Marketwatch Referendum: come posizionarsi su indici e azioni

Mancano pochi giorni al referendum costituzionale, attesa fortissima volatilità sui mercati finanziari

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Ormai siamo arrivati a poche ore dall’apertura delle urne per votare sulle riforme costituzionali. Ci aspettiamo che i mercati possano evidenziare forti movimenti in entrambi gli scenari post-voto. Saranno tante le opportunità di trading che si potranno creare (sia per posizioni LONG che SHORT).

In caso di vittoria dei SÌ crediamo che gli indici possano mostrare un forte rialzo sulla scia dell’allentamento dei timori sul sistema bancario italiano in vista dei prossimi aumenti di capitale degli istituti di credito, dall’imminente di Banca Mps a quello enorme di Unicredit (primo trimestre 2017).

In caso di vittoria dei NO la situazione sarebbe molto diversa coi finanziari in forte difficoltà soprattutto nello scenario estremo di dimissioni di Renzi e crisi di governo.

Indici

Le performance delle banche condizioneranno fortemente l'indice Italy40 FTSE MIB, che nelle ultime tre sedute ha evidenziato un ottimo rialzo grazie agli acquisti sui petroliferi. In uno scenario di massima incertezza politica, il principale indice di Piazza Affari potrebbe ritornare a vedere i minimi visti dopo la Brexit, in area 15 mila punti, anche nell’arco di poche sedute, salvo poi rimbalzare. Un simile movimento potrebbe portare il FTSE MIB, il peggiore a livello mondiale da inizio anno, a chiudere il 2016, con la peggior performance dal 2008, con cali prossimi al 30%. Contrariamente, una vittoria del SÌ aprirebbe a un recupero importante, con obiettivi collocati sui massimi dell’anno a 19 mila punti.

I Titoli Caldi

Banca Mps

Al centro dell’attenzione degli investitori vi è sicuramente la banca toscana, alle prese con un piano di aumento di capitale da 5 miliardi di euro, che dovrebbe realizzarsi attraverso tre manovre:

  1. conversione bond subordinati (Tier 1 e Tier 2) in mano agli investitori retail e istituzionali, la chiusura è prevista per domani;
  2. decisione dell’anchor investor, il fondo sovrano del Qatar (QIA) dovrebbe garantire 1 miliardo di euro;
  3. emissione di nuove azioni riservate al pubblico (aumento garantito da JP Morgan e Mediobanca).

I rischi di una simile operazione straordinaria potrebbero essere amplificati, soprattutto nel caso di una vittoria del NO. Una sconfitta della riforma potrebbe spingere il ministro Renzi a dimettersi, creando un vuoto politico preoccupante. Tale situazione renderebbe la raccolta di capitale di MPS particolarmente difficile, aumentando i rischi per un possibile bail-in. 

Unicredit

L’incertezza politica potrebbe minacciare anche Unicredit, l’unica banca italiana di rilevanza sistemica. L’istituto, che annuncerà il nuovo piano industriale il prossimo 13 dicembre, dovrebbe procedere a un maxi aumento di capitale nei primi mesi del 2017. La banca ha diversi dossier aperti che riguardano la cessione di: Pekao, Pioneer e di un pacchetto di non-performing loans da 20 miliardi di euro. Il successo di tali operazioni straordinarie sarà fondamentale per la determinare l’aumento di capitale necessario alla banca per migliorare i propri requisiti patrimoniali. Crediamo che un successo del NO possa spingere la banca a far slittare l’aumento di capitale, ritardando anche i piani di vendita delle altre attività. 

In caso di vittoria del NO chi potrebbe evidenziare una performance migliore del FTSE Mib?

Crediamo che i titoli legati alle esportazioni possano mostrare una performance migliore dell’indice italiano. Principalmente per due ragioni:

  1. I ricavi sono generati all’estero e le vicende del governo italiano possono influenzare lievemente i fondamentali;
  2. Una crisi del governo italiano e un contagio sulle quotazioni dell’euro potrebbero donare più competitività alle aziende export italiane.

Tra i titoli “migliori” in caso di vittoria di “NO” potremmo trovare:

  1. Campari;
  2. Brembo;
  3. Moncler.

Abbiamo sintetizzato in una tabella i titoli che potrebbero evidenziare una performance migliore o peggiore del FTSE Mib in caso di vittoria del SÌ.

Il nostro consiglio è quello di adottare anche strategie di spread trading (ad esempio in caso di vittoria NO, LONG su Campari, Brembo, Moncher, SHORT su Unicredit, MPS e Telecom Italia).

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