'apprezzamento del dollaro possa penalizzare molte commodity.

Cosa aspettarsi sull'oro? Limpressione è che il balzo di inizio anno può dirsi concluso. Le quotazioni nel breve potrebbero tornare verso i minimi di novembre a 1.130 dollari/oncia. Il nostro target per il primo semestre rimane a 1.100 dollari. Oltre che al dollaro forte, anche una minore domanda da parte della Cina e dell'India, i principali consumatori mondiali, dovrebbe alimentare nuove fasi ribassiste.

Al momento, solo un decisivo ritorno di rischi geopolitici potrebbe frenare questa discesa. Le prime resistenze rimangono posizionate a 1.200 dollari e poi a 1.220. Determinanti saranno per questo rialzo i dati di giovedì sulle vendite al dettaglio in Usa.

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