NPL: Bce e Commissione Ue a confronto

Dopo il testo della Commissione europea di ieri, questa mattina è stata la Bce ad alzare il velo sul nuovo Addendum sugli NPL.

Mario_Draghi
Fonte: Bloomberg

Dopo la proposta della Commissione europea di ieri, oggi è stata la volta della Bce, che ha presentato il nuovo Addendum sui crediti deteriorati (Non Performing Loans, NPLs). Le differenze tra le due proposte non sono tante e proabilmente verrà trovato un compromesso. Di seguito i tratti più interessanti che le contraddistinguono.

Stock soggetto alle nuove norme 
Secondo la proposta della Commissione europea, le norme riguarderanno solo i crediti erogati a partire dal 14 marzo 2018, mentre il testo della Bce prevede che siano soggetti alle nuove misure tutti i crediti che diventeranno deteriorati a partire dal 1° aprile prossimo. Una differenza sicuramente non di poco conto e quella che di certo più impatta suigli istituti di credito italiani, alle prese con importante masse di crediti in sofferenza e che potrebbero diventare presto non performing.

Tempi per la copertura totale
Mentre per i crediti non garantiti, entrambi i testi contemplano la possibilità di raggiungere la copertura totale entro i due anni, sui crediti garantiti (corredati da garanzia reale) la Bce prevede un tempo massimo di 7 anni per raggiungere il 100%, contro gli 8 anni della Commissione europea. Un aspetto secondario che non riteniamo possa fare la differenza.

Modalità copertura
Le modalità di copertura sono sostanzialmente diverse, almeno per i crediti garantiti. In merito, la Commissione Ue prevede un approccio progressivo (5% il primo anno, 10%, 17%, 27%, 40%, 55%, 75% e 100% per gli anni successivi), mentre la Bce prevede che vengano coperti a partire dal terzo anno (40%, 55%, 70% 85% e 100%), una novità che compensa l'approccio più duro deciso sullo stock oggetto di queste misure (punto 1). Per i crediti non garantiti, la Commissione Ue prevede svalutazioni del 35% per il primo anno e 100% il secondo, mentre la Bce prevede il 100% entro i due anni, senza ulteriori specificazioni.

La Bce ha comunque precisato che si tratta di linee guida non vincolanti e che le decisioni verranno discusse con i singoli istituti con cadenza almeno annuale. Una vittoria questa per il Parlamento europeo come ha dichiarato il presidente, Antonio Tajani, sottolineando che sarà la Commissione a legiferare in merito.

Giudichiamo l'approccio della Bce sicuramente più morbido rispetto ad ottobre scorso. Il punto più spinoso rimane quello dei crediti che saranno soggetti a queste nuove linee guida, mentre Francoforte si è dimostrata più aperta sulle modalità di copertura per i crediti garantiti, prevedendo un "periodo di grazia" di tre anno.

La reazione sul mercato dei titoli bancari è stata piuttosto contrastata, probabilmente perché il mercato riconosce questo approccio della Bce.

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