Oro diretto verso 1.180 dollari

Non si arrestano le pressioni in vendita sull’oro a pochi giorni dal meeting del Fomc. 

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Fonte: Bloomberg

Il mercato sente la pressione di una possibile revisione della forward guidance della Banca centrale statunitense sul tema tassi di interesse e sta reagendo di conseguenza. A farne le spese è anche l’oro, il cui calo è sembra essere dipeso sia da fattori diretti (riduzione della liquidità in circolazione con conseguente calo delle spinte inflattive) che indiretti (rafforzamento del dollaro).

Dal punto di vista tecnico, il metallo prezioso ha aggiornato nella notte i nuovi minimi da 23 gennaio a quota 1.232 dollari/oncia. Probabilmente, salvo accensioni di forti segnali di avversione al rischio, il metallo è destinato a scendere ancora. Il target principale rimane verso 1.180 dollari/oncia, minimi testati ben due volte nel 2013. Al di sotto di questo livello si aprirebbe una nuova fase discendente, con primo target a 1.100 dollari. Tentativi di rimbalzo potrebbero spingere le quotazioni sino a 1.260 dollari e poi a 1.275 dollari. Sarà solo con il superamento di questo target che le recenti pressioni ribassiste si attenueranno.

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